martedì 4 febbraio 2014

Cassano delle Murge. Tra terremoti e assestamenti la politica locale parla sotto voce

Alcuni componenti della Giunta comunale di Cassano delle Murge (novembre 2013)
Foto Archivio Vito Stano © 2013
L'ufficio stampa di palazzo di città rende noto che presso la Banca Popolare di Bari sono disponibili i buoni libro per i 329 studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado (la vecchia scuola media). Il ritiro dei buoni è subordinato alla richiesta fatta a tempo debito. A parte questa notizia di servizio, in queste settimane i protagonisti vecchi e nuovi della scena politica locale stanno riscaldando i motori perché alla corsa elettorale manca poco, davvero poco. A breve s'inaugura la nuova sede del Partito Democratico, in piazza Garibaldi, non lontano dalla sede del partito del presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, di cui il l'ingegnere Davide Del Re è rappresentante in Consiglio comunale. Nel mezzo, come a marcare le differenze tra i potenziali alleati, c'è la sede del Partito Repubblicano Italiano, rappresentato dalla sindaco Maria Pia Di Medio. Insomma la politica di circolo dalla piazza s'è trasferita in villa. Forse per avere maggiore presa sulla gente, poca ma ancora presente. O forse per avere un luogo funzionale durante i comizi elettorali. Chissà. Fatto sta che la politica si fa sempre meno e i luoghi del confronto sono ormai lontani dall'immaginario collettivo. L'ultimo baluardo che ha resistito in piazza Moro è stato il circolo di Rifondazione Comunista, nella quale ho militato per alcuni anni, prima di fare una scelta che mi ha portato a una crescita forse disordinata, ma perlomeno è stata una crescita. 

In questi anni ho conosciuto le personalità politiche di maggioranza e di opposizione, non tutte ovviamente. Alcune di loro ho imparato ha stimarle, per altre di loro conservo la presunzione di aver contribuito alla loro prematura cacciata. Incompetenza, scarsa passione, scarso travaso di informazioni alla cittadinanza. Queste sono state a volte le mancanze che ho riscontrato. Poi ci sono i volti nuovi. E i riciclati. Quelli per cui non esiste più la destra e la sinistra. Quelli che vogliono soltanto l'onestà. Quelli che mettono davanti a tutto l'etica e quelli che ci metterebbero volentieri l'interesse di parte. A tre mesi dalla tornata elettorale di maggio i nomi che circolano negli ambienti politici sono sempre gli stessi, tranne qualche outsider. La sindaco Maria Pia Di Medio si candiderà di nuovo. L'altro ieri sera pare che si sia tenuta una riunione più o meno segreta nelle stanze del palazzo per delineare i componenti della prossima squadra di destra. A questo proposito pare che la compagine guidata dal tandem Di Medio-Zullo non rinnoverà l'invito all'attuale assessore alla Cultura Pierpaola Sapienza, la quale, ricordo per chi non avesse memoria, è stata l'unica della maggioranza ad uscire dal PdL seguendo l'onorevole Giorgia Meloni nella fondazione del piccolo partito di destra sociale, Fratelli d'Italia. Nessun altro componente della maggioranza ha seguito la Sapienza in questa sua scelta ideologica, di fatto relegandola in un angolo. Da quell'angolo intanto l'assessore continua a dirsi soddisfatta delle cose fatte (mi riferisco ai fondi per il polisportivo o alla rinascita del cinema Vittoria). 

Dall'altra parte il PD, con il nuovo segretario, pare dire a tutti che non ci sarà una larga intesa con l'attuale maggioranza, ma anzi pare che l'idea sia di dialogare con le forze politicamente più affini. Al momento non ci sono altre notizie. Dimenticavo di spendere qualche parola sul gruppo Prospettiva Ethica. L'altro ieri su facebook ho intercettato nello spazio dedicato al potenziale futuro movimento politico lo sconforto di Lorenzo Fiore, già attivista del comitato Lamafutura. A quello sfogo seguivano i commenti di altri aderenti al movimento e tra le righe spiccava il nome di Ivan. Presumibilmente si tratta di Ivan Aloisio, già tirato in ballo in passato. Se Prospettiva Ethica decidesse di proporsi come compagine politica alle amministrative di marzo con Ivan Aloisio alla guida, forse anche l'incognita Movimento 5 Stelle sarebbe risolta, in quanto Ivan Aloisio e Roberto Mancino hanno rapporti di parentela. In effetti la posizione di Mancino è alquanto complicata: nipote dell'attuale vice sindaco Michele Ruggero, in forza PdL-Forza Italia e fedelissimo di Ignazio Zullo (capogruppo PdL-Forza Italia in Consiglio Regionale), e cognato del papabile candidato sindaco dalla compagine avversa. Le voci si rincorrono oltre i social network e approdano in piazza, dove da sempre si decidono i destini della piccola cittadina agricola ai piedi delle Murge. 

Post scrittum
Qualora l'Ivan di cui si legge in quel commento allo sfogo di Lorenzo Fiore su facebook non fosse Aloisio, me ne scuso già adesso con lui e anche con Roberto Mancino per le ovvie implicazioni. L'intento è squisitamente quello di provare a leggere lo scenario politico che si profila all'orizzonte e raccontarlo ai lettori-elettori.

04.01.2014
Vito Stano 

sabato 1 febbraio 2014

Diossine e Pcb nelle uova. Il Fondo Antidiossina Taranto spiega le ragioni dell'allarme

Nessun falso allarme! Se non si interrompono le fonti inquinanti, sarà in pericolo anche il futuro del comparto zootecnico di Martina Franca e di Crispiano. L'allarme lanciato lo scorso 8 gennaio dal Fondo Antidiossina sulla significativa presenza di diossine e pcb nelle uova di gallina prelevate da alcune masserie nell'agro di Martina Franca non era infondato. Veniamo a sapere adesso che anche la Asl di Taranto, negli anni scorsi, aveva rilevato diverse criticità con vistosi superamenti non solo dei “valori di azione(1)”, ma anche dei “valori limite(2)”, fin oltre il 200%, come si evince dai rapporti di prova relativi ad alcune masserie di Crispiano e di Martina Franca, di cui il Fondo Antidiossina è venuto in possesso, dopo aver fatto formale  richiesta al  Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto. Infatti, le uova delle galline allevate a terra,  acquistate dal Fondo Antidiossina presso alcune masserie situate in prossimità di Martina Franca e successivamente inviate al centro specializzato e accreditato "R&C Lab s.r.l." di Altavilla Vicentina, hanno evidenziato valori critici con riferimento ai limiti di azione. 

Tali esiti risultano estremamente interessanti proprio perché in essi spiccano le voci relative alle diossine, ai furani e ai pcb, in entità di gran lunga superiore ai valori di fondo che normalmente si attestano nel range 0,2- 0,5 pg/gr, contro i circa 0,5 - 0,9 pg/gr ritrovati dal Fondo Antidiossina. Le uova prelevate dalle tre masserie presentano quantitativi abbastanza lontani dai valori limite, ma non troppo lontani dai valori di azione. Interessante anche constatare che i valori più elevati di diossine e pcb si riscontrano nelle uova della masseria più vicina dall'area industriale. Infatti, nelle uova prelevate nella masseria a nord di Martina Franca, i valori di diossine e pcb sono risultati inferiori a quelli rilevati nelle uova provenienti dalle due masserie situate più in prossimità a Taranto. Come specificato, a questi dati conoscitivi del Fondo Antidiossina (già pubblicati nel comunicato stampa diffuso in data 8 gennaio scorso http://www.fondoantidiossina.it/stampa/), questa volta, vanno aggiunti anche quelli ufficiali, acquisiti dalla nostra onlus e redatti dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e dell'Istituto  Zooprofilattico di Puglia e Basilicata. Tali dati ci permettono di sapere che il Dipartimento di Prevenzioni della Asl di Taranto, fino all’anno 2009, ha eseguito diversi campionamenti di uova di galline allevate a terra in alcune masserie della provincia di Taranto. Campionamenti che hanno evidenziato, nelle masserie di Crispiano e di Martina Franca, valori analitici di gran lunga superiore ai valori di azione ed ai valori limite di cui al Regolamento (UE) n. 1259/2011, in vigore dal 1° gennaio 2012, che aggiorna il Regolamento 1881/2006. Abbiamo, inoltre, appreso che il Dipartimento di Prevenzione della Asl, dal 2009 in poi, non avrebbe più effettuato controlli sistematici sulle masserie ubicate nella provincia di Taranto, nonostante si fossero evidenziate tali gravi criticità. 

Lo stesso dipartimento, invece, ci ha fatto sapere di aver effettuato numerosi campionamenti su uova di largo consumo provenienti dai grossi allevamenti intensivi (in batterie) di galline ovaiole sottoposte ad un regime alimentare controllato e, quindi, non a contatto con i terreni potenzialmente contaminati da microinquinanti contenuti nelle deposizioni atmosferiche. I risultati analitici ottenuti sarebbero  tutti negativi con valori di diossine e pcb molto bassi, a tal punto da  poter rassicurare  il consumatore. In altre parole, in questi ultimi anni, l'autorità sanitaria avrebbe deciso di mirare (fino a prova contraria!) solo al controllo dei grandi produttori e non a quello delle masserie prese singolarmente, in grado di produrre solo poche migliaia di uova all'anno, talvolta destinate unicamente all'autoconsumo. Le uova delle galline allevate a terra nelle masserie di Crispiano e Martina Franca sono risultate in molti casi positivi alla presenza di questi pericolosi congeneri,  tanto che la stessa ASL ne sconsigliò il consumo con  l'ordinanza del 4 gennaio 2013 (prot. 23/I.A.) a firma dei dirigenti del Dipartimento, dott. Teodoro Ripa e dott. Vito De Chirico

La comprensione del fenomeno di diffusione di tali inquinanti consentirebbe di comprendere se al rischio sanitario rilevato su matrice alimentare possa essere associato un rischio ambientale su larga scala. In tal senso, le uova degli allevamenti a terra prodotte dalle galline ruspanti potrebbero essere considerate quali bioindicatori di potenziale inquinamento. In tal senso è auspicabile un supporto dell’organo tecnico regionale di controllo, ARPA Puglia, per la definizione di un piano di monitoraggio e controllo ambientale sanitario da attuare congiuntamente con la ASL Taranto finalizzato ad una efficace prevenzione primaria. In conclusione, siamo sempre più propensi a credere che la diffusione delle diossine e dei pcb, presumibilmente attraverso le emissioni industriali, stia sempre più interessando  le terre di Crispiano e di Martina Franca, come si evincerebbe  dalla significativa presenza di questi congeneri nelle uova delle galline ruspanti che si nutrono e beccano sulla terra. Occorre, pertanto, individuare ed interrompere  le fonti inquinanti, al fine di non creare irreversibili e gravi ripercussioni anche sul comparto zootecnico crispianese e martinese.

      (1) Valori di azione: impone ulteriori indagini e procedure di risanamento
(2)     Valori limite: vieta la commercializzazione del prodotto e ne obbliga la distruzione)

Per le uova limite di azione 1,75pg/gr per diossine e 1,75pg/gr per pcb; Valore limite 5pg/gr per diossine + pcb 

(fonte Fondo Antidiossina Taranto)

Caccia di frodo. Sorpresi della Forestale cacciatori in area protetta: due denunce

La Forestale di Martina Franca sequestra armi, munizioni e fauna selvatica abbattuta in area protetta. Gli uomini del Comando Stazione Forestale di Martina Franca, nel corso di un operazione mirata alla tutela delle aree protette nei Comuni di Martina Franca e Crispiano, hanno sorpreso due bracconieri che esercitavano illecitamente l’attività venatoria, in località Masseria Lupoli e Masseria Coppola ricadenti nell’agro del Comune di Crispiano. Le suddette località rientrano  nel Parco Regionale Terra delle Gravine e nella Zona di Ripopolamento e Cattura del Monte Trazzonara, ove l’esercizio venatorio è assolutamente vietato. Al momento del controllo i cacciatori hanno confessato ai Forestali che si erano spinti nell’area protetta in quanto si trattava degli ultimi giorni di caccia e volevano portare a casa un “bottino” più grosso in quanto in area protetta la fauna selvatica è in abbondanza e di facile abbattimento. I bracconieri sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Taranto per esercizio venatorio in aree protette e per abbattimento di fauna selvatica protetta, in quanto avevano abbattuto anche una Beccaccia, specie la cui caccia in questo periodo è vietata. Agli stessi sono state sequestrale le armi, le munizioni in loro possesso e la fauna selvatica abbattuta illecitamente. 

I Forestali nell’ambito della stessa operazione hanno proceduto anche ad elevare diverse sanzioni amministrative a carico di cacciatori che non rispettavano la distanza di sicurezza dalle aree protette pari a cento metri dal perimetro delle stesse. Nell’approssimarsi della conclusione dell’attività venatoria il Corpo Forestale dello Stato intensificherà i controlli soprattutto nelle aree protette. Tale servizio costituisce prosecuzione ad una più ampia attività di tutela delle aree protette avviata già dal mese di settembre, dal Comando Provinciale del CFS di Taranto in tutta la provincia, per la salvaguardia della fauna selvatica  e della flora.

venerdì 31 gennaio 2014

Cinema indipendente. Murex di Gioia del Colle presenta il nuovo film di Dongiovanni

Commovente, nostalgico, capace anche di divertire. Queste sono le impressioni che a caldo emergono dopo aver guardato il nuovo film documentario di Francesco Dongiovanni, autore e regista di Gioia del Colle. La cittadinanza di Cassano delle Murge lo ha conosciuto in occasione della presentazione del suo primo lavoro Dolcemente spopolata è la felicità, film che raccontava la vita solitaria di uno degli ultimi pastori che abitano la desolata pseudo steppa murgiana. Questo film, come quello, è prodotto dalla cooperativa Murex, casa di produzione creata grazie ai fondi regionali di Principi attivi. 

Dongiovanni in Elegie dall'inizio del mondo - Uomini e alberi racconta, montando immagini dell'archivio privato di Domenico Notarangelo, corrispondente dell'Unità per molti anni e leader lucano del Partito Comunista Italiano, la tradizione, viva ancora oggi, di tagliare e portare in processione per le vie di Accettura, piccolo centro della Lucania, due tronchi d'albero. Questo rito si consuma il giorno dell'Ascensione ma ha origini pagane, come si legge nei titoli di coda in inglese che precedono la visione del film. Il rito prevede il taglio di due alberi in due foreste diverse. I due tronchi dopo la preparazione e il giro del paese si ritrovano nella piazza. Per conoscere i dettagli del rito ascolteremo a breve l'autore Francesco Dongiovanni per ascoltare dalla sua voce anche la genesi di questo lavoro.

Intanto l'appuntamento per vedere il film è per giovedì 6 febbraio a Gioia del Colle alle ore 20,00 presso il teatro comunale Rossini. Prima della visione del film ci sarà spazio per ascoltare l'autore delle immagini Domenico Notarangelo e il regista Francesco Dongiovanni.  

31.01.2014
Vito Stano    

martedì 28 gennaio 2014

Storia dell'impero fascista. Indro Montanelli e le gesta del XX Battaglione Eritreo

In queste settimane si parla di storia: Olocausto, Shoah, sterminio, genocidio, fascismo, nazismo, questi sono i termini che risuonano tra telegiornali e programmi di approfondimento del servizio pubblico. Personalmente non rinchiudo la storia al mese della Memoria o, a febbraio, a quello del Ricordo, ma mi impegno a saziare la mia sete di conoscenza durante tutto l'anno. E proprio perché il mio approccio è questo che dall'edicolante di sempre, l'eterno verde Guglielmo, soltanto qualche settimana fa ho avvistato e poi acquistato XX Battaglione Eritreo, il primo romanzo di Indro Montanelli. La pubblicazione del volume è curata dallo storico Angelo Del Boca, studioso di fama che con l'autore fino a prima che spirasse ha lottato a suon si documenti originali e ricostruzioni storiche. L'argomento di discussione era la campagna d'Africa che l'Impero fascista ha condotto durante la metà degli anni Trenta. Indro Montanelli, considerato il più grande giornalista italiano del Novecento, nelle fila dell'esercito italiano si arruolò volontario e dall'Abissinia, oltre a prender parte alle rincorse della prima linea, ebbe modo di scrivere numerosi articoli, alcuni testi per il teatro e anche alcuni romanzi. Il libro, pubblicato da Rizzoli, raccoglie il primo romanzo appunto e in appendice le lettere rimaste inedite che il giornalista e scrittore toscano inviava ai suoi genitori. Dal libro, interessante e retorico, come l'Era fascista imponeva e predicava, si evince sia la vita degli ufficiali italiani sia la brutalità delle azioni compiute dagli ascari, gli indigeni arruolati nelle fila dell'esercito imperiale. Retorica pura. Faticoso da leggere. Invece le lettere le ho trovate più interessanti, poiché emerge il vero interesse di Indro Montanelli, cioè la voglia di vedere pubblicati i suoi scritti. Dalle lettere ai genitori emerge anche la difficoltà di far comprendere che quanto si dice e si sente in Patria a volte non è propriamente corretto. Che le cose li giù (in Africa) vanno bene, la guerra in realtà è un'attesa logorante e un eterno camminare, smontare le tende da campo, rincorrere gli scioani (i nemici locali) e lasciare gli ascari a fare razzia. 

Da sempre la storia e la geografia sono le materie che prediligo, ma questo periodo ahimé non ho ancora avuto modo di approfondirlo. Il lavoro di Del Boca, permesso dalla famiglia Montanelli, è prezioso per due motivi: in primis perché scopriamo la vita precedente del padre nobile del giornalismo italiano; e in secondo luogo perché questo volume ha dato l'avvio alla conoscenza di un periodo storico, quello delle guerre coloniali, e delle nefandezze compiute in quelle terre lontane, del quale poco si parla e troppo si mistifica.

28.01.2014
Vito Stano     

lunedì 27 gennaio 2014

Cassano delle Murge. Il messaggio della Di Medio per la Giornata della Memoria

Sindaco Maria Pia Di Medio 
Foto Archivio Vito Stano © 2014
«Parlare di Memoria è sempre più attuale, nonostante siano passati quasi ottant’anni  dall’ultima guerra europea, e nonostante tutti si scandalizzino alla sola parola razzismo. L’ipocrisia regna sovrana. Ci si commuove e si dice poveretti quando si vedono in tv gli sbarchi dei profughi, i barboni che muoiono di freddo nelle stazioni delle grandi città o i bambini che muoiono di fame nell’entroterra africano o nelle favelas o nella casa accanto alla nostra. Ma non si fa nulla. Si resta nelle proprie case, con le proprie abitudini senza un minimo di impegno sociale, che non costerebbe niente». A scrivere queste parole è la sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio in occasione della commemorazione della Giornata della Memoria delle vittime della Shoah. La dottoressa continua dicendo che «ci si scandalizza anche se il calciatore di colore viene offeso sul campo o se il ragazzo gay si toglie la vita perché è stato oggetto di offese da parte degli altri. Ma non si fa niente. Non si educano i propri figli alla presenza della diversità, che possa essere di genere, di cultura, di religione o semplicemente di aspetto fisico. Il razzismo, inteso come non accoglienza di chi è in qualche modo diverso da noi stessi, vive nel nostro essere perché è un retaggio della nostra animalità, ma il bene dell’intelletto, che distingue la nostra specie dalle altre, ci dà la possibilità di superare questo limite e quindi di evolverci». 

E in modo più esplicito rispetto ai fatti di cui si commemora oggi la sindaco continua dichiarando che «il Giorno della Memoria ci serve per non dimenticare ciò che l’essere umano può riuscire a fare ad altri esseri umani. La Shoah è stata forse (perché nel resto del mondo vengono compiuti crimini probabilmente peggiori anche se di dimensioni ridotte) il più grande crimine contro l’umanità perché realizzato con metodicità quasi scientifica, con addirittura la costruzione di strutture apposite (campi di concentramento con le camere a gas) per eliminare i diversi, gli indesiderati e coloro che erano non allineati con il regime. È stato l’inno alla negazione di qualsiasi libertà di esistere se non si è conformi ad un prototipo. Il nostro impegno, oggi, se vogliamo che 6 milioni di esseri umani innocenti (colpevoli solo di avere un credo diverso o idee diverse) non siano morti invano, se vogliamo veramente onorare questo giorno simbolico, deve essere quello di educare continuamente il nostro io al rispetto degli altri, chiunque e comunque essi siano, in modo da essere in grado di educare nello stesso modo i nostri figli o coloro che ci vengono affidati. È l’unica strada per la pace. È l’unica strada per farci diventare cittadini del mondo».

Giornata della Memoria. Considerazioni antistoriche e culto della memoria per legge

Auschwitz - Foto Giulio Stano © 2012
La giornata di oggi, 27 gennaio, è particolare in special modo per chi ha studiato storia e in particolare il periodo della Seconda Guerra Mondiale. Lo sterminio sistematico degli ebrei, degli oppositori politici, degli slavi, degli zingari, degli handicappati, dei traditori (sorte che è toccata a molti italiani a seguito della caduta del regime fascista nel 1943). Soltanto due inverni fa ho realizzato un viaggio che coltivavo da tempo, molto tempo. È stata un'esperienza forte e averla fatta con una persona speciale ha dato a quel viaggio la giusta importanza. A casa ho portato con me impressioni di cui più volte ho scritto e parlato con alcuni amici e, soprattutto, con colleghi di penna e di politica, poiché su questi temi, ancora oggi, si è capaci di dividersi aspramente. Basti pensare alla legge che sanzionerebbe il reato di negazionismo che il Senato ha deciso di discutere. Gli storici sono contrari e, come leggevo sul quotidiano La Repubblica stamattina, hanno riproposto il manifesto del 2007, quando nuovamente si fece avanti questa deriva. Penso, con tutta la modestia di cui posso avvalermi, che la memoria non vada imposta per legge. La storia con i vinti e i vincitori ha sempre generato memorie di parte. C'è ancora chi ad oggi si dice fascista, si strappa le vesti «per le cose buone fatte da Mussolini», non considerando leggi razziali, discriminazioni, soprusi, violenze di ogni genere e omicidi di regime. Considerazioni che è facile definire antistoriche, ma che caratterizzano una moltitudine di persone che hanno conservato maldestramente la storia nello sgabuzzino per occuparsi di un eterno presente. Niente appartiene a nessuno. Le esperienze passate non interessano più. Pochi scrivono, altrettanto in pochi leggono e studiano. La tragedia del tempo che viviamo è la volontà esplicita di non avere altro interesse al di fuori dei beni materiali, del divertimento a tutti i costi, della spensieratezza. Altro che ricerca storica. 

Superficialità, questa è il termine che sintetizzerebbe il nostro tempo come soltanto la fotografia avrebbe il potere di fare. Della politica in relazione a questi temi è meglio tacere. L'ignoranza è serpeggiata per così tanto tempo che oggi la scena politica è più simile a una curva da stadio che al semiciclo della Costituente, che ricostruì l'architettura istituzionale, politica e sociale di una nazione, l'Italia, che aggredì i suoi vicini, si macchiò di crimini efferati al pari degli alleati nazisti e che, a differenza del popolo tedesco, non ha saputo, in perfetta sintonia con il profondo sentire italiota, affrontare la storia. I tedeschi hanno fatto dal dopoguerra ad oggi un'analisi delle cause e hanno affrontato le conseguenze storiche, l'Italia con la sua bassa statura politica ha prima lasciato impolverare certi argomenti per poi rispolverarli all'occorrenza per il vile tornaconto politico-elettorale. A questo s'aggiunga la caduta verticale dell'interesse politico-civico delle masse, tutte intente a seguire le nuove mode dettate dal mercato e siamo ai giorni d'oggi. That's it, sentenzierebbero gli inglesi. Questo è tutto.

27.01.2014
Vito Stano

venerdì 24 gennaio 2014

Cassano delle Murge: pregiudicato falsificava documenti e titoli. Arrestato per truffa

Foto google.com
Cassano delle Murge in cronaca. Un uomo, già pregiudicato,  era il terrore dei commercianti di Putignano, avendo portato a termine una serie di truffe utilizzando documenti e assegni falsi. Una volta scoperto è finito in manette. Si tratta di A. D. 47enne di Cassano delle Murge, arrestato dai Carabinieri della Stazione di Putignano, coadiuvati dai militari della Stazione di Cassano delle Murge, con le accuse di possesso e fabbricazione di documenti falsi, falsità materiale e falsità in scrittura privata. L’efficiente e celere attività di indagine conseguente alle denunce presentate dai malcapitati, ai quali erano state commissionate merci poi pagate con assegni risultati falsi, ha permesso ai militari di dare un volto e un nome all’autore delle truffe e quindi di rinvenire e sequestrare nella mattinata odierna, presso la sua abitazione, a seguito di un decreto emesso dall’Autorità Giudiziaria, tutto il materiale utilizzato per la consumazione dei delitti.

In particolare, nell’appartamento occupato dal malfattore venivano rinvenuti e sequestrati una carta d’identità falsa, 5 assegni bancari falsi, un altro carnet d’assegni falso, due computer, una stampante e un telefono cellulare utilizzati per commettere i reati. L’uomo su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato associato presso la locale Casa Circondariale.

24.01.2014
V.S.

Mediateca regionale pugliese. Proiezioni in memoria della Shoah e nuovi bandi

Sabato 25 alle ore 17,00 scopri come partecipare al nuovo bando di Laboratori dal Basso, mentre lunedì e martedì alle ore 18,00 le nostre giornate dedicate alla Memoria ci raccontano di una storia ambientata nel 1948 nel campo profughi di ebrei di Palese a Bari. Il tour di Laboratori dal Basso fa tappa anche in Mediateca. A presentare il nuovo bando saranno presenti Flavia Giordano (Staff ARTI) e Angelo Amoroso d'Aragona, coordinatore della Mediateca Regionale Pugliese che durante lo scorso anno ha ospitato un buon numero di laboratori nei propri spazi. 


Si chiama Diaspora / Olocausto/ Israele  l'iniziativa di due giorni della Mediateca per ricordare la ShoahLunedì 27 gennaio, alle ore 18,00, vi aspettiamo per vedere insieme MILIM di Amos Gitai (1996, Israele 87’) con Hanna Shygulla, Enrico Lo Verso, Efratia Gitai e Samuel Fuller. Il film si svolge su tre piani temporali legati alla storia di Israele: la sua distruzione nel 70 DC, l'Olocausto in Polonia l'assassinio di Rabin nel 1995. 

Martedì 28 gennaio sempre alle 18,00 vi aspettiamo invece  per la proiezione del film Il GRIDO DELLA TERRA di Duilio Coletti (1949, Italia 90’). L'evento è organizzato in collaborazione con la Biblioteca del Consiglio della Regione Puglia e l’IPSAIC Istituto Pugliese per la storia dell'antifascismoe dell'Italia contemporanea.  Girato a Bari Vecchia, Palese e Cozze (Mola di Bari) nel 1948 con gli ebrei del campo di prigionia di Palese, Il Grido della Terra è un film di azione che racconta la fuga dei profughi verso la Palestina, dove i partigiani sionisti conducevano la guerriglia contro gli occupanti inglesi. Alla sceneggiatura partecipa anche Carlo Levi e due interpreti del film, anch'essi ebrei, Cesare Polacco e Arnoldo Foà, lavoravano all’epoca a Radio Bari, la prima emittente di stato occupata dai partigiani dopo l'8 settembre del 1943 e ed in seguito utilizzata dagli Alleati. Un pezzo di Memoria regionale che si ricollega alla giornata che avevamo già dedicato al Sabato Nero di Roma e Carlo Lizzani. All'inizio del film la scena nel campo profughi è girata dal vero dentro il campo di Palese ed è un repertorio documentaristico di grande importanza. Il film è stato restaurato nel 2008 dalla Cineteca Nazionale. A introdurlo il critico Vito Attolini insieme allo storico dell'IPSAIC il prof. Vito Antonio Leuzzi. La copia del film è stata gentilmente concessa dall'Istituto.

Ultima curiosità: del film la Mediateca conserva un esemplare raro di locandina 50x70 che sarà esposta durante la settimana. 

(fonte Mediateca regionale pugliese)

Bari. Giornalismo e formazione: Giovanni Valentini ospite del master barese

Giovanni Valentini - Foto google.com
A volte per coloro, che come il sottoscritto, scrivono o hanno scritto su testate locali o magari su testate on line ma di ristretto interesse territoriale, avvicinarsi al giornalismo con la G maiuscola è alquanto difficile. Specialmente se il percorso professionale lo si è intrapreso dalla strada secondaria, cioè come pubblicista, senza passare dai banchi della scuola e poi dall'esame di Stato. Per queste ragioni è importante, almeno per chi scrive, approfittare di seminari, convegni o dei tanti festival creati ad hoc durante gli ultimi anni, per incontrare le firme di cui leggeremo domani sui libri di storia del giornalismo. Un'occasione ghiotta è quella che segnala l'Ordine dei Giornalisti di Puglia, che per lunedì 27, presso la casa pugliese dei giornalisti a Bari vecchia, ospiterà Giovanni Valentini, editorialista del quotidiano La Repubblica. 

Valentini sarà ospite del master in giornalismo dell'Università Aldo Moro di  Bari e dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia per un seminario dal titolo Buone notizie, Cattive notizie. Nella sua attività professionale quotidiana Giovanni Valentini si occupa di politica, informazione, ambiente e diritti civili. Nel 2000 ha vinto il Premio Saint-Vincent con la sua rubrica Il Sabato del Villaggio sulla testata La Repubblica. Sarà presente anche il presidente dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia Valentino Losito. 

Dunque avrà luogo lunedì 27 gennaio alle ore 10,00 presso la sala conferenze dell’Ordine dei Giornalisti in strada Palazzo di Città numero 5 a Bari. 

24.01.2014
Vito Stano