L'assessore al Bilancio Franco Antelmi - Foto Archivio Vito Stano
Un rendiconto accurato dell’assessore
al Bilancio Franco Antelmi ha dato l’avvio alla discussione sull’assestamento
di bilancio, su cui è intervenuto il capogruppo di minoranza Arganese dicendo
che “non c’è stata programmazione”, si è affrontata solo l’urgenza. La sindaco
ha replicato, anticipando l’assessore Antelmi, criticando la visione proposta, adducendo
che la programmazione è difficile a causa dei tagli statali e poi ha aggiunto “bisogna
dialogare tra le parti, non amministriamo più l’orticello”, tendendo in modo
conciliante, come le è proprio, una mano alle minoranze.
Il capogruppo di Nid Teodoro
Santorsola ha chiesto più volte la situazione relativa all’evasione ed elusione
fiscale: la dirigente di settore, dottoressa Liguilli, ha confermato le parole
dell’assessore al ramo, dichiarando che sono partiti gli avvisi di accertamento
(un numero elevatissimo, alcune centinaia) già a settembre; non si conosce ne la
quantità esatta ne l’importo approssimativo.
Ma i fuochi d’artificio,
come sempre, sono partiti dai banchi dell’opposizione e il fuochista Santorsola
ha bombardato i padiglioni auricolari degli astanti analizzando nel dettaglio
le voci di bilancio interessate dell’assestamento: ufficio tecnico privato di
risorse economiche, seppur il dirigente di settore pare si lamenti di essere
già oberato; maggiori costi per la pubblica illuminazione; ilcosto del
conferimento in discarica dei rifiuti è aumentato del 98%, passando da 46mila
euro a 91mila euro. La gestione dei rifiuti ha effettivamente subito un calo,
seppur non significativo rispetto al passato, in questi anni nella raccolta
differenziata, arrivata al 4,6% (ultimo dato di agosto 2012).
Santorsola accetta la mano tesa della prima cittadina e tende a sua volta la mano dichiarando di votare a favore il provvedimento sull'estinzione di un mutuo 92mila euro, "l'avremmo fatto anche noi" chiosa il già vice sindaco.
Sindaco di Cassano delle Murge Maria Pia Di Medio e presidente del Consiglio comunale Ignazio Zullo - Foto Archivio Vito Stano
Numerose interpellanze e
interrogazioni hanno impegnato il consiglio comunale, tante le richieste delle
opposizioni: la situazione in via Chimienti resta irrisolta, a causa della
volontà dell’Acquedotto pugliese di non provvedere ai lavori di ripristino
delle basole di pietra; aspre le critiche del consigliere Teodoro Santorsola di
NuovaIdeaDomani. Su questo la sindaco Maria Pia Di Medio ha dichiarato la
volontà dell’ente di procedere ai lavori necessari per avvalersi
successivamente sull’Aqp. La completezza dei documenti per i consiglieri è
stata nuovamente tirata in ballo da una nota scritta dall’ingegnere comunale
Domenico Petruzzelli (riferita al provvedimento relativo alla Protezione
idraulica dell’abitato votato dalla maggioranza con astensione dell’assessore
Angelo Giustino e l’abbandono dell’aula da parte delle minoranze) e letta dal
presidente del Consiglio comunale Ignazio Zullo; su questa vicenda Zullo ha
proposto un consiglio monotematico.
Rifiuti e tempistica: l’assessore alla
Tutela dell’Ambiente Carmelo Briano, interrogato sulla questione, ha dichiarato
che entro la prima settimana di dicembre sarà firmato il contratto con l’Ati
Tradeco-Murgia Servizi Ecologici, ma il servizio nella sua globalità partirà
per step e per zone del paese. La
consigliera Domenica Busto ha denunciato la situazione del verde pubblico cittadino
che risulta a suo avviso palesemente abbandonato a causa della mancanza totale
di programmazione. Il capogruppo di ViviCassano-Pd Quirico Arganese ha invece
interrogato l’assessore al Bilancio Franco Antelmi sulle aliquote Imu, per
applicare le quali occorre fare tempestivamente un monitoraggio delle abitazioni,
al fine di non far trovare l’ente impreparato quando arriveranno le cartelle di
riscossione. Ancora Arganese ha chiesto numi sulla nuova tariffa dei rifiuti
solidi urbani (Tares) conferiti: il consigliere del Pd ha sollecitato la maggioranza
a non perdere tempo sulla redazione di un regolamento comunale, perché la legge
nazionale è già chiara.
Un momento della manifestazione antifascista - Foto Santina Santorsola
Il 28 novembre è sempre stata una data
sentita dal popolo barese, soprattutto dagli antifascisti e dagli abitanti di
Bari Vecchia. È l’anniversario della brutale morte che trentacinque anni fa
colpì il compagno Benedetto Petrone, giovane attivista antifascista, morto
dissanguato in piazza Prefettura, a causa di una pugnalata inferta da un
militante del Movimento Sociale Italiano. Benedetto era nato e vissuto a Bari
Vecchia, ben voluto da tutti, negli anni Settanta aveva intrapreso una lotta
contro la costruzione dell’attuale Cep che avrebbe portato allo spopolamento
del borgo vecchio trasportando, come oggetti, il ceto popolare dal centro alla
periferia della città, come ricordava ieri un compagno dell’Anpi.
Anche quest’anno è stato organizzato
un corteo per ricordare il compagno Benny ma, rispetto agli anni passati, è
stato un corteo molto più sentito e partecipato. Erano presenti non solo le
forze antifasciste baresi ma sono arrivati compagni e compagne da tutta la
Puglia. Il tema della manifestazione è stato sicuramente quello della memoria
ma il corteo si apriva con uno striscione che incitava alla liberazione del
compagno Lorenzo, costretto agli arresti domiciliari dal 3 novembre scorso, con
l’accusa di rissa aggravata. Infatti, il primo fine settimana di novembre, la
violenza fascista ha colpito alcuni compagni che sono stati individuati
all’interno di un locale in piazza Mercantile da quella che può essere definita
una vera e propria squadraccia fascista. I sette fascisti, appartenenti
all’area degli Apulia Skinhead, sono entrati nel locale verso le tre del
mattino, armati di cinte e mazze, hanno iniziato a picchiare i compagni che si
son dovuti difendere, una ragazza di 23 anni è stata raggiunta da una cinghiata
in pieno viso, quindici punti di sutura. Questo avvenimento ha fatto sì che il
giorno del 28 novembre fosse sentito da tutti come un giorno di unione tra
tutte le forze antifasciste pugliesi per rispondere ad una violenza brutale e
ingiustificata, la stessa che il 28 novembre 1977 colpì Benedetto.
Il corteo si è raccolto in piazza
Umberto I, ha inondato le strade di Bari ed è entrato nelle piccole vie del
borgo antico catturando le attenzioni degli abitanti che hanno osservato
stupiti il lungo serpente che sfilava. La rabbia per una violenza
ingiustificata, 35 anni fa come ora, ha spinto i manifestanti a continuare il
corteo anche sotto una fitta pioggia. La manifestazione è terminata verso le
20,30, a seguito di numerosi interventi, tra cui la lettura di un commovente
scritto di Lorenzo.
Oggi come ieri la violenza fascista
non deve passare. Benedetto come Carlo, Stefano, Dux e
tutti gli altri morti vittime di una violenza fascista vivono nelle nostre
lotte.No pasaran!
Bruno Pesce (Afeva, Casale Monferrato) è intervenuto al convegno "Inquinamento da amianto... una battaglia da vincere" a Bari e ha raccontato la sua esperienza di lotta, assieme a Nicola Pondrano. Pesce ha precisato la dura lotta che iniziò in fabbrica per poi contagiare anche coloro che in fabbrica non lavoravano. Oggi però, che in Italia e in molti paesi europei l'eternit è vietato, si registra a livello globale un aumento della produzione e della commercializzazione, specialmente in paesi molti popolosi, come India, Cina, Russia e Brasile. Contestualmente in Canada si sta aprendo una nuova miniera di amianto. Bruno Pesce ha ribadito l'essenzialità della lotta sindacale nella lunga battaglia per bandire l'eternit e ottenere il riconoscimento di coloro che avevano subito l'esposizione. E su questo punto si è chiesto, come può essere possibile una battaglia di questo genere in paesi in cui non sono riconosciute le libertà individuali e collettive così come in Europa?
Nicola Pondrano, presidente del Fondo Vittime Amianto, intervenuto al convegno a Bari ha ribadito le necessità di estendere anche a coloro che hanno contratto il mesotelioma o malattie asbesto correlate i benefitriconosciuti ad oggi soltanto a coloro i quali hanno potuto dimostrare la stretta correlazione tra esposizione all'amianto e nascita della malattia, così come la legge prevede in Francia; dove peraltro a contribuire economicamente per una parte sono obbligati anche i privati e non solo le casse pubbliche.
Riparte l’evento Sotto la suola dello stivale – Tutto il noir che della Puglia non avete mai
visto. La rassegna prevede la presentazione di romanzi noir ambientati in Puglia e la lettura degli stessi da parte degli
autori; le serate saranno intervallate da degustazioni di vino primitivo e
negroamaro, tipici vitigni pugliesi.
Il
progetto è ideato dall’associazione culturale Dry
art di Bologna, in collaborazione con il blog letterario
noir italiano e la libreria Trame di
Bologna; ci saranno gli autori dei tre romanzi presenti alle tre serate per
leggere e condividere emozioni tutte pugliesi accompagnate da vini rossi di
qualità.
L’autore
del romanzo che sarà presentato durante la prima serata (4 dicembre) sarà
Cosimo Argentina, tarantino trapiantato in Brianza, con il suo romanzo Maschio adulto solitario, che racconta
la storia di un ragazzo in una Taranto che lo stringe alla gola fino ad un
drammatico epilogo. La serata dell’11 dicembre vedrà Giuseppe Merico con il Il guardiano dei morti: il salentino
racconta di una Puglia malata e morbosa, fatta di omicidi che faticano a essere
risolti, di bambini fuori dal normale, sessualità deviate e cimiteri profanati.
L'ultima delle tre serate, 18 dicembre, proporrà
una particolare lettura di Osvaldo Capraro, Né padri né
figli, tra noir e formazione: clan,
agguati, omicidi e un ragazzo, un sedicenne che sognava di diventare un
campione di calcio si ritroverà invece nel bel mezzo della propria
iniziazione criminale.
Una
manifestazione organizzata con cura e passione per promuovere la cultura
letteraria ed enologica pugliese. Gli appuntamenti della rassegna si
svolgeranno dalle 19,30 presso il Vinificio Brundisium in via Fratelli Rosselli
10/A a Bologna.
Oggi all'ora di pranzo, mentre il ministro dell'Ambiente Corrado Clini relazionava alla Camera dei Deputati sulla situazione dell'inquinamento a Taranto (in diretta su RaiNews24), il maltempo si è abbattuto sulla città jonica. Una tromba d'aria ha spazzato via una gru e un operaio risulta disperso. Si contano intanto una ventina di feriti.
Su youtube.com è già possibile trovare diversi, tra cui questo girato presumibilmente dal balcone di una abitazione.
Il sindaco di Bari Michele Emiliano è intervenuto al convegno "Mesotelioma pleurico... una battaglia da vincere" e ha posto un interrogativo molto importante: "Quante altre tecnologie utilizziamo in modo massivo senza conoscerne a fondo la natura, così come venne utilizzato l'eternit, che sembrò la panacea di tutti i mali?".
Il mesotelioma "non è una malattia che ci ha mandato il destino, quindi abbiamo una responsabilità in più e anche qui le analogie con l'Ilva sono enormi". Così il sindaco di Bari Michele Emiliano al convegno sul mesotelioma, che ha continuato dicendo "abbiamo dato vita a una serie di lavorazioni industriali, che sapevamo essere pesantissime, alcune di queste avevano carattere statale, e adesso ci stiamo accorgendo che abbiamo combinato dei guai senza misura rovinando la vita di centinaia o migliaia di persone".
"Bari - ha affermato Emiliano - è in una situazione drammatica, con riferimento al mesotelioma, una delle più drammatiche d'Italia". E di nuovo su Taranto, "certo non abbiamo i dati di Taranto, perché li ci sono altri tipi di tumori connessi alle diossine".
Il sindaco di Bari s'interroga poi sulla eventuale dannosità dei telefoni cellulari e delle antenne che ne ripetono il segnale, chiedendosi se i limiti dello smog elettromagnetico siano effettivamente giusti per la salute o, facendo presumibilmente riferimento a Taranto, "non è che è come il livello massimo delle diossine?". Cioè non è che tra qualche anno scopriamo che l'uso dei telefoni cellulari è dannoso per la salute?
Chissà, al momento sappiamo di un caso riconosciuto dalla Magistratura di un uomo, al quale, s'ipotizza che a causa di un utilizzo continuato per molte ore al giorno e per circa dieci anni, sia venuto un neurinoma, cioè un tumore benigno al cervello.
Difatti negli
ultimi anni i tumori al cervello sono aumentati di ben tre volte e l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto la possibile
cangerogenicità dell'uso del cellulare. A questo proposito circola in rete una petizione per far in modo che i gestori telefonici informino gli utenti sui possibili rischi per salute; in effetti si legge "basterebbe
poco per ridurre i possibili rischi sulla salute derivanti dai cellulari. È
sufficiente applicare il principio di precauzione e informare i cittadini.
Innocente Marcolini, questo il nome del promotore della petizione, è affetto da un neurinoma (un tumore benigno)
sviluppatosi sul trigemino sinistro del volto. Recentemente si è parlato del suo caso per essere il primo al mondo per il quale la
Magistratura ha definitivamente riconosciuto che la causa del tumore
risiede molto probabilmente nell’uso del cellulare e del cordless, due
apparecchi che ha Marcolini ha utilizzato per parecchie ore al giorno in 12 anni di lavoro.
Ritornando all'intervento del sindaco Emiliano, c'è da segnalare il commento relativo alle dichiarazioni espresse durante la mattinata (del 27 novembre) dal ministro dell'Ambiente Corrado Clini, "(...) io lo capisco anche, quando un uomo non sa che pesci prendere e completamente in balia della situazione, perché di questo si tratta, può capitare di dire delle cose completamente inesatte dal punto di vista giuridico, politico e del rapporto tra la proprietà della fabbrica (Ilva, ndr) e il quartiere (Tamburi, ndr), ammesso poi che questo ragionamento abbia un senso, perché non credo che i tumori a Taranto siano circoscritti al rione Tamburi, come non credo che il mesotelioma pleurico a Bari fosse facile da circoscriver per quartieri".
La sessione mattutina del convegno sul tema del mesotelioma pleurico e malattie asbesto correlate è stata arricchita dagli interventi dell'assessore regionale alla Sanità Ettore Attollini e dal presidente della Provincia di Bari, in veste di oncologo, Francesco Schittulli. L'assessore Attollini ha detto che la regione Puglia "è in una fase di controllo e di monitoraggio maggiore (...), oggi siamo in grado di seguire i pazienti. Ma il tema più generale è quello della tutela della salute individuale e collettiva rispetto a all'inquinamento ambientale; l'amianto è solo uno dei fattori di inquinamento ambientale (...), oggi il tema dominante è quello di Taranto e dell'esposizione alle sostanze (inquinanti, ndr). Come governo regionale, abbiamo cercato di impostare un approccio completamente diverso, non partendo solo dal controllo delle esposizioni e quindi del controllo dell'immissione nell'ambiente delle sostanze nocive, ma partendo dalla valutazione dei danni sanitari nelle popolazioni e partire da quel dato si procede ad una riduzione continua e progressiva delle esposizioni".
Francesco Schittulli, oncologo e presidente della provincia di Bari, al tavolo dei relatori ha criticato la gestione della sanità pugliese, nella quale è impiegato l'87% del bilancio regionale a fronte di risultati non certo eccellenti, facendo un parallelo con la regione Friuli-Venezia Giulia, dove vengono impiegate risorse pari al 53% del bilancio regionale a fronte di un sistema sanitario eccellente. Il presidente Schittulli ha poi detto che sarebbe necessario effettuare un intervento preventivo su larga scala, nel concreto una Tac annualmente a tutti i soggetti che sono stati esposti all'amianto e a tutti coloro che vivono in territori inquinati.
Rifondazione Comunista insieme a tutti gli
antifascisti in piazza il 28 novembre
Il 28 Novembre di 35 anni fa il giovane
comunista Benedetto Petrone veniva ucciso a colpi di coltello e cacciavite da
un gruppo di fascisti a Bari. L'orrore della violenza e dell'intolleranza
fascista ne hanno sopraffatto il corpo, ma l'impegno e la militanza di
Benedetto appartengono al patrimonio storico dell'antifascismo barese. Il giovane, il militante, il sognatore, il
comunista Benedetto è vivo nell'azione quotidiana degli attuali militanti e, la
Federazione di Bari di Rifondazione Comunista rende omaggio alla memoria di
Benedetto partecipando attivamente alle iniziative sul territorio che lo
ricorderanno.
Alle 11,00 saremo con il Comitato '28 Novembre' e
A.N.P.I dinanzi alla targa stradale 'Via Benedetto Petrone' di Bari e subito
dopo nei pressi della lapide commemorativa in piazza Libertà. Rifondazione Comunista sarà presente alla
conferenza dibattito 'Fascismo dopo il fascismo' con il professor Luciano Canfora
alle ore 18,00 presso il Centro polifunzionale studentesco dell'Università degli
Studi di Bari e a seguire prenderà parte alla manifestazione che si terrà dalle
ore 19,00 contro vecchie e nuove forme di violenza e intolleranza fascista.
È un giorno di commemorazione, di riflessione,
di confronto a cui Rifondazione vuole contribuire attraverso la convinzione che
il razzismo, l'omofobia, l'intolleranza verso le variegate forme di diversità si combattano con una severa critica a qualunque forma di revisionismo storico
che tenda ad attribuire ai fascismi del passato qualunque forma di valore, ma
anche, se non soprattutto, opponendo nel nostro tempo all'orrore dell'odio la
cultura del rispetto, dell'apertura, della solidarietà.
La memoria storica deve nutrirsi di pratica
quotidiana, ora più che mai. L'antifascismo oggi non può essere esercitato
unicamente mediante il pur necessario esercizio di analisi storica, ma deve
diventare processo culturale aperto e partecipato, aprirsi ai giovani per
tutelare le nuove generazioni dai fascismi di ritorno, che si esprimono nelle
forme d'intolleranza sempre più crescenti in Europa.
Il coinvolgimento, le forme partecipate di
discussione e azione nei partiti, nell'associazionismo, nelle strutture
organizzate, rimangono decisivi per una reale azione antifascista. Ai manganelli opponiamo la voglia di restituire
ai nuovi Benedetto Petrone spazi e strumenti per partecipare, intervenire,
modificare la realtà che li opprime e rende le nuove generazioni prive di
futuro. Alla violenza fascista che ha spento l'esistenza
di un sognatore, noi vogliamo opporre la capacità di restituire ai giovani la
fiducia e le armi per migliorare questo mondo.
Il peso di queste due affermazioni, sino a
qualche anno fa, era sicuramente favorevole alla prima poiché la prognosi,
infausta, era molto breve e non superava i nove mesi. Oggi le cose sono un po’
cambiate e la patologia si affronta con uno spirito diverso. Le terapie e la
qualità degli interventi chirurgici, se pur demolitivi, potrebbero di offrire
anni di sopravvivenza con una discreta qualità della vita.
Oggi,
quindi, possiamo affermare che il mesotelioma si può curare? E’ la domanda principale a cui
dovranno rispondere i partecipanti alla sessione
mattutina del convegno, per cui sono previsti anche crediti formativi per gli studenti universitari, che, nell’ambito
dell’evento Eternit(à), si svolgerà martedì 27 Novembre presso l’ex palazzo delle poste in Piazza
Cesare Battisti a Bari a partire dalle ore
10,00.
In particolare il dott. Bovolato degli Spedali civili di
Brescia e il dott. Sardelli chirurgo
toracico dell’ospedale San Paolo di Bari, due professionisti, di fama
internazionale, che dialogheranno per dare risposte concreta ai tanti malati di
mesotelioma pleurico sempre più numerosi nella nostra città. E accanto a loro
due esperti oncologi come il prof.
Schittulli ed il dott. Palmiotti
o il prof. Mutti del Gruppo Italiano Mesotelioma. Ed
ancora i “tecnici” del settore sanitario ed ambientale, dall’assessore alla
sanità della Regione Puglia, dott.
Attolini, al direttore della Asl di Bari, dott. Colasanto, ed al direttore Generale di Arpa Puglia, prof. Assennato, sino alla prof.ssa Musti responsabile del
registro regionale dei mesoteliomi. Quindi un gruppo di professionisti che
sicuramente saprà offrire un quadro completo delle migliori forme di lotta che
il mondo scientifico può mettere in campo per sconfiggere il mesotelioma o
almeno alleviarne la violenza.
Allo stesso modo nella sessione pomeridiana, a partire dalle ore 16,00 si approfondiranno gli aspetti
più strettamente legati all’inquinamento ambientale d’amianto e di come si
affronta e cosa si sta facendo per estirparlo definitivamente dalla nostra
quotidianità.
Fondamentale sarà l’apporto delle
esperienze maturate in altre città, prima fra tutte Casale Monferrato, in cui l’associazione dei familiari delle
vittime dell’Eternit ha fatto la storia con la battaglia dei suoi cittadini
riuscendo a sconfiggere, facendoli condannare, i responsabili dell’Eternit in
un processo straordinario che ha attirato l’interesse del mondo intero. Bruno Pesce e Nicola Pondrano ci racconteranno la loro esperienza e la
confronteremo con i protagonisti baresi della stessa lotta e con i
rappresentanti di altre realtà pugliesi.
Una giornata di lavoro intenso, ma
che, al termine, ci auguriamo possa farci guardare al futuro con maggiore
consapevolezza e con una fiducia ritrovata che l’amianto ed i suoi mali si possono sconfiggere.