Questione rifiuti - Briano risponde a Santorsola
A seguito dell'interpellanza del consigliere Teodoro Santorsola l'assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano ha provveduto a rispondere punto per punto con una nota alle accuse mossegli durante il consiglio comunale del luglio. Pubblichiamo di seguito integralmente il comunicato dell'assessore Carmelo Briano.
V.S.
Sul tema ambientale e nello
specifico sulla questione dei rifiuti sono già intervenuto in due precedenti
circostanze in risposta agli interventi delle locali sezioni dell'IDV e di SEL.
Nei relativi interventi il cui
contenuto è stato integralmente pubblicato sulle testate on line del 13 e 20
marzo scorsi, ho fornito puntuali e circostanziali riferimenti demolendo le
affermazioni di natura squisitamente pretestuosa e diffamatoria fatte nei
confronti di questa Amministrazione, finalizzate tra l’altro, all’acquisizione
con l’inganno di eventuali nuovi consensi elettorali.
Ad onor del vero mi ero
ripromesso, almeno per il momento, di non intervenire in merito, ritenendo di
dover concentrare le mie risorse e quella dell’intera Amministrazione sulle
attività preliminari all’avvio del nuovo servizio di raccolta rifiuti.
A tale scopo, nel mese di maggio
scorso, fortemente voluta dal Sindaco è stata condotta una capillare campagna
di informazione che ha interessato sia i borghi che i complessi residenziali
presenti sul territorio.
Sono state illustrate le linee
guida che caratterizzano il nuovo progetto rifiuti e la possibilità del ricorso alla pratica volontaria del
compostaggio domestico.
In seguito alla conferenza stampa
tenutasi nella sala consiliare dal Capogruppo di Nuova Ideadomani, i cui
contenuti sono riportati sulle testate giornalistiche locali, sento il dovere a
solo scopo di riaffermare la verità dei fatti, di intervenire venendo meno al
mio proposito di tacere, limitandomi a rispondere puntualmente alle questioni
che riguardano aspetti di competenza del
mio Assessorato.
L’aumento del 10% della Tarsu
applicato nel 2010 si è reso necessario al fine di riconoscere alla ditta
appaltatrice gli adeguamenti contrattuali previsti per legge a decorrere dal
secondo anno successivo alla stipula del contratto e mai riconosciuti dalla
precedente Amministrazione.
Se dobbiamo parlare di
responsabilità queste non vanno certamente ricondotte all’Amministrazione Di
Medio bensì alla precedente Giunta e nello specifico al Capogruppo Nid che ha
ricoperto l’incarico di assessore al Bilancio.
Sarebbe il caso che chiarisse,
una volta per tutte, i motivi di questo mancato riconoscimento che hanno poi
determinato il citato aumento. Posso affermare con assoluta certezza e senza
timore di essere smentito che ai cittadini non è stato richiesto in più nemmeno
un centesimo, tant’è che i costi del servizio di igiene urbana sono coperti al
95%. La legge infatti non consente alle Amministrazioni di introitare somme
superiori al costo reale del servizio da utilizzare per altre finalità.
Il “Pozzo nero” al quale accenna
il capogruppo Nid riguarda i maggiori costi del servizio per effetto della
biostabilizzazione intervenuta nel mese di aprile 2010, a seguito
dell’ordinanza del commissario per l’emergenza ambientale Vendola.
Tale processo aerobico calato
dall’alto senza possibilità per l’Amministrazione di dire la propria anche in
merito alla durata, inizialmente individuate in tre settimane e in ultimo in
una sola, ha comportato per l’ente un costo ulteriore di €38,41 per tonnellata.
Precedentemente i rifiuti così
come raccolti venivano inviati direttamente in discarica senza ulteriori costi
aggiuntivi.
Francamente, nonostante mi
sforzi, non riesco a comprendere il nesso tra la raccolta dei farmaci e delle
pile con il dimezzamento dei costi, presumo di biostabilizzazione. Tale
abbattimento a mio avviso è possibile realizzarlo con il raggiungimento degli
obiettivi di raccolta differenziata previsti dal nuovo progetto.
Le spese legali per il ricorso
proposto dall’ente avverso il provvedimento che imponeva l’obbligo della
biostabilizzazione già liquidate, ammontano ad una somma inferiore ad €
6.000,00 e non come artatamente indicato
in € 26.000,00.
Il bando di gara, oltre ad essere
stato pubblicato su quotidiani nazionali, era possibile reperirlo sulla
Gazzetta della Comunità Europea (GUCE) sulla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana (GURU) oltre che sul BURP Regione Puglia. Ne consegue che
tutte le imprese del settore interessate avrebbero potuto presentare la loro
offerta. Se ciò non è avvenuto, personalmente mi riesce difficile individuare
eventuali responsabilità.
Se qualcuno invece, come il
capogruppo Nid, attribuisce alle condizioni molto “stringenti” del bando
contemplate nell’art. 33 – Cantiere dei servizi dell’impresa aggiudicataria -
la mancata partecipazione, forse è il caso di ricordargli che analoghe
condizioni “stringenti”, sicuramente formulate in maniera diversa, erano già
contemplate dall’art.13 – Locali per l’autorimessa – Deposito - dal capitolato
di appalto in essere anche se in regime di proroga.
Di seguito riporterò
integralmente il testo dei due articoli in modo che il lettore, in piena coscienza, possa farsi una propria idea di
quanto precedentemente esposto.
·
Art. 33 – Cantiere dei servizi dell’impresa
aggiudicataria
L’I.A. si
impegna altresì a reperire prima della stipula del contratto uno spazio
idoneo al ricovero degli automezzi
adibiti ai vari servizi e alle esigenze del personale situato nel Comune di Cassano delle Murge. Tale area
deve essere situata entro un raggio di 5 Km dal comune di Cassano delle Murge e
deve essere conforme alle norme in materia urbanistica (con riferimento alla
destinazione d’uso e al possesso del certificato di agibilità) e di sicurezza
dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Gli
oneri per l’acquisizione o locazione di
tale spazio nonché per la relativa gestione (inclusi i consumi) e manutenzione
sia ordinaria che straordinaria, ricadranno integralmente sull’I.A. Lo spazio
in questione dovrà essere dotato di
strutture igienico-sanitarie tali da disporre non solo di superfici per il
ricovero degli automezzi, delle attrezzature e delle relative scorte ma anche
di locali spogliatoi e di servizi igienici per il personale conformi alla
normativa vigente. Dovrà essere prevista un’area per il lavaggio dei mezzi
autorizzata a norma di legge.
Presso tale
sede dovrà essere previsto un locale adibito ad ufficio con almeno una linea
telefonica (posta elettronica) ed un fax
che dovrà essere sempre reperibile, durante gli orari di espletamento
dei servizi , il Responsabile della gestione dei servizi dell’impresa stessa.
·
Art.13 – Locali per l’autorimessa e deposito
L’impresa
dovrà disporre, a sua cura e spesa, di idonei locali per il ricovero di tutti i
mezzi, il materiale e le attrezzature impiegati nell’espletamento dei servizi.
L’impresa è
inoltre tenuta a mettere a disposizione dei propri dipendenti idonei locali ad
uso spogliatoio e servizi igienici.
I predetti
locali per il personale, i veicoli e le attrezzature dovranno essere ubicati
nell’ambito del territorio del Comune di Cassano delle Murge.
Come non
ricordare che il mancato pagamento della 2^ tranche ammontante ad € 88.000,00,
riferita alla transazione intercorsa nell’anno 2007 tra la TRADECO- Murgia
Servizi Ecologici ed il Comune di Cassano delle Murge ha determinato per l’Ente
l’emissione di atto di precetto per pagamento, notificato il 22.06.2012 prot.
N.9774, con una maggiore esposizione,
rispetto all’importo non pagato di € 4.027,73 per spese e diritti vari.
Sarebbe
opportuno a questo punto fare un breve cenno sulle clausole del capitolato
ancora in essere. Dichiarate vessatorie, non hanno permesso a questo Ente di
incassare le sanzioni previste per un ammontare di € 110.000,00, causa il
mancato raggiungimento della raccolta differenziata.
In conclusione
mi chiedo come mai responsabilità di altri, puntualmente e volutamente vengano
fatte ricadere su questa Amministrazione.
Cassano, 5
luglio 2012
Carmelo
Briano
ass.
all'Ambiente
Nessun commento:
Posta un commento