lunedì 5 novembre 2012

A Ecomondo, l’ambiente sposa la lettura e la cultura con il quiz del Ministero dell’Ambiente e con le biblioteche viaggianti


Ecomondo 2011 - Foto Archivio Vito Stano 
A Ecomondo s’impara anche divertendosi e vincendo premi utili ed ecologici. Per tutta la durata della manifestazione si svolgerà Chi vuol essere sostenibile, il gioco a premi ideato dal Ministero dell’Ambiente e rivolto ai ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado.

L’iniziativa si svolgerà in un apposito spazio contrassegnato dalla presenza di una pala eolica, dove si accenderà la competizione tra ragazzi basata sui temi dell’efficienza energetica e sullo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile. Ciascuna gara prevede che quattro squadre si sfidino rispondendo a venti domande sull’energia, sul recupero dell’acqua, sul riciclo e sulla riduzione di CO2. I quesiti compariranno su un maxi schermo e di volta in volta i concorrenti saranno invitati a rispondere scrivendo su una lavagna o spingendo il buzz, il pulsante. In palio ci sono zaini, borse per la palestra, agende, block-notes, matite, kit per la raccolta differenziata. E per le sfide tra scuole differenti, il Ministero mette in palio una biblioteca composta da 300 libri sui temi dell’Ambiente. Una biblioteca sarà assegnata anche alla scuola più meritevole che si è distinta nel corso delle competizioni tra squadre.

A Ecomondo 2012 verrà presentato (pad. B1) anche Una Miniera di Storie, il progetto ideato dal Gruppo Fiori, rivolto ad alcune scuole emiliane colpite dal terremoto, è nato con la consulenza della Giannino Stoppani Cooperativa Culturale e la collaborazione dello studio di design Chialab. Si tratta di cinque piccole biblioteche scolastiche viaggianti, dedicate alla divulgazione scientifica e alla sensibilizzazione verso i temi che riguardano l’ambiente, formate da 505 libri che verranno donati alle scuole selezionate per il progetto 101 titoli per classe.

Il progetto del Gruppo Fiori si traduce poi nel volume Una Miniera di Storie, utile per tutti coloro che vogliono orientarsi nel panorama dell’editoria per ragazzi sui temi dell’ambiente e della scienza. Il testo è composto da bibliografie tematiche, immagini e riflessioni sui testi tratti dai 101 libri selezionati per questo progetto, letture ideali per bambini e ragazzi dai 9 ai 12 anni: storie di scienziati, libri sulla terra e sul cielo, libri sulla natura, sull’ecologia, sul riciclo, sulla sostenibilità, libri sui perché e sugli esperimenti e romanzi che si muovono tra fantascienza e realtà.

(fonte ecomondo.com)

domenica 4 novembre 2012

Turismo responsabile cercasi - I dati e le tendenze dei turisti italiani


Sono 7mila i turisti italiani che nel 2011 hanno scelto un viaggio diverso. La maggior parte ha tra i trenta e i quarant'anni e desidera sperimentare un viaggio responsabile che sia di scoperta e non solo di spostamento. Il 60% di questi turisti italiani è rappresentato da donne. Le destinazioni principali sono Africa, India, Australia, Brasile e Messico.

Accanto all’approccio del turismo responsabile, nel turismo di massa si insinua purtroppo il drammatico fenomeno del turismo sessuale che colpisce soprattutto i bambini, vittime indifese di uno sfruttamento che spazia dalla pornografia alla prostituzione, passando attraverso la tratta e i matrimoni precoci con il fine ultimo di un facile guadagno. Secondo dati dell’Unicef, lo sfruttamento sessuale minorile a fini commerciali coinvolge ogni anno circa un milione di bambini. Ma le stime attendibili sono molto difficili da valutare, trattandosi di un mercato clandestino che sfugge a ogni analisi. 

La Dichiarazione di Stoccolma, adottata in occasione del Congresso mondiale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini (1996) definisce il  Commercial Sexual Exploitation of Children (Csec) come “una forma di coercizione e di violenza contro i bambini (che) è pari a lavoro forzato e a una forma contemporanea di schiavitù”. Il carattere della transnazionalità e della globalità degli spostamenti ha contribuito alla diffusione e all’ampliamento di questo fenomeno. Le forme principali e interconnesse di sfruttamento sessuale commerciale sono la prostituzione, la pornografia e la tratta per scopi sessuali. Altre forme di sfruttamento comprendono il turismo sessuale infantile, i matrimoni precoci e quelli forzati.

Secondo Ecpat (End Child Prostitution, Pornography and Trafficking) sono 80mila i turisti sessuali di origine italiana. Il 60% sono occasionali, il 35%  abituali e il 5% pedofilo. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo il giro d’affari che ruota intorno al turismo sessuale minorile fattura  tra  gli 80 e i 100 miliardi di dollari annui (stime 2010). Le vittime sono bambini dei Paesi in Via di Sviluppo con un’età compresa tra i 13 e 17 anni.

Questi dati permettono di promuovere una riflessione individuale e magari della società nel suo insieme. A questo proposito segnaliamo un seminario sul turismo responsabile a cura di Betty Locane per il 10 novembre alle 18.30 presso il Laboratorio Urbano di Fasano (in provincia di Brindisi) dalla cooperativa Equoenonsolo. Durante la serata si potrà visitare la mostra del fumetto "A.A.A. Turista Responsabile cercasi" a cura dell'associazione culturale Tures. 

(fonte Ministero Affari Esteri)

04.11.2012
Vito Stano

Parte il treno delle primarie e a Cassano si litiga sulla sede

Il treno della democrazia è iniziato, da oggi per venti giorni è possibile votare il candidato che la coalizione di centro sinistra proporrà per governare il Paese. La scelta è tra il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, il suo concorrente interno, nonché sindaco di Firenze, Matteo Renzi e il presidente della Regione Puglia e ideatore di Sinistra Ecologia Libertà Nichi Vendola. 

A Cassano delle Murge, come in tutti i comuni d'Italia, in questi giorni è stata individuata la sede da adibire a seggio elettorale. O meglio ne sono state scelte due. L'insanabile frattura tra alcune anime del centro sinistra locale, in particolare Pd e Sel, ha prodotto a ridosso dell'apertura della campagna un balletto di comunicati e contro comunicati e, pare di dedurre, almeno due sedi elettorali: la prima presso il circolo di Sel in piazza Garibaldi e la seconda in un locale "neutro", come lo ha definito il Pd, in piazza Garibaldi numero 1. 
Insomma anche in questa occasione i "capoccioni" locali dei partiti del centro sinistra non sono riusciti a trovare nessun accordo, a causa di fughe in avanti e personalismi non a tutti graditi. 

A far da corollario ci si mette pure la annunciata scissione della Federazione della Sinistra, i cui dirigenti nazionali Ferrero, Diliberto e Salvi hanno preso decisioni diverse in merito alla partecipazione alle primarie. Ferrero, segretario di Rifondazione Comunista, ha annunciato che gli iscritti non parteciperanno al voto, invece Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani, e Salvi, coordinatore di Socialismo 2000, hanno annunciato che parteciperanno al voto e sosterranno Nichi Vendola

04.11.2012
Vito Stano

Attività di bracconaggio nel Parco Nazionale del Gargano. Nuova aggressione all’ecosistema delle Isole Tremiti


Isole Tremiti - Foto google.com
"Il progetto del Numero Verde per la segnalazione dei reati ambientali si è concluso il 15 settembre, ma le emergenze ambientali in Puglia non finiscono con l’estate". Così recita una nota scritta dai vertici dell'associazione ambientalista pugliese, che continua "non si arresta, infatti, l’attività di denuncia del Wwf Puglia che in un esposto indirizzato al Presidente Ente Parco Nazionale del Gargano, al Corpo Forestale dello Stato, al Ministero dell'Ambiente, alla Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, all’Ufficio Parchi e tutela della Biodiversità della Regione Puglia e al Comune Isole Tremiti ha segnalato gravi episodi di bracconaggio sulle Isole Tremiti, in pieno Parco Nazionale del Gargano".

"In particolare, nel corso di monitoraggi scientifici riguardanti la migrazione autunnale dell’avifauna - si legge ancora nel comunicato - svoltisi nell’arcipelago dal 19 al 23 ottobre u.s., una delegazione di esperti del Wwf ha potuto constatare come sull’Isola di San Domino venga esercitata illecitamente l'attività di caccia in maniera continuativa ed alla luce del sole, nel disinteresse generale, in spregio al divieto generale di caccia vigente sin dall'istituzione del Parco. Considerata la ridotta superficie dell’isola, gli spari possono essere uditi da ogni sua località e finanche dalla vicina Isola di San Nicola. Secondo quanto constatato, essi sono risultati provenire principalmente dalla parte più alta dell’Isola, quella del Colle dell’Eremita, nonché dalla zona sud-occidentale, quella prossima al Faro. A testimonianza della diffusione e continuità del fenomeno, in alcune ore della giornata, principalmente quelle del primo mattino e del tramonto, è stato possibile udire spari provenienti anche da tre aree differenti dell’isola. In alcune occasioni si è anche avuto modo di intravedere i bracconieri intenti a spostarsi a piedi lungo la rete sentieristica dell’isola". 

Per cercare di arginare il fenomeno "i volontari del Wwf hanno prontamente chiamato il 1515 del Corpo Forestale dello Stato (alle ore 14.40 del 19-10-2012) segnalando il fenomeno che, però, si è protratto per tutto il periodo del monitoraggio". 
Inoltre i volontari hanno voluto rimarcare la pericolosità che questa pratica illecita comporta anche per gli abitanti e i turisti che, ignari del pericolo, percorrono i sentieri dell’isola

Secondo il presidente del Wwf Puglia Leonardo Lorusso “con questo esposto il Wwf Puglia ha evidenziato l’estrema gravità degli episodi denunciati. Ricordiamo che a settembre, nella sentenza che accoglieva il nostro ricorso che ha bloccato la preapertura della caccia in Puglia, la Magistratura aveva rilevato la situazione di difficoltà della fauna per gli eventi siccitosi dell'estate appena trascorsa che hanno depauperato gli habitat. L’attività sistematica di bracconaggio sulle Tremiti - conclude Lorusso - aggrava ulteriormente questa situazione ed è auspicabile non solo un intervento immediato degli organi di controllo, ma anche una drastica presa di posizione delle associazioni venatorie contro la pratica barbara ed illegale del bracconaggio”.

“È difficile poter immaginare un’area protetta dove si possa sparare impunemente - ha aggiunto Mauro Sasso, vice presidente del Wwf Puglia, referente per la Biodiversità -. Gli episodi di abusivismo edilizio e di cementificazione costiera denunciati quest’estate dal Numero Verde, unitamente alla minaccia delle trivellazioni per la ricerca del petrolio ci rivelano quanto sia reale ed imminente il pericolo di estinzione dello splendido ecosistema delle Tremiti”

(fonte Wwf Puglia)

04.11.2012
V.S. 

sabato 3 novembre 2012

Masseria Lopez e area circostante - Luogo del cuore



Nel cuore delle Murge cassanesi c'è un luogo bellissimo, da cui è possibile osservare un panorama favoloso. Masseria Lopez, così è conosciuta quest'area, è un rudere di una vecchia masseria purtroppo in stato di abbandono da molti anni. L'area che circonda l'immobile è da molti anni utilizzata come discarica abusiva, come le immagini raccontano in maniera eloquente. Così come adottiamo chiese e palazzi storici invito ad adottare, in modo informale s'intende, Masseria Lopez garantendo la tutela non solo del vecchio rudere, ma anche del territorio circostante.

03.11.2012
V.S.

Assessore Briano sul nuovo servizio di raccolta dei rifiuti: "Ancora sei mesi, i ritardi sono imputabili alla macchina burocratica"


Assessore alla Tutela dell'Ambiente Carmelo Briano
Foto Archivio Vito Stano
Raggiunto telefonicamente l’assessore alla Tutela dell'Ambiente del comune di Cassano delle Murge Carmelo Briano ha risposto a qualche domanda riguardante il tema scottante, o meglio maleodorante, dei rifiuti.

I ritardi, non sono da addebitare secondo l’assessore Briano, a cause di natura giudiziaria, ma alla lentezza della burocrazia. L’attivazione del nuovo servizio prevede una scansione temporale che è così composta: firma del contratto tra il comune di Cassano delle Murge e l’Ati Tradeco-Murgia Servizi (associazione temporanea d’impresa che si è aggiudicata l’appalto); sottoscrizione di una convezione tra i due soggetti e infine ottenimento da parte dell’Ati del mutuo necessario per acquistare i mezzi per effettuare la raccolta. Poi si comincia. 

Quanto tempo ci vorrà dunque? Circa sei mesi, ci dice l’assessore Briano.

Intanto chiediamo spiegazioni sulla condizione indecorosa in cui per qualche giorno le strade versavano: i sacchetti crescevano nei cassonetti a causa, ci dice l'assessore Briano, di una riunione dei lavoratori della Tradeco, che reclamavano il salario non ancora corrispostoDunque di questioni giudiziarie nulla di più è emerso dalle dichiarazioni dell’assessore Briano, ne tanto meno conferme anzi quello che ha precisato è che i ritardi sono imputabili alla macchina burocratica.

Quindi conti alla mano, se tutto va bene il servizio porta a porta sarà probabilmente un regalo che la cittadinanza cassanese troverà sotto l’albero di Natale. Regalo da scartare però soltanto a primavera.

03.11.2012
Vito Stano

Museo della Fotografia: viaggio ad Amsterdam con Artuto Cucciolla


L'appuntamento con la fotografia ritorna martedì 6 novembre alle ore 17,30  con il professor Arturo Cucciolla presso la sala conferenze del palazzo del Politecnico di Bari, in Via Amendola 126/B  al primo piano interrato.

Arturo  Cucciolla proporrà quale tema del seminario La scuola di Amsterdam, avvalendosi di materiale fotografico raccolto durante un recente viaggio di studio in Olanda. 
L'attenzione del professor Cucciolla è stata mirata alla ricerca sull’housing sociale in Europa. Infatti le immagini, che saranno proiettate nel corso dell’incontro, danno conto del grande contributo offerto dai giovani architetti olandesi, nei primi decenni del novecento, al consolidarsi dell’architettura moderna europea, in un intreccio di bellezza e sensibilità sociale applicato al tema della casa per i lavoratori.
03.11.2012
Vito Stano

venerdì 2 novembre 2012

Introduzione della Tares e raccolta dei rifiuti urbani a singhiozzo


Cassonetti dell spazzatura sulla strada Panoramica,
di cui quello capovolto dopo moltissimi giorni è stato
rimosso - Foto Archivio Vito Stano
A partire dal 1° gennaio 2013 arriverà, ai sensi dell’art. 14 del D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 (Salva Italia), la Tares, il nuovo tributo sui rifiuti e servizi comunali e andrà a sostituire le tariffe attuali, ovvero Tia e TarsuLa nuova tassa è destinata alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, avviati allo smaltimento (svolto mediante l'attribuzione di diritti di esclusiva), e dei costi relativi ai servizi indivisibili dei comuni. La tariffa è formata da una quota relativa all’onere del servizio di gestione dei rifiuti, (finalizzata ad investimenti per le opere e ai relativi ammortamenti) e da una quota variabile correlata all’entità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all'ammontare dei costi di gestione. La Tares è dovuta per anno solare. La Tares è democratica, infatti è rivolta a chiunque possieda, occupi o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il versamento del dovuto è effettuato in quattro rate trimestrali, in assenza di diversa deliberazione comunale, scadenti nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, attraverso bollettino di conto corrente postale oppure modello di pagamento unificato. È consentito appunto il pagamento in un’unica soluzione entro il mese di giugno di ogni anno. 

E intanto che vengono definiti i nuovi strumenti fiscali, la raccolta dei rifiuti solidi urbani a Cassano delle Murge è al limite dell'indecenza, per non parlare per il rischio (dedotto a naso) per la salute pubblica. Questi giorni, forse a causa del ponte per celebrare i santi e i defunti, il servizio di raccolta è andato a rilento, fatto sta che i sacchetti di rifiuti hanno fatto capolino da quasi i cassonetti della cittadina.

Come è possibile tutto ciò? Perché i cittadini cassanesi pagano già per un nuovo servizio, il cosiddetto porta a porta, e invece i rifiuti restano lì come e più di prima. Quasi a pensare che "si stava meglio quando si stava peggio". 

http://murgiambiente.blogspot.it/2012/04/arrivano-le-prime-mille-compostiere.html) per l'aggiudicazione dell'appalto del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani si è conclusa con l'aggiudicazione all'Ati Tradeco-Murgia Servizi Srl, cioè all'attuale gestore. Allora cosa aspettano a partire? 

Una persona ben informata ha confermato ha riferito a Murgiambiente News che in realtà tutto è fermo a causa della presenza della Lombardi Ecologia come socio della Murgia Servizi Srl. È così ingombrante la società con sede ad Acquaviva delle Fonti? Evidentemente la sua posizione non è chiarissima, in quanto è sotto indagine e pertanto il comune di Cassano delle Murge non ha ricevuto ancora una sorta di lasciapassare, che certificherebbe la posizione di legittimità della Lombardi Ecologia difronte alla legge.

La condizione indegna che la cittadinanza vive è legata dunque a fattori che non appartengono alla sfera politica, piuttosto afferiscono a quella burocratico-giudiziale. Nell'attesa è bene familiarizzare con la nuova tariffa e magari anche con l'olezzo immondo che i cassonetti stracolmi emanano anche con i primi freddi.

02.11.2012
Vito Stano

giovedì 1 novembre 2012

"Adesso è il momento di lottare per salvare i posti di lavoro, in quanto la questione dell’inquinamento è stata accertata e su questo punto non si torna indietro. Ora è il momento che l’Ilva e lo Stato paghino per la bonifica e la ristrutturazione degli impianti": parla Vito Galiano, Cgil


a cura di Vito Stano

Taranto - Foto google.com
“Ho sempre sostenuto che il sindacato sbagliava, perché, anziché tutelare la salute del lavoratore, tutelava il posto di lavoro. Il sindacato deve dire al lavoratore che in condizioni di rischio per la salute non si può lavorare, perché ci si ammala e si muore”. 

Con questo pensiero di Vito Galiano, sindacalista della Cgil esperto di questioni legate a malattie degenerative, riprendiamo lo Speciale Taranto che abbiamo intrapreso su questo blog. 
Quindi cosa avrebbe detto o fatto se fosse stato delegato di fabbrica all’Ilva?

Prima di tutto avrei proposto di spegnere tutto, perché oltre alla fabbrica e ai suoi operai stiamo inquinando la città e chiaramente non da oggi, ma da dieci anni fa. Difatti gli errori del sindacato partono da allora, quando lo Stato ha venduto l’Italsider alla famiglia Riva. Già da allora  andava fatto il lavoro di ristrutturazione, prima che l’Ilva cominciasse a produrre. L’Ilva doveva, dopo l’acquisto, mettere in sicurezza la fabbrica e rendere gli impianti idonei alla produzione; invece la produzione non si è fermata un attimo, tenendo presente che il parco macchinari era già obsoleto. Pertanto visto che la situazione attuale è praticamente la stessa di dieci-quindici anni fa, oggi l’unica strada percorribile è bloccare tutto, altrimenti non si potrà abbattere l’inquinamento.

Quindi il sindacato deve tutelare la salute o il posto di lavoro?

L’operaio non vuole perdere il posto di lavoro, ma il sindacato deve tutelare la sua salute. Dunque lo Stato deve intervenire per obbligare la famiglia Riva a sottoscrivere un accordo con cui si dovrà prevedere la cassa integrazione per i lavoratori, di cui i lavoratori hanno sempre avuto paura. Su questo punto dobbiamo tenere presente che l’istituto della cassa integrazione è nato per permettere al lavoratore di ovviare al salario al momento della ristrutturazione dell’azienda, che è naturale che prima o poi venga attuata.

Ma qualcuno dice che ci vogliono tre anni…

Secondo le informazioni di cui dispongo non ci vogliono tre anni, ma meno di due anni. Lo Stato deve provvedere alla cassa integrazione dei lavoratori per due anni e imporre all’Ilva di ristrutturare e successivamente di riprendere la produzione nello stabilimento di Taranto. Il risanamento degli impianti è fondamentale per salvare i posti di lavoro e per salvare la città dall’inquinamento.

Quindi questa operazione “pulizia” è possibile?

Sì, questa operazione si può fare e questo io l’ho sempre sostenuto. L’alternativa qual è, continuare a tenere accesi gli altiforni continuando a uccidere i bambini? Lo Stato ha ordinato ai genitori dei bambini di Statte e del quartiere Tamburi di non fare giocare i bambini nei parchi perché il terreno è pieno di agenti inquinanti. Come si può vivere in queste condizioni? Per non parlare dei bambini nei passeggini… Nel giro di dieci-quindici anni la popolazione di Taranto, se non si spegne la fabbrica, sarà ammalata di tumore. Stante alla situazione attuale, il picco delle morti direttamente riconducibili alle cause dell’inquinamento si raggiungerà appunto tra dieci-quindici anni.

Allora da dove si dovrebbe iniziare? E chi dovrebbe iniziare a fare qualcosa?

Gli errori commessi sono gravi, andiamo per grado. L’azienda sanitaria ha il dovere di fare le ispezioni quando si ricevono delle segnalazioni. Detto ciò gli ambientalisti denunciano questa situazione da una vita e da sempre vengono additati come allarmisti.

Chi si è opposto agli ambientalisti?

Dapprima il governo Berlusconi e in particolare il ministro del Turismo dell’epoca Michela Brambilla, ma soprattutto il sindacato. A Taranto in estate stava scoppiando la guerra civile: da una parte manifestazioni degli operai con Cisl e Uil contro la magistratura e dall'altra la Fiom Cgil invece non ho scioperato contro le decisioni assunte dalla magistratura, ma ha fatto solo questo e qui Landini (segretario nazionale Fiom-Cgil, Ndr) mi ha deluso.

Solo l’azione giudiziaria tiene la barra dritta.

Dopo le alterne vicende di questi mesi la magistratura in sostanza non ha fatto retromarcia: la decisione è rimasta quella di mantenere il sequestro sugli impianti senza farli fermare e di far iniziare i lavori di bonifica. 

Lavori di bonifica che però non partono... 

I parchi minerali dovevano essere coperti, ma da luglio a oggi nulla ancora è stato fatto. Riva se ne frega, perché non vuol scucire soldi suoi e aspetta che lo faccia lo Stato!

Parliamo di responsabilità.

La responsabilità deve essere assunta da diversi soggetti istituzionali: in primis dal Servizio Sanitario Nazionale, perché non deve essere la magistratura ad imporre il sequestro degli impianti e la successiva bonifica, ma il Servizio Sanitario Nazionale e il fatto che nulla sia stato fatto è indicativo di colpe che devono essere riconosciute. Vien da pensare che il Servizio Sanitario Nazionale abbia dei motivi per non intervenire. Quali non è dato saperlo. Nessuno dice nulla, ma i colpevoli meritano di essere arrestati e quella è la fine che faranno. Con la presentazione del “Rapporto Sentieri” si chiude il discorso, sfido chiunque adesso a dire cose senza senso.

E il ministro dell’Ambiente Corrado Clini?

Dovrebbe dimettersi, come giustamente stanno chiedendo i Verdi, perché oltre a dire il falso, Clini ha detto cose che un ministro non deve dire. Peraltro quando c’è stato l’incontro ad agosto era assente il ministro della Salute Renato Balduzzi, perché se interpellato avrebbe dovuto dare i dati e allora la verità non avrebbe più potuto essere occultata e infatti qualche giorno fa è avvenuto proprio questo. 

E cosa mi dice del Registro Tumori?

Mentre diversi soggetti si accapigliavano sui dati e il ministro Balduzzi presentava il “Rapporto Sentieri” molti hanno dimenticato che in Puglia è stato istituito con legge regionale del 2007 il Registro Tumori, che è un organismo creato appositamente per verificare le cause dell’aumento di casi di tumore sul territorio regionale. Il lavoro di questo organismo è di fare monitoraggio costante e, come nel caso di Taranto, qualora i dati registrano percentuali allarmanti deve intervenire, perché la struttura è composta da un primario medico e un equipe di dipendenti regolarmente stipendiati. Se il Registro Tumori non interviene viene meno la sua stessa natura di organismo di controllo e raccolta dati.

In pratica come funziona il Registro Tumori?     

Ogni ospedale della Puglia deve comunicare i dati, che confluiscono presso l’ufficio preposto sito nella struttura dell’ospedale oncologico di Bari.

Il Registro Tumori ha funzionato o no?

Questo è da accertare. Ma c’è anche da dire che se la Regione non interviene sull’Asl, quest'ultima viene meno ai propri doveri. La catena istituzionale è evidente. Il sindaco di Taranto per esempio, il quale è il massimo responsabile del Servizio Sanitario Nazionale in città, doveva chiedere subito i dati, perché non l’ha fatto? E poi ritorniamo alle responsabilità del Ministero, che deve intervenire perché, così come alcuni specialisti sanitari interpellati sul caso Taranto hanno affermato, “la situazione a Taranto è sconvolgente: si tratta di una emergenza sanitaria senza precedente che va affrontata con urgenza senza alcun tentennamento”.

Quindi cosa dovrebbe fare il sindacato?

Prima che tutto chiuda Cgil, Cisl e Uil si dovrebbero riunire e dovrebbero convincere il Governo a costringere i Riva a sottoscrivere un accordo, che preveda la cassa integrazione per i dipendenti e il ripristino delle condizioni lavorative adeguate.

Quindi in sostanza lei dice che i Riva devono provvedere alla bonifica per far riprendere la produzione dell’acciaio a Taranto?

Sì, a Taranto si deve riprendere la produzione dell’acciaio, perché le nuove tecnologie, in uso per esempio in Svezia, permettono di produrre senza inquinare l’ambiente. Adesso è il momento di lottare per salvare i posti di lavoro, in quanto la questione dell’inquinamento è stata accertata e su questo punto non si torna indietro. Ora è il momento che l’Ilva e lo Stato paghino per la bonifica e la ristrutturazione degli impianti. E a questo punto anche gli operai devono prendere coscienza che è assolutamente necessario spegnere e accettare la cassa integrazione, perché è ormai accertato che si muore non solo dentro ma anche fuori la fabbrica. Questa tragedia è molto più grave della situazione che dell'Eternit di Casale Monferrato o dell’Enichem di Brindisi, una tragedia così non si è mai vista nel mondo del lavoro. La differenza tra la tragedia dell’amianto di Casale Monferrato e l’inquinamento industriale di Taranto è che gli operai che lavoravano nella fabbrica e i cittadini si unirono nella lotta per chiudere la fabbrica, mentre a Taranto gli operai e la popolazione si stanno scontrando tra loro con il rischio di una guerra civile. A Taranto da una parte ci sono gli operai appoggiati dal sindacato che difendono il posto di lavoro e dall’altra parte la popolazione di Taranto appoggiata da comitati cittadini che difendono la salute e l'ambiente.

Cosa hanno in comune Casale Monferrato e Taranto?

Ciò che le accomuna è che entrambe le città sono state sacrificate sull’altare dei vantaggi economici del grande capitale industriale, il quale tra i propri vantaggi economici e la tutela della salute e dell’ambiente persegue sempre i primi. Questa è la realtà. E aggiungo che i grandi capitalisti sono convinti che portare qualche migliaio di posti di lavoro li autorizza ad uccidere persone e ambiente. Questo è quello che è successo a Taranto. Mentre gli operai vanno a lavorare in condizioni così elevate di rischio per la salute non si rendono conto che stanno contribuendo a far ammalare i loro figli.

Quindi la sua critica è forte nei confronti della Cgil?

La mia critica è nei confronti dei sindacati confederali, perché non hanno aperto vertenze su questo punto. Il sindacato non ha protetto il lavoratore.

E la catena alimentare?

Siamo arrivati a chiudere il Mar Piccolo (il primo seno, Ndr) perché le cozze sono risultate piene di diossina, oltre ad abbattere centinaia di pecore. Allora com’è possibile ancora oggi chiedersi, come ha fatto il ministro della Salute Renato Balduzzi, se i tumori sono causati dalla catena alimentare! È certo che la catena alimentare è viziata da agenti inquinanti, altrimenti perché uccidere tutte quelle pecore e tutte quelle tonnellate di mitili?

E la Regione Puglia?

Anche il presidente Vendola dovrà assumersi le sue responsabilità, altro che abbracciarsi con l’ex ministro Fitto quando il Governo Monti ha dichiarato di stanziare 140 milioni di euro per la bonifica. Intanto l’Ilva non ha stanziato un centesimo... Dobbiamo ricordarci che per la bonifica di Porto Marghera furono stanziati 5 miliardi, mi pare che ci sia una bella differenza. Vale di più la laguna di Venezia rispetto al Mar Piccolo?  

Scoperta grotta dagli speleologi del Gasp nel canale di Pirro

Grotta scoperta tra Alberobello e Monopoli in Puglia
La Puglia è percorsa da fiumi sotterranei e la prova di ciò sono le innumerevoli cavità carsiche frutto dell'erosione millenaria. A riprova di questo assunto qualche giorno fa è stata scoperta lungo il canale di Pirro, tra Alberobello e Monopoli, la prima grotta pugliese con un sistema d'acqua attivo che percorre, in verticale, centinaia di metri

La scoperta, fatta a sei chilometri dalle Grotte di Castellana, è del Gruppo archeologico speleologico pugliese (Gasp), che finora è sceso a una profondità di 150 metri oltre i quali si apre un'altra verticale la cui altezza  è stata stimata in almeno 100 metri. 

Insomma la Puglia è sempre più la regione delle grotte e degli spettacoli di stalattiti e stalagmiti. Però la grotta scoperta in quello che fu il canale di Pirro, tra Alberobello, città dei trulli, e Monopoli, città costiera, non sarà visitabile al pubblico. Così fa sapere Luca Benedetto  lo speleologo del Gasp che ha fatto la scoperta, il quale ha inoltre riferito al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno subito dopo la scoperta che "si tratta del del primo caso di sistema, cioè di una grotta che potrebbe avere più ingressi".

La datazione della grotta non è al momento possibile, ma forse attraverso l'esame di un fossile che vi è stato scoperto si potrà risalire all'origine dell'evento carsico.

01.11.2012
V.S.