venerdì 9 novembre 2012

Le potenzialità degli impianti eolici off shore in Italia


Sottolineata l’importanza di proseguire sulla strada di usare il vento per produrre energia. A confronto amministratori, esperti e istituzioni.

Si è svolto a Key Energy (in corso a Rimini Fiera fino a sabato) il convegno sui progetti di eolico off shore in Italia organizzato dalla Provincia di Rimini nell’ambito del progetto europeo 4Power del programma Interreg IV C.

All’incontro hanno preso parte diversi interlocutori pubblici e privati. L’ufficio Energia della Provincia ha presentato le diverse attività avviate, e soprattutto ha dichiarato l’intenzione di proseguire con la sperimentazione dell’eolico on shore oppure off shore, continuando nella campagna di misurazione del vento oggi in corso con il Lidar Zefir istallato sulla Piattaforma Azalea B dell’Eni.

Il dott. Paolo Soprano del Ministero dell’Ambiente ha spiegato come sia importante che ci siano progetti che intercettando finanziamenti europei tentano di far fare un ulteriore passo in avanti nell’utilizzo delle rinnovabili in Italia, proprio mentre il nostro Paese sta raggiungendo gli obiettivi fissati dall’Europa in termini di produzione di energia rinnovabile, almeno il 20% del totale dell’energia prodotta.

Tuttavia, è chiaro che ancora molto si deve fare in termini di semplificazione amministrativa e di migliore definizione delle modalità di incentivazione, magari agendo di più sulla leva fiscale rispetto agli incentivi oggi concessi, che gravano sulla bolletta elettrica.

Da parte loro le Regioni, Emilia Romagna e Puglia, hanno fatto il punto rispetto a quello che accade sul proprio territorio.
Per l’Emilia Romagna l’eolico è solo una parte del mix della produzione delle rinnovabili, ma sulla costa può essere un’occasione tra Rimini e Ravenna da non sottovalutare. Anche in relazione alla presenza delle piattaforme in mare dell’Eni, che possono costituire un fattore da utilizzare per assistenza logistica e servizi.

La Regione Puglia ha fatto presente di avere approvato una legge che consente l’eolico off shore, mentre esistono molti più vincoli di carattere territoriale e paesaggistico per quanto concerne impianti lungo le coste, in acque territoriali.
Un impianto proposto ha ottenuto nel 2010 il parere positivo per quanto concerne la valutazione di Impatto Ambientale, nell’area di Tricarico. Ed ora è in fase di richiesta di autorizzazione e concessione.

I rappresentanti delle imprese, Rainer Karan per la Vestas, un colosso nel settore dell’eolico, e Gian Luca Torri per Energia Wind 2020 hanno ribadito di essere interessate ad impianti sia di mini eolico, sia di eolico di maggiore potenza, ma vedono nelle difficoltà autorizzative e nelle procedure non poche difficoltà. Tuttavia, qualcosa di positivo pare stia avvenendo anche in Italia.

Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, ha sottolineato come in tutti questi ragionamenti occorra tener presente che le rinnovabili offrono anche un occasione importante per ripensare il nostro attuale modello economico, cercando di coniugare, questioni ambientali, economiche e climatiche.

Senza dubbio - questa è anche la visione della Provincia di Rimini, che ha fatto della sostenibilità un punto dal quale non si può prescindere per guardare al futuro - tale idea è stata ripresa da molti interventi emersi durante il dibattito, moderato dal giornalista di Radio 24, Maurizio Melis, ed il concetto è stato ribadito anche dal sindaco di Misano Adriatico (Rn) che vede nelle piattaforme e nelle turbine eolico un punto da cui far ripartire un’idea ancora più forte di sviluppo turistico della costa adriatica.

(fonte ecomondo.com)

giovedì 8 novembre 2012

Fratoianni presenta risultati partecipazione a terzo bando Principi Attivi



L'assessore alle Politiche giovanili, Nicola Fratoianni, ha illustrato oggi alla stampa i risultati della partecipazione al bando per la terza edizione di Principi attivi , l'iniziativa nell'ambito del programma "Bollenti Spiriti" che finanzia le idee dei giovani pugliesi con contributi a fondo perduto fino a 25mila euro. Insieme a Fratoianni, Annibale D'Elia, dello staff "Bollenti Spiriti". Complessivamente sono stati 2.384 i gruppi di giovani candidati che hanno presentato domanda per i 160 progetti finanziabili per questa edizione.

"C'è stata un po' più di partecipazione in più - ha spiegato D'Elia - a fronte di un po' meno risorse rispetto all'anno scorso". D'Elia ha poi posto l'accento sull'attività di assistenza alla presentazione delle domande: dal 25 giugno al 23 ottobre, data di chiusura del bando, sono arrivate e sono state evase oltre 1.000 e-mail per informazioni ed è stato dato seguito ad oltre 3.200 messaggi sul forum on line pubblico, "con risposte date anche di notte, di sabato o di domenica, grazie anche alla piattaforma informatica messa a punto con Innovapuglia". In questo momento gli uffici sono alle prese con la verifica dell'accoglibilità delle domande: stanno insomma verificando che le "carte siano a posto".

Presto sarà nominata invece la commissione di 12 esperti che valuteranno nel merito le domande accoglibili: "in tre mesi, entro il 15 febbraio - ha spiegato D'Elia - il lavoro di valutazione sarà ultimato ed uscirà la graduatoria. Il bando è stato così aperto 4 mesi e in 3 mesi finirà il lavoro di valutazione".

L'assessore Fratoianni ha rimarcato il "particolare meccanismo di promozione e comunicazione del progetto, unico perché a costo quasi zero: in 17 settimane sono stati organizzati 67 incontri in tutta la Puglia, tenuti da me o dallo staff e costruiti dal basso, dopo le richieste venute dal territorio, da comuni, associazioni, anche partiti. Questi 67 incontri hanno permesso di incontrare migliaia di giovani. I risultati si sono visti: l'87% dei comuni pugliesi hanno visto presentare almeno una candidatura di giovani, con l'eccezionalità del Brindisino e della Bat dove in tutti i comuni c'è almeno un gruppo candidato o nel leccese dove c'è nel 92% dei comuni: dati straordinari che testimoniano come Principi Attivi sia uno strumento percepito come utile dalle comunità locali". 

Fratoianni ha anche affermato che "nel 2008, quando presentammo per la prima volta Principi Attivi, eravamo gli unici nel panorama nazionale a finanziare le idee dei giovani. Oggi, nel 2012, non si sente che parlare di altro che di finanziamento alle idee giovanili da parte di istituzioni, banche, università pubbliche e private di tutta Italia: è un successo dell'amministrazione pugliese che è all'avanguardia e che è riuscita a fare senso comune con un'idea che poteva sembrare eccentrica".

Principi Attivi è infine l'unica esperienza, insieme ad una torinese, che parteciperà a Cipro all'incontro europeo delle Piccole e medie imprese.

(fonte sistema.puglia.it)

Green economy... avanti piano - Si concludono gli Stati generali


La riduzione degli incentivi è finalizzata alla redistribuzione delle risorse, in pratica a incentivare altre fonti di energia rinnovabile, poi la semplificazione burocratica e tanto... ottimismo "basato sui pilastri della società italiana: famiglia e impresa".


Da sinistra Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, e Corrado Passera,
ministro dello Sviluppo economico - Foto Archivio Vito Stano
Ottimismo cauto, ma pur sempre ottimismo ha espresso il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera in conclusione della seconda giornata della prima edizione degli Stati generali della Green economy a Rimini nell'ambito di Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente. Riduzione degli incentivi al fotovoltaico entro la media europea (in realtà restano comunque poco più generosi della media Ue) e semplificazione burocratica sono stati al centro dell'attenzione governativa.

La riduzione degli incentivi è finalizzata alla redistribuzione delle risorse, in pratica a incentivare altre fonti di energia rinnovabile (biogas e biomasse in particolare) i cui impianti sono frutto della ricerca e della produzione italiana. La semplificazione burocratica invece è finalizzata a snellire le procedure di autorizzazione, nelle quali, come fosse la tela di un ragno, incappano molte imprese italiane e straniere. A questi temi fondamentali spiegati dal ministro Passera va aggiunta una buona dose di ottimismo "basato sui pilastri della società italiana: famiglia e impresa".

La seconda sessione degli Stati generali ha puntato l'attenzione sulle connessioni che la green economy può sviluppare, ovvero la crescita di investimenti nel settore che ha portato all'aumento degli occupati: si parla del 40% in più di occupati nel 2011. E come già nella prima giornata è stato detto, "oltre alla creazione di nuova occupazione occorre convertire il lavoro già esistente in green". Un filo conduttore che ha unito, oltre le consuete divisioni, le sigle sindacali, le associazioni di categoria e le rappresentanze degli imprenditori è stata la richiesta di stabilità normativa, la certezza cioè di sapere che le regole non cambieranno in corso d'opera. Quindi lavori green per trainare il Paese fuori dalla crisi; a questo proposito la Cgil ha annunciato che sta realizzando un "Piano del lavoro, che può diventare uno strumento di rilancio politico e sociale che possa guardare a uno sviluppo sostenibile".

Le possibilità per le famiglie e per le imprese che saranno introdotte dal Conto termico invece sono state illustrate in conferenza stampa a metà mattinata alla presenza dei ministri dell'Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera. Solare termico e impianti a biomasse sono esempi di quelle tecnologie che il governo Monti intende "spingere", con la previsione di incentivare, attraverso un contributo statale del 40% a fondo perduto, le famiglie e le imprese a cambiare tecnologie per il riscaldamento con cifre che si aggirano "sui 900 milioni l'anno". L'ordine al quale è stata riportata la situazione caotica degli incentivi al fotovoltaico è stato dunque funzionale alla redistribuzione delle risorse, ma anche e soprattutto finalizzato ad incentivare quelle fette di mercato green con marchio italiano. La Strategia energetica nazionale poi ha permesso di armonizzare i comparti gas ed elettrico, con la prospettiva di promuovere l'Italia come "hub dell'intero Mediterraneo". Inoltre il ministro Passera ha insistito sull'importanza degli incentivi, "che - ha affermato - contribuiscono a far emergere sacche di lavoro nero". Un altro tassello sul quale i due "ministri della sostenibilità" hanno insistito è l'efficienza energetica, che sarà valutata e certificata con i "certificati bianchi".

Dunque le richieste avanzate dalle associazioni di categoria del comparto agricolo e delle imprese grandi e piccole, seppur nelle specificità del caso, possono essere accomunate sotto l'ombrello ideale della certezza normativa (concetto ribadito da tutti i relatori) e della necessità di continuare a stanziare incentivi che sono, in questo periodo di crisi, indubbiamente uno stimolo importante alla crescita del settore green. Inoltre dalle rappresentanze del mondo del lavoro è giunta la critica per le politiche governative, sempre troppo emergenziali. Ciò che serve al settore per diventare il propulsore dell'economia "sia old sia green" è un mutamento politico nella visione del futuro, è necessario che la politica risponda alle domande di oggi con visioni prospettiche nuove e di lungo respiro, come già da tempo in altri grandi Paesi non solo europei si fa. Gli Stati generali della Green economy hanno rappresentato un unicum nella breve storia del settore e della sua gestione; dopo questa prima edizione in cui imprese, esperti e istituzioni hanno dialogato e assieme hanno individuato gli otto pilastri l'universo economico italiano dovrà colorarsi sempre più di verde. Per realizzare questi progetti "dobbiamo affrettarci - ha affermato Tommaso Campanile di Rete Impresa Italia - a convertire le nostre categorie mentali".
Come sempre non basta investire denaro pubblico o privato, risulta davvero fondamentale spiegare la bontà del progetto e la sostenibilità della stessa, sia economica sia ambientale.


08.11.2012
Vito Stano

Clini inaugura gli Stati generali dell'Ambiente - Video

di Vito Stano

mercoledì 7 novembre 2012

I numeri della prima edizione degli Stati generali dell'Ambiente


I numeri di Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente 2012 non possono passare sotto silenzio: sedici padiglioni, mille e duecento imprese, il 20% dei visitatori transitati attraverso la stazione interna alla Fiera di Rimini e poi i pannelli fotovoltaici che ricoprono interamente tre padiglioni e rendono la struttura fieristica autosufficiente dal punto di vista energetico.

Taglio del nastro - Foto Archivio Vito Stano
Ma a dare i numeri più entusiasmanti ci hanno pensato i relatori intervenuti durante la prima sessione degli Stati generali: i temi di cui si è dibattuto sono stati numerosi e diversi, dalla necessità del sistema Italia di importare energia dall’estero, che in vent’anni dal 1990 al 2011 è aumentata di circa il 20% pesando non poco sul conto delle imprese, agli investimenti in impianti di produzione di energia rinnovabile, passati da 39 a 257 miliardi di dollari in sette anni dal 2004 al 2011. In questa speciale classifica l’Italia si piazza al quarto posto per crescita di investimenti in rinnovabili con un più 43% dietro a Cina, Stati Uniti e Germania. Quello che è una felice conferma è che tutto ciò che è “verde” da risultati lusinghieri dal punto della crescita, difatti anche dal punto di vista occupazionale il settore ha registrato un incremento che ha regalato all’Italia un piazzamento europeo di tutto rispetto, un quinto posto che fa pensare a una conversione del lavoro per farlo diventare più verde. È stato toccato anche il ruolo dell’informazione: fondamentale è la diffusione di queste idee, che contribuirebbe a rendere di pubblico dominio ciò che ancora sembra essere un sapere di nicchia.

Ma i numeri dell’edizione 2012 devono essere necessariamente sommati a quelli dei primi Stati generali della Green economy, organizzati dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con l’Enea. Dal mese di aprile, alla vigilia della Conferenza di Rio +20, si è messo in moto un meccanismo che ha portato per la prima volta imprese, associazioni e enti governativi a confrontarsi sui temi della green economy, non più trattati a comparti stagni, ma in modo complessivo. Le settanta proposte che dal confronto sono emerse sono state pubblicate in un rapporto dal titolo “Per uscire dalla crisi”, che costituisce il compendio di un lavoro in costante sviluppo, che sarà aggiornato al termine dell’edizione in corso. Nel rapporto sono raccontate le strategie del futuro e tra queste le otto che daranno la spinta per lo sviluppo della green economy in Italia: Ecoinnovazione, Servizi ambientali, Mobilità sostenibile, Materiali e riciclo, Efficienza energetica, Filiere agricole di qualità ecologica, Energie rinnovabili e Finanza e fisco. Queste strategie saranno approntate per eliminare gli ostacoli allo sviluppo green, che sono soprattutto rappresentati dall’inerzia dei settori strategici, dalla mancanza di una visione adeguata, da un fisco sfavorevole, da una normativa spesso carente; questi ostacoli andranno, nell’ottica dei lavori di Rimini, affrontati soprattutto con un’accresciuta competenza professionale, una corretta e puntuale informazione e un quadro normativo stabile e coerente.

Insomma si può dire finalmente che parlare di green economy non significa più discutere nel privato di una stanza, ma dibattere in maniera partecipata alla luce del sole per affrontare le sfide del futuro del Pianeta con i piedi per terra e lo sguardo al cielo. 


http://www.vglobale.it/index.phpoption=com_content&view=article&catid=1008%3Aweb&id=14851%3Ai-numeri-di-ecomondo&lang=it

07.11.2012
Vito Stano

"Gli investimenti dell’Ilva saranno un pezzo importante della green economy italiana": Clini a Rimini per gli Stati generali dell'Ambiente

“Si può fare di più, ma intanto già si fa”. Così il ministro per l’Ambiente, per la Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini ha commentato a margine dell’inaugurazione stamane a Rimini fiera di Ecomondo, key Energy e Cooperambiente edizione 2012.

Ministro dell'Ambiente Corrado Clini - Foto Archivio Vito Stano 
Tanti sono stati i temi trattati dal ministro Clini durante la prima sessione dei primi Stati generali dell’Ambiente; al centro del dibattito ci sarà il confronto tra “i ministri dello sviluppo sostenibile Corrado Passera e Corrado Clini - ha affermato con un pizzico d’ironia il ministro dell’Ambiente - con le parti sociali e tra queste quello più atteso sarà il confronto con le imprese green più avanzate”. Quindi tutti dallo stesso lato del tavolo per parlare delle necessarie misure che in futuro dovranno essere assunte: in primis la semplificazione burocratica, che faciliterà gli investimenti nel settore green; l’approvazione del credito d’imposta, che agevolerà in ambito fiscale le imprese green che assumeranno nuove unità; i project bond, che favoriranno la realizzazione di infrastrutture necessarie alla crescita del Paese. “Inoltre – ha dichiarato il ministro Clini – stiamo lavorando ad un pacchetto di misure che prevederà la manutenzione del territorio”.
“Il ministro dello Sviluppo sostenibile Corrado Clini” ha aggiunto che le imprese italiane vanno sostenute affinché realizzino in Italia ciò che già fanno all’estero”, poiché “la crescita o è verde o non è”.

Durante la fase inaugurale non si è parlato soltanto di provvedimenti necessari a spingere la crescita, è stato inevitabile che si parlasse di alcune emergenze del Paese; tra queste il caso dell’inquinamento della città di Taranto e in particolare la riqualificazione delle tecnologie degli stabilimenti Ilva.
“L’Ilva  - ha dichiarato Clini - ha ricevuto l’Aia il 27 ottobre (con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ndr), l’autorizzazione prevede che l’azienda adegui le tecnologie di produzione agli standard europei più avanzati, che entreranno in vigore nel 2016, ma noi li adottiamo da subito. Io mi aspetto che l’Ilva raccolga questa sfida e che investa perché questo è anche un modo di crescere; se l’azienda s’illude di poter continuare a produrre senza aggiornare le tecnologie sbaglia, se altri sperano di poter impedire all’Ilva d’investire in nuove tecnologie sbagliano pure”.

Sull’Ilva il ministro ha ribadito che durante il percorso che l’azienda dovrà seguire per osservare l’Autorizzazione integrata ambientale il governo porrà particolare attenzione al rispetto dei dettami normativi, confidando che gli investimenti dell’Ilva saranno un pezzo importante della green economy italiana”.

http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14850%3Aclini-lilva-pezzo-importante-delleconomia-verde&catid=5%3Aultime&Itemid=121&lang=it

07.11.2012
Vito Stano

Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione - Greenpeace vince una battaglia

Blitz dei volontari - Foto greenpeace.it
Questa mattina tigri in divisa da paramedico sono arrivate in autoambulanza chiedendo di poter somministrare ai responsabili di Rizzoli e Fabbri una "pillola anti-deforestazione": Deforestyle Zero. Mentre dai pali d'illuminazione esterni all'edificio, abbiamo srotolato mega striscioni con un unico chiaro messaggio "Rizzoli e Fabbri malati di deforestazione". Nel frattempo, abbiamo lanciato una petizione online per chiedere ai due editori di "fermare il contagio e lottare contro una patologia che causa la distruzione degli ultimi polmoni del pianeta e contribuisce al cambiamento climatico". 

Ma cosa cura il finto farmaco che abbiamo distribuito ai dipendenti del gruppo Rcs? Lo scorso maggio, in occasione del Salone del Libro di Torino 2012, abbiamo pubblicato il rapporto Favole Ammazza Foreste dimostrando come gli editori Rizzoli e Fabbri stampano libri per bambini su carta proveniente dalla deforestazione delle foreste indonesiane, come confermato da analisi realizzate dall'Istituto Tedesco della Scienza e Tecnologia della Carta. Si tratta di titoli stampati in Cina nel 2011, in cui è stata riscontrata la presenza di fibre di legno duro tropicale (Mth) provenienti dalla distruzione delle ultime foreste indonesiane. La Cina è mercato leader per la vendita della carta delle multinazionali indonesiane App e April, aziende che per produrre la carta distruggono le foreste e condannano all'estinzione le ultime tigri di Sumatra e specie arboree protette dal Cites come il ramino. 


La buona notizia è che la nostra terapia d'urto contro la deforestazione ha funzionato!!! 
L'incontro di questa mattina con i vertici aziendali di Rcs si è concluso con un impegno che fa tirare un sospiro di sollievo alle ultime tigri di Sumatra e alle foreste indonesiane. Entro la fine del mese verrà organizzato un tavolo tecnico che ha come obiettivo quello di implementare un percorso sempre più virtuoso che garantisca a tutte le case editrici Rcs di diventare in tempi brevi "amici delle foreste". E dopo Mondadori, Giunti, il gruppo Gems, Feltrinelli e De Agostini, anche Rcs entra a far parte dei grandi gruppi editoriali italiani impegnati in politiche di acquisto della carta a Deforestazione Zero.
Speriamo che a queste parole seguano presto anche i fatti!

(fonte greenpeace.org)

Grotta carsica Canale di Pirro - Domani un incontro

Grotta carsica scoperta dal Gasp tra Alberobello e Monopoli - Foto google.com

Sarà analizzata domani, giovedì 8 novembre, alle ore 12,30, presso la sede dell'assessorato regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile (via delle Magnolie, 8- ZI - Modugno), l'importante scoperta geologica dei giorni scorsi, lungo la strada per il Canale di Pirro, tra i comuni di Alberobello e Monopoli.

L'assessore Fabiano Amati ha convocato, infatti, un tavolo tecnico al quale parteciperanno i sindaci dei comuni di Monopoli, Fasano, Castellana-Grotte e Alberobello, il presidente dell'Anci Puglia Luigi Perrone, il presidente della Federazione Speleologica Pugliese Vincenzo Martinucci, il presidente del Gruppo speleologico archeologico Lorenzo Di Liso, il segretario generale dell'Autorità di bacino Antonio Di Santo, il direttore generale dell'Arpa Puglia Giorgio Assennato e il direttore d'area Antonello Antonicelli.

(fonte regione.puglia.it)

"Su quella nave c’ero anch’io". La nave dolce di Daniele Vicari


Un dialogo a due voci quello di stamane nell’Aula II dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” per presentare il film “La nave dolce” in uscita domani nelle sale cinematografiche. Si sono alternati gli interventi del regista del film Daniele Vicari e del sociologo Franco Cassano, i cui scritti  a detta del regista hanno fortemente influenzato il suo lavoro sul film.

“La nave dolce” documenta la storia dello sbarco sulla costa barese di circa 20mila albanesi, avvenuto l’8 agosto 1991, dopo la traversata a bordo della Vlora, una nave di ritorno da Cuba e occupata dagli albanesi nel porto di Durazzo.

Cassano ha subito sottolineato alcuni aspetti salienti del popolo albanese, ricordando come esso è uno dei pochi popoli al mondo che conosce bene la lingua italiana, imparata grazie alla televisione italiana che raggiungeva e raggiunge massicciamente l’Albania. Quell’agosto del 1991, per molti mese di vacanza di mare, di relax, per gli albanesi ha significato un diverso “sapore di sale”. Crollato il regime di Enver Hoxa migliaia di cittadini albanesi hanno deciso di scappare, abbandonare la loro nazione e partire verso l’Italia senza alcun progetto, credendo di trovare il paradiso, senza portare via con sé né una foto, né degli abiti per potersi cambiare. Quello che troveranno, dopo essere attraccati gridando «Italia! Italia!» e mimando il gesto di vittoria con le mani non sarà affatto un paradiso, né una vittoria.

Si è parlato di non non-luogo, di primo Cie, per descrivere lo Stadio della Vittoria di Bari dove furono “reclusi” gli albanesi che non furono rispediti immediatamente in Albania, e qui Vicari non può non fare un immediato parallelismo con la caserma Bolzaneto di Genova, vista nel suo recente film Diaz. 

"L’associazione - racconta - mi è subito venuta in mente, per la sospensione dei diritti umani della persona che c’è stata”, si è ricordato come alle persone nello stadio furono lanciati panini come fossero noccioline e il regista azzarda sostenendo che “il problema vero del nostro Stato è che non ha ancora digerito i principi democratici di cui si fa portatore”. Lo Stadio della Vittoria è stato giustamente rinominato da Cassano, per i motivi citati, Stadio della sconfitta, affermazione ripresa poi anche da Vicari. All’epoca la situazione politica vedeva Andreotti Presidente del Consiglio e Cossiga Presidente della Repubblica, nel frattempo a Bari vecchia alcune signore, senza chiedere tanti documenti accoglievano immigrati albanesi nelle loro case.

La nave Vlora sulla quale migliaia di albanesi
approdarono al porto di Bari
I discorsi di Vicari e Cassano poi  si sono intrecciati sulla questione del concetto di Altro.
Il primo ha sottolineato come non vadano sottovalutati due importanti fenomeni, e cioè che oggi vi è in Italia una sempre più massiccia emigrazione interna, da Sud a Nord e che moltissimi giovani italiani emigrano all’estero portando con sé la loro lingua, la loro storia, la cultura, la formazione e la loro preparazione e il mondo occidentale considera quest’aspetto una ricchezza, avere un insegnante italiano in un’università americana diventa motivo di vanto. Il declino invece dell’Italia è quello di non valorizzare l’Altro, Cassano ha ribadito il concetto di come non bisogna pensare che l’Altro sia Altro, l’Altro siamo noi, solo riconoscendo nell’Altro se stessi si può superare la nostra debolezza, ha sottolineato: “la partita ci riguarda tutti”, ricordando l’esempio di Eva, la cui storia viene raccontata nel film, una donna laureata in economia in Albania e che in Italia fa dignitosamente la badante. Quanto siamo lontani noi da queste storie?

Daniele Vicari ha spiegato il perché ha deciso di raccontare la storia della nave, a prescindere dalla sollecitazione giuntagli per il ventennale dallo sbarco, egli racconta che “su quella nave c’ero anche io” e non fa riferimento alla presenza fisica, bensì alla sua condizione psicologica, che potrebbe essere anche quella di molti di noi oggi, di disoccupato, di studente, di chi va in cerca di fortuna. Ecco il concetto di Altro che riemerge prepotentemente. Dunque la storia della Vlora diventa l’emblema di tutte le storie di emigrazione.

Seppur breve, l’incontro ha tirato in ballo molti aspetti significativi di quella che può essere una vicenda ormai passata, il sociologo ha giustamente ricordato come lo “schiaffo” avuto dallo sbarco albanese nel 1991, lo chiama così per evidenziarne la dirompenza, abbia dato origine a una vitalizzazione della cultura nella nostra regione, a un fermento che ha a sua volta dato inizio a una generazione di prima linea di scrittori e registi che in quell’occasione si sono trovati a distanza ravvicinata da una forte realtà senza alcun filtro  e che quindi avevano delle storie importanti da raccontare.

Alcuni interventi della platea hanno arricchito ulteriormente la discussione, come quello del fotografo Nicola Amato, il quale quello sbarco lo ha vissuto da vicino, immortalandone le immagini con fotografie che per 20 anni ha tenuto nel cassetto, e che ha tirato fuori per una mostra alla sala Murat nel ventennale dallo sbarco e per il film. A tal proposito Vicari ha ricordato che è stato grazie a fotografi e operatori che ha potuto documentare la storia della Vlora e ha poi rimarcato come molti operatori e giornalisti che erano stati mandati a Bari, essendo agosto non erano stati richiamati dalle televisioni perché non c’erano altri eventi da seguire e quindi alcuni avevano smesso di fare servizi per il telegiornale e avevano cominciato a fare cinema riprendendo qualsiasi storia.

Il cinema di Vicari ancora una volta ci racconta la Storia che ci sta attraversando e che noi attraversiamo.

07.11.2012 
Sara Fiorente 

Il saluto del Presidente Napolitano agli Stati generali dell'Ambiente

Stati generali dell'Ambiente - Foto Archivio Vito Stano
Letto un saluto del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente”.

Taglio del nastro anche per l’impianto fotovoltaico a copertura di tutti i padiglioni

Via agli Stati Generali della Green Economy

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto sottolineare l’importanza degli Stati Generali della Green Economy in corso a Rimini Fiera. In un messaggio inviato a Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile che ha organizzato la due giorni sull’economia “verde” voluta dal Ministero dell’Ambiente, e letta all’apertura della seduta inaugurale, Napolitano evidenzia che “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente e delle biodiversità, nella gestione sostenibile delle risorse naturali, nella valorizzazione del paesaggio e del territorio, nella generale adesione a comportamenti più sobri e rispettosi dell’ecosistema”.

In precedenza il Ministro per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini, aveva inaugurato le tre manifestazioni dedicate alla sostenibilità: Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente. Nell’occasione, Rimini Fiera ha anche alzato il sipario sul suo terzo impianto fotovoltaico, realizzato da Green Utility e sviluppato sui 100.000 metri quadri di copertura dei padiglioni che esprime una potenza di 4.332 kWp per rendere il quartiere autonomo sotto il profilo del fabbisogno energetico.

Il ministro si è mostrato entusiasta per il nuovo impianto fotovoltaico: “L'impianto si regge da solo, senza incentivi che lo tengano in piedi. È la dimostrazione che si può fare”. Clini ha quindi salutato gli Stati Generali come “un'importante occasione per fare il punto su cosa esiste già in concreto e su cosa resta da fare. La crescita - ha aggiunto - deve essere 'verde', altrimenti non è crescita. Il nostro Governo ha già messo in campo diverse iniziative a favore delle imprese che investono sulla green economy”.
“Si tratta del momento costitutivo della Green Economy italiana – ha spiegato Ronchi – Un mondo che finora si è mosso in misura frammentata e che qui creerà una piattaforma coordinata, una risposta corale alle aspettative del momento”.

Per il sindaco di Rimini, Andrea Gnassi, “parliamo di green economy, ma dovremmo parlare solo di economy, perché questa dovrebbe essere la normalità. Viviamo un momento di cambio epocale e qui in fiera lo si avverte positivamente. Rimini oggi lancia un segnale al Paese e anche a se stessa. L’attenzione al territorio è un’occasione di riqualificazione e un messaggio per far ripartire le filiere produttive”.

Secondo Gian Carlo Muzzarelli, assessore alle Attività Produttive della Regione Emilia-Romagna, “Queste manifestazioni sono un'occasione di confronto culturale sul futuro della nostra economia: una crescita sostenibile, intelligente e inclusiva può permetterci di competere nel mondo. La sfida è creare prodotti convenienti, con un'anima green e una tecnologia avanzata”.

“Ecomondo - ha commentato Juri Magrini, assessore alle Attività Produttive della Provincia di Rimini - è un evento fondamentale per il territorio, oltre ad avere valenza nazionale: essere al centro del dibattito sulle politiche energetiche è per Rimini una grande opportunità e un motivo di orgoglio”.

(fonte ecomondo.com)