lunedì 11 giugno 2012

Monopoli: lavori non autorizzati in area Sic

Sequestrata l’area interessata e denunciato il proprietario

Il personale del Corpo Forestale dello Stato, Comando Stazione di Alberobello, in data 26 maggio, ha bloccato l’esecuzione di lavori di sbancamento che si stavano realizzando in località Monte San Oronzo, agro del comune di Monopoli, zona sottoposta a vincolo paesaggistico e che ricade in area S.I.C. (Sito Interesse Comunitario denominato “Murgia dei Trulli”).
La pattuglia forestale accertava che si stavano effettuando lavori per lo sbancamento di porzione di un canale e strada esistente, con estrazione di roccia naturale, al fine di realizzare un corso d’acqua e/o strada mediante modifica del piano campagna, con l’ausilio di un miniscavatore cingolato condotto dal proprietario del mezzo e conduttore dei terreni.
Tutti i  lavori venivano condotti in assenza di qualsivoglia provvedimento autorizzativo e comunque arrecando profonde modifiche dello stato dei luoghi e all’habitat naturale, in una zona in cui invece, visto il particolare regime di tutela, salvaguardia e valorizzazione ambientale, tutte le opere di trasformazione del territorio devono rispettarne e conservarne l’assetto geomorfologico e idrogeologico e comunque, devono essere preventivamente assoggettate a procedura autorizzativa.
Pertanto, per le violazioni commesse rispetto alla disciplina urbanistica-ambientale, i forestali procedevano al sequestro dell’area interessata dai lavori di sbancamento della roccia, nonché al sequestro del mezzo cingolato impiegato.
Deferito all’Autorità Giudiziaria il proprietario, residente a Fasano, dei terreni e del mezzo che stava effettuando i lavori.

(fonte Corpo Forestale dello Stato - Regione Puglia)

Prevenzione incendi - Fare verde organizza un campo


Stiamo organizzando il Campo di Tutela Ambientale e Prevenzione Incendi dal 20 al 29 luglio 2012, presso il bosco di Bitonto in località nelle vicinanze della frazione di Mariotto in agro di Bitonto, verso la località  di Quasano (frazione di Toritto), il principale  obiettivo della iniziativa non è solo quello di vigilare sui focolai d'incendio, ma anche di tracciare un tangibile progetto di sostenibilità  e valorizzazione delle risorse umane e paesaggistiche del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Chiunque, singoli o associazioni di qualunque tipo, sportivo o culturale sia interessato a contribuire a tale iniziativa, sarà il benvenuto.

http://www.fareverdebitonto.it/
http://fareverdeterradibari.blogspot.it/


VIDEO PROMOZIONALE CAMPI ANTINCENDIO FARE VERDE
http://youtu.be/RX7ObOp9npk

In campo contro gli incendi boschivi dal 1989. Alla piaga degli incendi boschivi, Fare Verde oppone dal 1989 la sua  operazione storica: i campi estivi di volontariato antincendio. Nei campi estivi antincendio si va soprattutto per intervenire direttamente sul fuoco. A diretto contatto con il peggior metodo di distruzione del nostro patrimonio forestale, in prima linea, senza proclami, senza invocare canadair od offrire taglie sui piromani a mezzo stampa ma sul terreno, nelle zone più a rischio incendi: Sicilia, Campania, Lazio, Puglia ed anche all'estero, in Kosovo.

Nel Lazio, Fare Verde, dal 1992 al 2001, ha tenuto a Formia, sui Monti  Aurunchi, nel mese di agosto, un campo antincendio che è stato un vero presidio a tutela di oltre 6mila ettari di terreno collinare di macchia mediterranea e lecceta. Questa parte della provincia di Latina è quella più colpita dal fenomeno incendi di tutto il Lazio. Dal 2002 al 2006 il campo base è stato allestito a Gaeta, ma il territorio preso sotto tutela è stato più o meno lo stesso.

Con la nuova organizzazione del servizio antincendio nel Lazio, per fortuna l'impegno dei volontari di Fare Verde si è reso meno importante. Per questo, dal 2007 abbiamo deciso di spostare il campo in un territorio dove c'è maggiormente bisogno: il Parco Nazionale dell'Alta Murgia. 

Tratto da http://www.fareverde.it/blog/iniziative/campi-estivi.

Prevenzione incendi - Siglato protocollo d'intesa tra Parco Nazionale dell'Alta Murgia e Arif


Foto parcoaltamurgia.it

Il comune interesse di tutela del patrimonio boschivo dell’area naturale protetta dell’Alta Murgia è il cardine su cui ha ruotato la stesura del protocollo d'intesa firmato ieri tra il direttore dell’Agenzia Regionale per le Risorse Irrigue e Forestali, Giuseppe Taurino, il presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, Cesare Veronico e i proprietari di alcuni terreni ricadenti nell’area, finalizzata a salvaguardare quel tratto di paesaggio dagli attacchi di piromani criminali.
Il protocollo d’intesa, di natura sperimentale in questa prima fase, con una valenza di dodici mesi (eventualmente prorogabile tra un anno) prevede in capo alla struttura di Arif il compito di utilizzare le proprie competenze e professionalità, assieme a mezzi e risorse, per provvedere alla messa in atto di quegli interventi di pulizia boschiva finalizzati alla prevenzione degli incendi oltre che – in caso di incendio – alle operazioni di spegnimento e successiva bonifica e ripulitura.
Il presidente del Parco, Cesare Veronico, ha commentato con soddisfazione la sottoscrizione del protocollo: “Un’iniziativa virtuosa senza precedenti, a livello nazionale, che vede ancora una volta premiata l’attenzione del Parco Nazionale dell’Alta Murgia nei confronti dell’ambiente e la volontà di salvaguardare un paesaggio unico al mondo. Con questo atto, il nostro Parco prosegue nella direzione di una costruttiva collaborazione tra più soggetti, pubblici e privati, mettendo a disposizione risorse e competenze e guardando alla tutela del bene comune. Questa operazione rafforza ulteriormente il nostro rapporto con la comunità e ci permetterà di fronteggiare adeguatamente una situazione che spesso - soprattutto in estate - è degenerata in emergenza”.
L’ente Parco si farà carico del rimborso ad Arif delle spese effettivamente sostenute, la supervisione delle operazioni realizzate e la redistribuzione a titolo gratuito della legna riveniente da eventuali necessari tagli a famiglie bisognose indicate dai sindaci dei comuni ricadenti nell’area del Parco.
I proprietari dei terreni si sono per parte loro impegnati a consentire l’accesso agli operai per le operazioni stabilite dalla convenzione rispettando i tempi utili a metterle in atto. Del resto, essi stessi avevano in passato lamentato difficoltà economiche e operativa per la messa a norma del patrimonio boschivo di loro competenza così come invece previsto dalla normativa vigente.
“Il Protocollo d’Intesa firmato con il Parco Nazionale dell’Alta Murgia – sottolinea il direttore di ARIF, l’avvocato Giuseppe Taurino - apre una nuova stagione, perché non soltanto consente di mettere in sicurezza l’intera area ma anche e soprattutto di aprire un fronte di collaborazione con i privati per individuare meglio i punti di aggressione del fuoco ed evitare danni gravi e irreparabili ad un patrimonio di inestimabile valore. In tutte le stagioni antincendio, infatti, la maggior parte dei danni prodotti non riguardano il demanio regionale, ma piuttosto il patrimonio di enti e di privati cittadini: questo perché purtroppo in precedenza non si è avuta la giusta attenzione e cura per prevenire gli attacchi del fuoco. Lo scopo è – chiude Taurino - contrastare la devastazione del patrimonio boschivo: solo un’attenta ricognizione dell’intero territorio regionale, con interventi puntuali e rigorosi, può consentire di raggiungere l’obiettivo comune di sconfiggere il fuoco”.

(fonte parcoaltamurgia.it)

giovedì 7 giugno 2012

Materassi per tutte le stagioni


Materasso sesto giorno - Foto Archivio Vito Stano

La gara d’appalto per la gestione del servizio dei rifiuti solidi urbani a Cassano è ad una svolta, la società Avvenire è stata esclusa e l’ATI Tra.de.co. – Murgia Servizi Ecologici, già gestore in proroga, ha la strada spianata verso l’aggiudicazione. Il servizio da 12 milioni di euro per la raccolta dei rifiuti solidi urbani è un nodo cruciale della nella gestione amministrativa di un comune e per la compagine guidata dalla dottoressa Maria Pia Di Medio potrebbe davvero significare tanto, anche in vista di una rimpasto di giunta che non arriverà prima di un mese o poco più, come confermerebbero le ultime indiscrezioni.
Intanto i rifiuti arredano la casa comune. Le strade sono piene di qualsiasi cosa: materassi, pneumatici, ferraglia di vario genere, pezzi di auto, televisori, parti di condizionatori, onduline di amianto-cemento, scarti di potature, tubi e scarti di mateiale di risulta.
Situazione cassonetti via "Zippo Zippo" ieri sera 6 giugno
Foto Archivio Vito Stano 
L’esempio che porto oggi è di un materasso, questo materasso. Sei giorni fa ho scritto un pezzo e nella immagine che ne arricchiva l’articolo era presente questo materasso. A sei giorni di distanza è ancora lì. Com’è possibile che gli operatori ecologici non l’abbiamo raccolto? E poi, com’è possibile che i cittadini-utenti non abbiamo ancora capito che per smaltire rifiuti di grossa taglia (componenti di arredo, materassi, tv, eccetera) è disponibile gratuitamente il gestore attualmente in proroga (come già previsto dal capitolato dell’epoca) per il ritiro. Ritiro gratuito, è bene ribadirlo.
Smettiamola di fare gli struzzi. Assumiamoci le giuste responsabilità e diamo il nostro giusto contributo alla crescita e al miglioramento della nostra ridente, ma non troppo, cittadina. L’amministrazione e il gestore non possono nulla senza la collaborazione della gente.

07.06.2012
Vito Stano 

Arriva l'auto a idrogeno - A Perugia sarà possibile provarla


A Perugia, sarà possibile effettuare giri di prova con un’auto a celle a combustibile. L’auto sarà a disposizione presso i Giardini di piazza Italia a Perugia. L’iniziativa è a cura di Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking, partnership pubblico-privato, con sede a Bruxelles, che svolge attività di supporto alla ricerca, allo sviluppo tecnologico nel settore dell’idrogeno.
Orari e informazioni più dettagliate saranno a disposizione per il pubblico presso lo Spazio Festival (infopoint) in via Mazzini 9. 

(fonte festivaldellenergia.it)

Racconti della città vecchia - Mostra a Spazio Giovani

Mostra Fotografica

RACCONTI DELLA CITTA’ VECCHIA

Vernissage ore 8 Giugno 2012  ore 20,00

8 – 24  Giugno 2012
Galleria “Spazio Giovani”
Via Venezia, 41
BARI

“È l’umore di chi guarda che dà alla città di Zemrude la sua forma. Se ci passi fischiettando, a naso librato dietro al fischio, la conoscerai di sotto in su: davanzali, tende che sventolano, zampilli. Se ci cammini col mento sul petto, con le unghie ficcate nelle palme, i tuoi sguardi s’impiglieranno raso terra, nei rigagnoli, i tombini, le resche di pesce, la cartaccia. Non puoi dire che un aspetto della città sia più vero dell’altro (…)”
Italo Calvino, Le città e gli occhi.  “Le città invisibili”
Fotografare il centro storico di Bari è un viaggio in un quartiere denso di elementi, codici e segni da decodificare. Non è affatto facile cogliere il genius loci della vecchia Bari, gli stereotipi si affacciano tutt’intorno e la tentazione è quella di ricalcare dei cliché già visti in tutto il panorama della “mediterraneità”.
Non cediamo  dunque alla tentazione di raccontarvi la baresità, che forse non esiste, ma invertiamo la prospettiva e inventiamo un nostro percorso: i “Racconti della città vecchia” sono visioni di otto fotografi che a  Bari vecchia  si ispirano e che in essa si perdono. Otto diverse traversate, otto umori di chi guarda la città e ad essa dà una forma.
Francesca De Santis ha materializzato il suo punto di vista in un passante curioso e colorato, un omaggio alla curiosità di chi scopre questo dedalo peninsulare di viuzze labirintiche e si ferma ad osservare.
Francesco Catalano, tra le sue incessanti peregrinazioni, cammina e incontra le facce, la gestualità, il bianco e nero delle cose. L’anima del reporter indugia sul quotidiano che non fa notizia, ma riempie di vita le fotografie.
Giovanni Musci si accorge di un culto profano, la squadra di calcio che rende Bari femminile e così  “la Bari”, come una giovane innamorata alla quale fare omaggio, viene celebrata sui muri della città vecchia con scritte e galletti.
Francesco Pinto invece le scritte sui muri le legge come un urlo, una violenza, la dissacrazione dell’abitato  deturpato dai segni dell’inciviltà. “Sim can…” cioè siamo bestie, quando non rispettiamo l’ambiente.
Francesca Passarelli alla vecchia città dà forma di arco, tipica architettura dei centri storici mediterranei. Le sue geometrie mostrano un arcobaleno fatto di sfumature di grigio e lunghi pomeriggi assolati.
Nelle fotografie di Maria Pansini il tempo cambia, la luce piove negli androni, i vecchi cortili sono stanze che registrano presenze intermittenti, oggetti e persone di passaggio, realtà provvisorie che la fotografia intercetta e restituisce.
I racconti di Vito Marzano e Antonio Fantetti respirano il sacro.
Antonio Fantetti lo vive nell’oscurità della basilica, lo capta con discrezione tra le luci soffuse delle candele e sugli  inginocchiatoi; la devozione è quella del rito ortodosso, ma nelle sue immagini la preghiera appare un fatto universale e allo stesso tempo intimo.
Vito Marzano infine osserva ironicamente la commistione di sacro e profano e i fotomontaggi naturali che il paesaggio urbano racconta al suo occhio attento. Fa sorridere ma pirandellianamente, subito dopo l’avvertimento del contrario, lo sguardo ne indaga anche il sentimento.
È il Museo della fotografia del Politecnico di Bari che raccoglie questi frammenti di  narrazione visiva e ce li mostra nel luogo stesso nel quale si sono generati; la mostra si inaugura l’8 giugno a Bari, presso la galleria “Spazio Giovani” di  Via Venezia, ovvero sulla muraglia di Bari vecchia alle ore 20,00.

La mostra è curata da Maria Pansini
Il Catalogo, comprendente tutte le foto esposte è a cura di Pio Meledandri
Ufficio stampa e comunicazione Amalia Di Lanno

Bari, 5 giugno 2012 Comunicato stampa di Maria Pansini per il Museo della Fotografia del Politecnico di Bari


Programma delle giornate dell'8 e del 9 in Aula Magna

PROGRAMMA

8 giugno mattina Aula Magna “Attilio Alto” Politecnico di Bari

Ore 10,00 Saluto di Nicola Costantino Magnifico Rettore Politecnico di Bari e di Nichi Vendola Presidente Regione Puglia. Con la partecipazione di Angela Barbanente - Assessore Regione Puglia - Qualità del Territorio, Paesaggio, Aree Protette, Musei e Archivi  
Relatori: 
• Dino Borri docente di Ingegneria del Territorio - Politecnico di Bari - “Aspetti territoriali 
dell'ingegneria della conoscenza” 
• Giovanni Chiaramonte Fotografo, docente di Fotografia - IULM di Milano - “Il sacrificio 
del Paesaggio” 
• Francesca Fabiani Responsabile Collezioni di fotografia del Museo MAXXI Architettura 
“Fotografia e Paesaggio, politiche di acquisizione e di esposizione del MAXXI” 

Ore 13 e 30 Pausa pranzo pomeriggio ore 15,30
interventi: 
• Vincenza De Nigris Fotografa, docente precaria di Fotografia “Visioni e innovazioni” 
• Francesco Selicato docente di Progettazione Urbanistica - Politecnico di Bari- 
“Pianificazione del sistema delle coste” 
• Maria Pansini Fotografo, docente di lettere e fotografia “Racconti della città Vecchia: tra 
genius loci e surmodernità" 
Seguirà discussione. Moderatore Pio Meledandri Direttore Museo della Fotografia Politecnico di Bari. Chiusura lavori ore 19,00. 

9 giugno mattina - ore 9,30

• Carlo Garzia Fotografo e responsabile scientifico Associazione “La Corte, fotografia e 
ricerca” Bari – “ Il flâneur sospeso, una nuova prospettiva metropolitana" 
• Marco Signorini Fotografo, docente di fotografia - Accademia di Brera Milano - “Paesaggio 
e "storia" del quotidiano” 
• Roberta Valtorta Storico dell’Arte - Direttrice Museo della Fotografia Contemporanea 
Provincia di Milano - “Mutamento del concetto di territorio nei progetti fotografici pubblici 
dagli anni Ottanta a oggi. Alcuni esempi ” 

Ore 11 Coffee Break. Discussione e Conclusioni. Ore 13,00 Termine dei lavori.

Paesaggi Luoghi Scenari - Museo della fotografia di Bari


Dalla fine degli anni ’70 un numero sempre più ampio di fotografi italiani si è occupato di paesaggio, non più inteso come genere, ma come osservazione diretta e privilegiata dell’esterno. 
Le visioni eterogenee dei fotografi, frutto di una mediazione dinamica con la realtà, fanno emergere l’analisi della complessità del paesaggio contemporaneo, la cui rappresentazione è apparsa, nelle immagini prodotte, più interrogativa che risolutiva. 
L’attenzione alle periferie, ai non-luoghi, alle città e ai segni delle trasformazioni del territorio induce questi autori ad abbandonare il lessico e la sintassi tradizionali, sino a quel momento riconoscibili anche al senso comune, per sperimentare nuove poetiche e nuove strategie visive. 
Il dissesto idro-geologico, i processi di antropizzazione diffusa, lo sfruttamento intensivo del territorio favorito dall’incuria e dalla cultura del profitto, oltre a rappresentare una minaccia per l’intero sistema, causano mutazioni straordinariamente rapide del paesaggio considerato come valore e come risorsa. 
I rapidi processi su indicati convivono già da alcuni anni con le grandi innovazioni dei mezzi di “produzione” della rappresentazione, tanto da rimanerne condizionati, sviluppando nuove modalità ed abitudini di vita. 
L’interazione tra paesaggio e tecnologia ci pone continuamente di fronte a problemi di modelli di riconoscimento. Il rischio è quello di precipitare nell’afasia visiva, una sorta di incapacità di vedere oltre lo sguardo. Lo strapotere mediatico e tecnologico minaccia “l’abilità” del saper essere spettatori, del “guardare” la città e la natura, percependone le macro e le micro-trasformazioni, saper leggere gli scollamenti, le disgiunzioni, le stratigrafie del passaggio tra vecchio e nuovo. 
Trasformazioni così rapide del territorio, sovente condizionate dalla penetrazione delle tecnologie e dalle consuetudini e necessità spesso variabili, ribaltano completamente il mito rinascimentale dell’uomo “modellatore della natura”, o quello peggiore, modernistico, della demolizione dei modelli rurali per sostituirli con quelli industriali e post-industriali dei consumi e dei falsi bisogni. Il sovvertimento del ruolo porta a rivedere l’antica centralità dell’uomo nella progettazione e determinazione del paesaggio. 
Lo studio di nuovi modelli sociali e l’attitudine alla percezione dell’ambiente riconosce al paesaggio la sua funzione rappresentativa. Questo conferimento assegna all’uomo un ruolo fondamentale ai fini della ricostruzione del territorio, a cui viene riconosciuto non solo la dignità di bene, come recita la normativa, ma lo carica di tutti quegli aspetti simbolici e semantici dei più svariati linguaggi che un’immagine può restituire. 
Nascono, per fortuna dico io, propensioni a riportare l’uomo al centro dell’attenzione, a non considerarlo più come un antagonista ostile alla natura. Gli scenari naturali o l’interno dell’abitazione diventano spesso i luoghi privilegiati della “narrazione” visiva. 
Il convegno si propone di analizzare il paesaggio nelle sue mutazioni, il suo orientamento e il suo sviluppo, individuando alcune tra le possibili forme contemporanee della sua rappresentazione visuale, ma anche di riconoscere i punti di forza della sua funzione di grande teatro in cui una percezione indubbiamente diversa dal passato ha assegnato all’uomo il duplice ruolo di spettatore/attore. 
“Guardare il paesaggio non è mera contemplazione, ma è un processo altamente selettivo, nel quale l’attore raccoglie indicazioni sul modo in cui, nel suo rapporto con il mondo, deve agire per soddisfare i suoi bisogni o interessi” (Charles Morris). 

Pio Meledandri Direttore Museo Fotografia Politecnico di Bari 

mercoledì 6 giugno 2012

Progetto Ciliegie della Terra di Bari - Partono le attività di valorizzazione

Ha preso ufficialmente il via il progetto Ciliegie delle Terre di Bari con una serie di attività per valorizzare una delle principali risorse agroalimentari della nostra regione.
La puglia è infatti il principale bacino italiano con una produzione che supera il 40% di tutte le ciliegie prodotte a livello nazionale anche se dalle attuali dinamiche di mercato questo dato fatica ad emergere. Proprio per ridare importanza strategica all'imprenditore agricolo e per fare cultura di prodotto è nato questo progetto che per la prima volta mette insieme produttori di tutta la Provincia di Bari e BAT ed importanti enti locali quali Regione Puglia, Provincia di Bari, Camera di Commercio di Bari e i Gal del comprensorio a forte vocazione cerasicola, Trulli e Barsento, Sud Est Barese, Ponte Lama e Le Città di Castel del Monte. 
Obiettivo è dare visibilità e giusto compenso economico agli operatori che producono le ciliegie che vanno a riempire gli scaffali della Grande Distribuzione Organizzata dopo un lungo processo che prevede varie fasi di lavorazione.
Innanzitutto i produttori portano le ciliegie al centro di conferimento, lavorazione e confezionamento. Di lì inizia il trattamento che comprende l'immersione in acqua a 2 gradi di temperatura per fermare la maturazione del frutto e la successiva calibrazione che separa il frutto a seconda della grandezza 22 - 24 - 26 e 28 +. 
Dopo tale operazione si procede alla selezione delle ciliegie migliori ripulite da eventuali residui naturali come foglie, rami o altre impurità. Le ciliegie vengono poi confezionate in vari tipi di packaging, incassettate e caricate su pedane per la spedizione sui mezzi che poi raggiungeranno tutto il territorio nazionale ed internazionale. La gustosa Ciliegia delle Terre di Bari è così pronta a deliziare i palati dei consumatori.

(fonte FoglieTv)

Al via a Gravina la I edizione de “Il Trail delle 5 querce”

Riceviamo e pubblichiamo 

Si svolge sabato 9 e domenica 10 giugno a Gravina in Puglia la I edizione de “Il Trail delle 5 querce”, la rassegna di eventi in natura che, promossa dall’associazione sportiva dilettantistica “Gravina Festina Lente!” con il patrocinio di Regione Puglia, Provincia di Bari, Comune di Gravina, Coni, FIDAL (Federazione Italiana Di Atletica Leggera), UISP (Unione Italiana Sport Per tutti) e Parks Trail, ha l’obiettivo di valorizzare - attraverso l’attività sportiva e la promozione di valori legati alla persona come la salute e il benessere - il patrimonio artistico, storico-culturale ed enogastronomico della città di Gravina.

Gara podistica riconosciuta a livello nazionale, omologata FIDAL e prima in Puglia per tipologia, “Il Trail delle 5 querce” si svolge domenica 10 giugno nel bosco di Gravina “Difesa Grande”,  che vanta la  presenza di cinque varietà di querce quali cerro, farneto, fragno, leccio e roverella. L’evento vede la partecipazione di oltre trecento atleti e amatori provenienti da tutta Italia che correranno per circa 19 km per i sentieri del bosco all’insegna della natura e dell’avventura, nel pieno spirito del trail. Il raduno per la gara di sportivi  è previsto per le 8,30 nell’area “Il Rifugio” del bosco “Difesa Grande”, la partenza per le ore 9 a cui seguirà la cerimonia di premiazione alle ore 12 della prima donna e del primo uomo assoluti, dei primi 10 di categoria, delle prime 5 società più numerose e infine delle prime 5 società che vengono dalle regioni più lontane. 

Oltre all’iniziativa sportiva, sono previste anche numerose attività collaterali, tra le quali la passeggiata di 3 km per i sentieri del bosco per amanti della natura, adulti e bambini, dalle 9,30 alle 12,30 - a cura della LIPU Gravina - e il concorso fotografico “Sport Natural Click”  che, organizzato dall’a.s.d. “Gravina festina lente!” e dalle Officine Culturali di Gravina, premierà l’istantanea che, scattata durante la gara nel bosco, meglio rappresenterà il connubio ‘sport - natura’.

Per far conoscere e promuovere l’inestimabile patrimonio artistico, storico-culturale ed enogastronomico della città, sabato 9 giugno sono in programma visite guidate di Gravina e del centro storico e, a partire dalle 19, spettacoli di piazza - corteo storico, spettacoli medievali, eventi teatrali, animazioni musicali, esposizioni d’auto e moto d’epoca e mostra enogastronomica delle tipicità della città federiciana a cura di associazioni culturali, tra le quali MugiaMadre.

Per maggiori informazioni consultare il sito www.gravinafestinalente.net.