sabato 3 novembre 2012

Assessore Briano sul nuovo servizio di raccolta dei rifiuti: "Ancora sei mesi, i ritardi sono imputabili alla macchina burocratica"


Assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano
Foto Archivio Vito Stano
Raggiunto telefonicamente l’assessore alla Tutela dell'Ambiente del comune di Cassano delle Murge Carmelo Briano ha risposto a qualche domanda riguardante il tema scottante, o meglio maleodorante, dei rifiuti.

I ritardi, non sono da addebitare secondo l’assessore Briano, a cause di natura giudiziaria, ma alla lentezza della burocrazia. L’attivazione del nuovo servizio prevede una scansione temporale che è così composta: firma del contratto tra il comune di Cassano delle Murge e l’Ati Tradeco-Murgia Servizi (associazione temporanea d’impresa che si è aggiudicata l’appalto); sottoscrizione di una convezione tra i due soggetti e infine ottenimento da parte dell’Ati del mutuo necessario per acquistare i mezzi per effettuare la raccolta. Poi si comincia. 

Quanto tempo ci vorrà dunque? Circa sei mesi, ci dice l’assessore Briano.

Intanto chiediamo spiegazioni sulla condizione indecorosa in cui per qualche giorno le strade versavano: i sacchetti crescevano nei cassonetti a causa, ci dice l'assessore Briano, di una riunione dei lavoratori della Tradeco, che reclamavano il salario non ancora corrispostoDunque di questioni giudiziarie nulla di più è emerso dalle dichiarazioni dell’assessore Briano, ne tanto meno conferme anzi quello che ha precisato è che i ritardi sono imputabili alla macchina burocratica.

Quindi conti alla mano, se tutto va bene il servizio porta a porta sarà probabilmente un regalo che la cittadinanza cassanese troverà sotto l’albero di Natale. Regalo da scartare però soltanto a primavera.

03.11.2012
Vito Stano

Museo della Fotografia: viaggio ad Amsterdam con Artuto Cucciolla


L'appuntamento con la fotografia ritorna martedì 6 novembre alle ore 17,30  con il professor Arturo Cucciolla presso la sala conferenze del palazzo del Politecnico di Bari, in Via Amendola 126/B  al primo piano interrato.

Arturo  Cucciolla proporrà quale tema del seminario La scuola di Amsterdam, avvalendosi di materiale fotografico raccolto durante un recente viaggio di studio in Olanda. 
L'attenzione del professor Cucciolla è stata mirata alla ricerca sull’housing sociale in Europa. Infatti le immagini, che saranno proiettate nel corso dell’incontro, danno conto del grande contributo offerto dai giovani architetti olandesi, nei primi decenni del novecento, al consolidarsi dell’architettura moderna europea, in un intreccio di bellezza e sensibilità sociale applicato al tema della casa per i lavoratori.
03.11.2012
Vito Stano

venerdì 2 novembre 2012

Introduzione della Tares e raccolta dei rifiuti urbani a singhiozzo


Cassonetti dell spazzatura sulla strada Panoramica,
di cui quello capovolto dopo moltissimi giorni è stato
rimosso - Foto Archivio Vito Stano
A partire dal 1° gennaio 2013 arriverà, ai sensi dell’art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 (Salva Italia), la Tares, il nuovo tributo sui rifiuti e servizi comunali e andrà a sostituire le tariffe attuali, ovvero Tia e TarsuLa nuova tassa è destinata alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, avviati allo smaltimento (svolto mediante l'attribuzione di diritti di esclusiva), e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. La tariffa è formata da una quota relativa all’onere del servizio di gestione dei rifiuti, (finalizzata ad investimenti per le opere e ai relativi ammortamenti) e da una quota variabile correlata all’entità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'ammontare dei costi di gestione. La Tares è dovuta per anno solare. La Tares è democratica, infatti è rivolta a chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il versamento del dovuto è effettuato in quattro rate trimestrali, in assenza di diversa deliberazione comunale, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, attraverso bollettino di conto corrente postale oppure modello di pagamento unificato. È consentito appunto il pagamento in un’unica soluzione entro il mese di giugno di ogni anno. 

E intanto che vengono definiti i nuovi strumenti fiscali, la raccolta dei rifiuti solidi urbani a Cassano delle Murge è al limite dell'indecenza, per non parlare per il rischio (dedotto a naso) per la salute pubblica. Questi giorni, forse a causa del ponte per celebrare i santi e i defunti, il servizio di raccolta è andato a rilento, fatto sta che i sacchetti di rifiuti hanno fatto capolino da quasi i cassonetti della cittadina.

Come è possibile tutto ciò? Perché i cittadini cassanesi pagano già per un nuovo servizio, il cosiddetto porta a porta, e invece i rifiuti restano lì come e più di prima. Quasi a pensare che "si stava meglio quando si stava peggio". 

http://murgiambiente.blogspot.it/2012/04/arrivano-le-prime-mille-compostiere.html) per l'aggiudicazione dell'appalto del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani si è conclusa con l'aggiudicazione all'Ati Tradeco-Murgia Servizi Srl, cioè all'attuale gestore. Allora cosa aspettano a partire? 

Una persona ben informata ha confermato ha riferito a Murgiambiente News che in realtà tutto è fermo a causa della presenza della Lombardi Ecologia come socio della Murgia Servizi Srl. È così ingombrante la società con sede ad Acquaviva delle Fonti? Evidentemente la sua posizione non è chiarissima, in quanto è sotto indagine e pertanto il comune di Cassano delle Murge non ha ricevuto ancora una sorta di lasciapassare, che certificherebbe la posizione di legittimità della Lombardi Ecologia difronte alla legge.

La condizione indegna che la cittadinanza vive è legata dunque a fattori che non appartengono alla sfera politica, piuttosto afferiscono a quella burocratico-giudiziale. Nell'attesa è bene familiarizzare con la nuova tariffa e magari anche con l'olezzo immondo che i cassonetti stracolmi emanano anche con i primi freddi.

02.11.2012
Vito Stano

giovedì 1 novembre 2012

"Adesso è il momento di lottare per salvare i posti di lavoro, in quanto la questione dell’inquinamento è stata accertata e su questo punto non si torna indietro. Ora è il momento che l’Ilva e lo Stato paghino per la bonifica e la ristrutturazione degli impianti": parla Vito Galiano, Cgil


a cura di Vito Stano

Taranto - Foto google.com
“Ho sempre sostenuto che il sindacato sbagliava, perché, anziché tutelare la salute del lavoratore, tutelava il posto di lavoro. Il sindacato deve dire al lavoratore che in condizioni di rischio per la salute non si può lavorare, perché ci si ammala e si muore”. 

Con questo pensiero di Vito Galiano, sindacalista della Cgil esperto di questioni legate a malattie degenerative, riprendiamo lo Speciale Taranto che abbiamo intrapreso su questo blog. 
Quindi cosa avrebbe detto o fatto se fosse stato delegato di fabbrica all’Ilva?

Prima di tutto avrei proposto di spegnere tutto, perché oltre alla fabbrica e ai suoi operai stiamo inquinando la città e chiaramente non da oggi, ma da dieci anni fa. Difatti gli errori del sindacato partono da allora, quando lo Stato ha venduto l’Italsider alla famiglia Riva. Già da allora  andava fatto il lavoro di ristrutturazione, prima che l’Ilva cominciasse a produrre. L’Ilva doveva, dopo l’acquisto, mettere in sicurezza la fabbrica e rendere gli impianti idonei alla produzione; invece la produzione non si è fermata un attimo, tenendo presente che il parco macchinari era già obsoleto. Pertanto visto che la situazione attuale è praticamente la stessa di dieci-quindici anni fa, oggi l’unica strada percorribile è bloccare tutto, altrimenti non si potrà abbattere l’inquinamento.

Quindi il sindacato deve tutelare la salute o il posto di lavoro?

L’operaio non vuole perdere il posto di lavoro, ma il sindacato deve tutelare la sua salute. Dunque lo Stato deve intervenire per obbligare la famiglia Riva a sottoscrivere un accordo con cui si dovrà prevedere la cassa integrazione per i lavoratori, di cui i lavoratori hanno sempre avuto paura. Su questo punto dobbiamo tenere presente che l’istituto della cassa integrazione è nato per permettere al lavoratore di ovviare al salario al momento della ristrutturazione dell’azienda, che è naturale che prima o poi venga attuata.

Ma qualcuno dice che ci vogliono tre anni…

Secondo le informazioni di cui dispongo non ci vogliono tre anni, ma meno di due anni. Lo Stato deve provvedere alla cassa integrazione dei lavoratori per due anni e imporre all’Ilva di ristrutturare e successivamente di riprendere la produzione nello stabilimento di Taranto. Il risanamento degli impianti è fondamentale per salvare i posti di lavoro e per salvare la città dall’inquinamento.

Quindi questa operazione “pulizia” è possibile?

Sì, questa operazione si può fare e questo io l’ho sempre sostenuto. L’alternativa qual è, continuare a tenere accesi gli altiforni continuando a uccidere i bambini? Lo Stato ha ordinato ai genitori dei bambini di Statte e del quartiere Tamburi di non fare giocare i bambini nei parchi perché il terreno è pieno di agenti inquinanti. Come si può vivere in queste condizioni? Per non parlare dei bambini nei passeggini… Nel giro di dieci-quindici anni la popolazione di Taranto, se non si spegne la fabbrica, sarà ammalata di tumore. Stante alla situazione attuale, il picco delle morti direttamente riconducibili alle cause dell’inquinamento si raggiungerà appunto tra dieci-quindici anni.

Allora da dove si dovrebbe iniziare? E chi dovrebbe iniziare a fare qualcosa?

Gli errori commessi sono gravi, andiamo per grado. L’azienda sanitaria ha il dovere di fare le ispezioni quando si ricevono delle segnalazioni. Detto ciò gli ambientalisti denunciano questa situazione da una vita e da sempre vengono additati come allarmisti.

Chi si è opposto agli ambientalisti?

Dapprima il governo Berlusconi e in particolare il ministro del Turismo dell’epoca Michela Brambilla, ma soprattutto il sindacato. A Taranto in estate stava scoppiando la guerra civile: da una parte manifestazioni degli operai con Cisl e Uil contro la magistratura e dall'altra la Fiom Cgil invece non ho scioperato contro le decisioni assunte dalla magistratura, ma ha fatto solo questo e qui Landini (segretario nazionale Fiom-Cgil, Ndr) mi ha deluso.

Solo l’azione giudiziaria tiene la barra dritta.

Dopo le alterne vicende di questi mesi la magistratura in sostanza non ha fatto retromarcia: la decisione è rimasta quella di mantenere il sequestro sugli impianti senza farli fermare e di far iniziare i lavori di bonifica. 

Lavori di bonifica che però non partono... 

I parchi minerali dovevano essere coperti, ma da luglio a oggi nulla ancora è stato fatto. Riva se ne frega, perché non vuol scucire soldi suoi e aspetta che lo faccia lo Stato!

Parliamo di responsabilità.

La responsabilità deve essere assunta da diversi soggetti istituzionali: in primis dal Servizio Sanitario Nazionale, perché non deve essere la magistratura ad imporre il sequestro degli impianti e la successiva bonifica, ma il Servizio Sanitario Nazionale e il fatto che nulla sia stato fatto è indicativo di colpe che devono essere riconosciute. Vien da pensare che il Servizio Sanitario Nazionale abbia dei motivi per non intervenire. Quali non è dato saperlo. Nessuno dice nulla, ma i colpevoli meritano di essere arrestati e quella è la fine che faranno. Con la presentazione del “Rapporto Sentieri” si chiude il discorso, sfido chiunque adesso a dire cose senza senso.

E il ministro dell’Ambiente Corrado Clini?

Dovrebbe dimettersi, come giustamente stanno chiedendo i Verdi, perché oltre a dire il falso, Clini ha detto cose che un ministro non deve dire. Peraltro quando c’è stato l’incontro ad agosto era assente il ministro della Salute Renato Balduzzi, perché se interpellato avrebbe dovuto dare i dati e allora la verità non avrebbe più potuto essere occultata e infatti qualche giorno fa è avvenuto proprio questo. 

E cosa mi dice del Registro Tumori?

Mentre diversi soggetti si accapigliavano sui dati e il ministro Balduzzi presentava il “Rapporto Sentieri” molti hanno dimenticato che in Puglia è stato istituito con legge regionale del 2007 il Registro Tumori, che è un organismo creato appositamente per verificare le cause dell’aumento di casi di tumore sul territorio regionale. Il lavoro di questo organismo è di fare monitoraggio costante e, come nel caso di Taranto, qualora i dati registrano percentuali allarmanti deve intervenire, perché la struttura è composta da un primario medico e un equipe di dipendenti regolarmente stipendiati. Se il Registro Tumori non interviene viene meno la sua stessa natura di organismo di controllo e raccolta dati.

In pratica come funziona il Registro Tumori?     

Ogni ospedale della Puglia deve comunicare i dati, che confluiscono presso l’ufficio preposto sito nella struttura dell’ospedale oncologico di Bari.

Il Registro Tumori ha funzionato o no?

Questo è da accertare. Ma c’è anche da dire che se la Regione non interviene sull’Asl, quest'ultima viene meno ai propri doveri. La catena istituzionale è evidente. Il sindaco di Taranto per esempio, il quale è il massimo responsabile del Servizio Sanitario Nazionale in città, doveva chiedere subito i dati, perché non l’ha fatto? E poi ritorniamo alle responsabilità del Ministero, che deve intervenire perché, così come alcuni specialisti sanitari interpellati sul caso Taranto hanno affermato, “la situazione a Taranto è sconvolgente: si tratta di una emergenza sanitaria senza precedente che va affrontata con urgenza senza alcun tentennamento”.

Quindi cosa dovrebbe fare il sindacato?

Prima che tutto chiuda Cgil, Cisl e Uil si dovrebbero riunire e dovrebbero convincere il Governo a costringere i Riva a sottoscrivere un accordo, che preveda la cassa integrazione per i dipendenti e il ripristino delle condizioni lavorative adeguate.

Quindi in sostanza lei dice che i Riva devono provvedere alla bonifica per far riprendere la produzione dell’acciaio a Taranto?

Sì, a Taranto si deve riprendere la produzione dell’acciaio, perché le nuove tecnologie, in uso per esempio in Svezia, permettono di produrre senza inquinare l’ambiente. Adesso è il momento di lottare per salvare i posti di lavoro, in quanto la questione dell’inquinamento è stata accertata e su questo punto non si torna indietro. Ora è il momento che l’Ilva e lo Stato paghino per la bonifica e la ristrutturazione degli impianti. E a questo punto anche gli operai devono prendere coscienza che è assolutamente necessario spegnere e accettare la cassa integrazione, perché è ormai accertato che si muore non solo dentro ma anche fuori la fabbrica. Questa tragedia è molto più grave della situazione che dell'Eternit di Casale Monferrato o dell’Enichem di Brindisi, una tragedia così non si è mai vista nel mondo del lavoro. La differenza tra la tragedia dell’amianto di Casale Monferrato e l’inquinamento industriale di Taranto è che gli operai che lavoravano nella fabbrica e i cittadini si unirono nella lotta per chiudere la fabbrica, mentre a Taranto gli operai e la popolazione si stanno scontrando tra loro con il rischio di una guerra civile. A Taranto da una parte ci sono gli operai appoggiati dal sindacato che difendono il posto di lavoro e dall’altra parte la popolazione di Taranto appoggiata da comitati cittadini che difendono la salute e l'ambiente.

Cosa hanno in comune Casale Monferrato e Taranto?

Ciò che le accomuna è che entrambe le città sono state sacrificate sull’altare dei vantaggi economici del grande capitale industriale, il quale tra i propri vantaggi economici e la tutela della salute e dell’ambiente persegue sempre i primi. Questa è la realtà. E aggiungo che i grandi capitalisti sono convinti che portare qualche migliaio di posti di lavoro li autorizza ad uccidere persone e ambiente. Questo è quello che è successo a Taranto. Mentre gli operai vanno a lavorare in condizioni così elevate di rischio per la salute non si rendono conto che stanno contribuendo a far ammalare i loro figli.

Quindi la sua critica è forte nei confronti della Cgil?

La mia critica è nei confronti dei sindacati confederali, perché non hanno aperto vertenze su questo punto. Il sindacato non ha protetto il lavoratore.

E la catena alimentare?

Siamo arrivati a chiudere il Mar Piccolo (il primo seno, Ndr) perché le cozze sono risultate piene di diossina, oltre ad abbattere centinaia di pecore. Allora com’è possibile ancora oggi chiedersi, come ha fatto il ministro della Salute Renato Balduzzi, se i tumori sono causati dalla catena alimentare! È certo che la catena alimentare è viziata da agenti inquinanti, altrimenti perché uccidere tutte quelle pecore e tutte quelle tonnellate di mitili?

E la Regione Puglia?

Anche il presidente Vendola dovrà assumersi le sue responsabilità, altro che abbracciarsi con l’ex ministro Fitto quando il Governo Monti ha dichiarato di stanziare 140 milioni di euro per la bonifica. Intanto l’Ilva non ha stanziato un centesimo... Dobbiamo ricordarci che per la bonifica di Porto Marghera furono stanziati 5 miliardi, mi pare che ci sia una bella differenza. Vale di più la laguna di Venezia rispetto al Mar Piccolo?  

Scoperta grotta dagli speleologi del Gasp nel canale di Pirro

Grotta scoperta tra Alberobello e Monopoli in Puglia
La Puglia è percorsa da fiumi sotterranei e la prova di ciò sono le innumerevoli cavità carsiche frutto dell'erosione millenaria. A riprova di questo assunto qualche giorno fa è stata scoperta lungo il canale di Pirro, tra Alberobello e Monopoli, la prima grotta pugliese con un sistema d'acqua attivo che percorre, in verticale, centinaia di metri

La scoperta, fatta a sei chilometri dalle Grotte di Castellana, è del Gruppo archeologico speleologico pugliese (Gasp), che finora è sceso a una profondità di 150 metri oltre i quali si apre un'altra verticale la cui altezza  è stata stimata in almeno 100 metri. 

Insomma la Puglia è sempre più la regione delle grotte e degli spettacoli di stalattiti e stalagmiti. Però la grotta scoperta in quello che fu il canale di Pirro, tra Alberobello, città dei trulli, e Monopoli, città costiera, non sarà visitabile al pubblico. Così fa sapere Luca Benedetto  lo speleologo del Gasp che ha fatto la scoperta, il quale ha inoltre riferito al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno subito dopo la scoperta che "si tratta del del primo caso di sistema, cioè di una grotta che potrebbe avere più ingressi".

La datazione della grotta non è al momento possibile, ma forse attraverso l'esame di un fossile che vi è stato scoperto si potrà risalire all'origine dell'evento carsico.

01.11.2012
V.S.


mercoledì 31 ottobre 2012

Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini su Ecomondo: "Vogliamo candidare l'Italia a un ruolo da protagonista dei mercati internazionali"


Ecomondo 2011 - Foto Archivio Vito Stano
Mercoledì 7 novembre a Rimini Fiera si alza il sipario sulla 16esima edizione di Ecomondo, che fino a sabato 10 riunirà l’intero sistema della economia verde. Un appuntamento diventato sempre più importante e decisivo tanto che quest’anno, proprio a Rimini Fiera, si svolgeranno gli Stati Generali della Green Economy (7-8 novembre), convocati dal ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

"Vogliamo candidare l'Italia ad un ruolo di protagonista dei mercati internazionali – dichiara il Ministro Clini - la green economy e la ricchezza di qualità ambientale delle nostre filiere verdi possono determinare un futuro possibile per la crescita e l'occupazione e un forte fattore di competitività".

Il richiamo che il Ministro fa alle filiere verdi e alla crescita della qualità ambientale è proprio all'interno del contesto più complessivo di Ecomondo – in contemporanea si svolgeranno anche Key Energy (fiera internazionale per l’energia e la mobilità sostenibili) e Cooperambiente (rassegna dedicata alle migliori esperienze della cooperazione in tema di ambiente, organizzato con Legacoop)  e di tutte quelle realtà di imprese e di operatori che fanno parte della Green Economy.

Per maggiori informazioni: www.ecomondo.comwww.statigenerali.org

Numeri su Ecomondo 2012:
Qualifica: Fiera internazionale; periodicità: annuale; edizione: 16a; ingresso: operatori e grande pubblico; biglietti: intero 15 Euro; abbonamento intero per 2 giornate 25 Euro; ingresso gratuito bambini 0-6 anni; ingresso ridotto 5 Euro; ingresso universitari (con presentazione libretto) 2 Euro; orari: 9-18, ultimo giorno 9- 17; direttore business unit: Simone Castelli; project manager: Alessandra Astolfi; info visitatori: tel. 0541.744111mail: ecomondo@riminifiera.itwebsitewww.ecomondo.comFacebook: www.facebook.com/EcomondoRiminiTwitter:http://twitter.com/Ecomondohashtag ufficiale: #ecomondo

(fonte ecomondo.com)

Omicidio Panunzio, il coordinamento di Libera Foggia ne ricorda la storia


6 novembre 1992: viene ucciso a Foggia Giovanni Panunzio, imprenditore edile che non si volle piegare al ricatto delle estorsioni. Un rifiuto che da solo sarebbe bastato a scatenare una reazione violenta della criminalità organizzata. Ma Panunzio fece di più: denunciò, scrisse un memoriale e consegnò tutto alla magistratura. È stato ucciso per strada, mentre in Consiglio comunale si discuteva il nuovo piano regolatore.

6 novembre 2012: sono passati vent’anni da quella brutta storia. Cos’è cambiato? Quali interessi si nascondono dietro il mondo dell’edilizia e come incide il racket delle estorsioni sull’economia locale?

Questi sono alcuni dei temi che saranno affrontati martedì 6 Novembre alle ore 9,30 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Giurisprudenza di Foggia, nell’incontro organizzato dal Coordinamento provinciale di Foggia di Libera – Associazioni, Nomi e Numeri contro le Mafie, in collaborazione con l’Università degli Studi di Foggia, la Rete della Conoscenza Puglia e il sindacato studentesco Link Foggia.

Si partirà dalla testimonianza di Michele Panunzio, figlio di Giovanni, per tracciare poi risposte e prospettive concrete d’impegno nella città. Interverranno per l’occasione: Daniela Marcone, coordinatrice di Libera Foggia; Franco Arcuri, assessore alla Sicurezza del Comune di Foggia; Michele Emiliano, sindaco di Bari, nonché magistrato che seguì le indagini all’epoca dell’omicidio, e Tano Grasso, presidente onorario della Federazione delle associazioni antiracket e antiusura italiane.

Durante la manifestazione saranno consegnati i premi di laurea sul tema dell’usura della Fondazione Buon Samaritano. La giornata proseguirà nel pomeriggio, alle ore 18.30 a Lucera, dove sarà inaugurato il Presidio cittadino di Libera, intitolato a Giovanni Panunzio presso il Teatro della Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, zona 167.

(fonte Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Coordinamento Provinciale di  Foggia)

Aberratio ictus approda al Palazzo Marchesale di Laterza


Margherita Ragno approda a La  Cavallerizza - Palazzo Marchesale di Laterza in provincia di Taranto. Dopo la bella cornice della CoArt Gallery nel centro storico di Corato, in provincia di Bari, sabato 10 novembre sarà inaugurata la mostra personale di Margherita Ragno curata da Alexander Larrarte.

L'esposizione della cassanese Ragno, come più volte abbiamo scritto su questo blog (http://murgiambiente.blogspot.it/2012/09/aberratio-ictus-ne-parliamo-con-lautrice.html, http://murgiambiente.blogspot.it/2012/09/aberratio-ictus-video.html), è titolata Aberratio ictus, che, come spiega il curatore Alexander Larrarte, è una locuzione “derivata dal campo del diritto penale”. In effetti “la locuzione latina aberratio ictus indica la seguente fattispecie di reato: offesa di persona diversa da quella a cui l'offesa era riferita".

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Invece "nella dimensione comunicativa artistica -scrive il curatore nella breve presentazione-, che implica costantemente la partecipazione percettiva di più parti, l'azione del soggetto che crea, diretta sul medium artistico può generare personaggi che attivano nello sguardo di chi guarda una reazione di coinvolgimento emotivo diretto, di slittamento critico o della colpa. Si tratta di un fenomeno in cui l'osservatore si sente direttamente coinvolto, leso nella morale abitudinaria e condivisa, o in qualche modo chiamato in causa dalle stesse figure, tanto cariche di realismo da sfiorare la soglia dell'offesa, che non rifuggono dal pubblico ma l'osservano, scrutano, traboccanti di tutti i loro difetti, colpe e fisicità, sino a farlo sentire quasi colpevole di "normalità".

"La selezione delle opere in mostra -continua Larrarte- prevede lavori editi e inediti con l'intento di scandagliare le passioni delle umane genti con nuda realtà dei corpi lì dove la resa realistica provoca un cortocircuito e l'immagine, il corpo, il grasso non è più celato ma si svela agli occhi dell'osservatore".

Ancora una volta Margherita Ragno ci regala la possibilità di guardarci allo specchio, con la voracità infantile di chi scopre per la prima volta il proprio corpo e con esso i difetti che lo caratterizzano. La sensazione che ne deriva è la disapprovazione per la realtà così semplicemente rappresentata, ma anche il piacere di ritrovare tratti di sè in disegni altrui.

31.10.2012
Vito Stano

Ecomondo e Key Energy ospitano la città sostenibile


Un esempio di città intelligente racchiuso in 6.000 metri quadri. E’ la città sostenibile, la via italiana alle smart city, dove grandi gruppi (Enel Sole, Cobat, Arca Tecnologie, Gruppo Loccioni, Gruppo Mefin, Ecopneus, Is Tech, Ladurner, Romagna Innovazione, Federazione Banche Credito Cooperativo e tanti altri) proporranno le soluzioni già oggi disponibili.

In due padiglioni di Ecomondo e Key Energy (Rimini Fiera, 7-10 novembre) un vero e proprio spaccato di città, con oltre 100 suggerimenti utili a rendere più vivibili le aree urbane nei prossimi 20 anni. Indirizzi visivi e pratici per una città migliore.

“Vogliamo che ogni visitatore possa trarre spunti per il proprio lavoro e per il proprio stile di vita – spiega l’architetto Angelo Grassi che ha curato l’allestimento della grande area –. Quel che serve per un ambiente migliore è già disponibile, ma serve una cultura nuova per riorganizzare la filiera produttiva”.

Al centro dell’allestimento la zona Agorà, uno dei simboli di questa città, un'intera struttura ricoperta di verde. E poi il Biolago, risposta intelligente e sostenibile a tante esigenze paesaggistiche vista la sua autonomia di gestione ed il basso costo di mantenimento. Completeranno l’allestimento pale eoliche, lampioni solari, 1.500 mq di aree verdi, parcheggi, strade. Un tuffo insomma, in quello che potrebbe essere un paradiso abitativo a portata di ogni amministrazione. E dell’occasione approfitteranno 50 sindaci delle principali città italiane, che in collaborazione con Anci saranno ad Ecomondo per incontrare queste soluzioni, conoscerne i dettagli e le imprese che ne sono all’origine.

(fonte ecomondo.com)

martedì 30 ottobre 2012

Azioni antibracconaggio - La Forestale continua i sequestri


Continua l’azione degli uomini Corpo Forestale dello Stato per contrastare il fenomeno, purtroppo in crescita, del bracconaggio. Durante i servizi, soprattutto notturni, mirati al controllo del territorio ed all’attività di polizia venatoria, numerosi i sequestri di richiami elettromagnetici, armi e munizioni da parte dei reparti periferici della provincia leccese.

Il Comando Stazione Forestale di Tricase, nel solo mese di ottobre, ha ritrovato e sequestrato, in zone di aperta campagna del comune di Gagliano del Capo, località “Masseria Bitonti”, in agro di Presicce, località “la Casarana”, in agro del comune di Tricase (Le), precisamente in località "Campotomasi", nel comune di Supersano (Le), località "Masseria Padula" ed in agro del comune di Ruffano (Le), località “Masseria Manfio”, vari richiami acustici artificiali di avifauna, perfettamente funzionanti, effettuandone quindi il sequestro, a carico di ignoti, per l'ipotesi di reato di cui all'art. 21 c° 1 lett. r) Legge 157/92 (attività venatoria mediante l'uso di richiami artificiali acustici a funzionamento elettromagnetico con amplificazione del suono, alimentati elettricamente), sanzionata dall'art. 30 c°1 lett. h), stessa Legge.

Sempre a seguito di attività tese al rispetto della normativa in materia di caccia, anche gli uomini del Comando Stazione del Corpo Forestale di Gallipoli, nella mattinata del 21 ottobre 2012, in località "Contrada Masseria Bianca" del Comune di Gallipoli, hanno sorpreso un cacciatore, munito di regolare documentazione abilitativa ad esercitare attività venatoria, che, appostato dietro un cespuglio, faceva uso di un richiamo elettronico riproducente il verso del Tordo Bottaccio ed altre specie di avifauna selvatica, posizionato sul tronco di un albero poco distante. 

Al predetto venivano sequestrati arma, munizioni e richiamo acustico, oltre alla selvaggina abbattuta (n° 2 Tordi Bottacci). Del tutto è stata notiziata l'Autorità Giudiziaria per i provvedimenti che riterrà utile adottare.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)