martedì 20 marzo 2012

Agitazione dei lavoratori della Tradeco-Murgia Servizi Ecologici

Cassonetti stracolmi in strada Panoramica
La questione rifiuti nell'area murgiana pare non riuscire a trovare una giusta via d'uscita. Dopo le polemiche dei giorni scorsi, quando una parte dell'opposizione consigliare cassanese criticava l'operato della giunta Di Medio, tra le vie di Cassano la raccolta dei rifiuti si effettua a singhiozzo.
A questo si aggiunge il perdurare dell'agitazione dei lavoratori della Tradeco-Murgia Servizi Ecologici. 
"Anche domani la raccolta dei rifiuti non sarà effettuata - fanno sapere dal Palazzo municipale -. Si invita pertanto - continua la nota - la popolazione ad evitare il conferimento dell'indifferenziata, della carta e della plastica nei cassonetti onde evitare l'accumularsi di immondizia nelle vie urbane".
Aggiungeremmo, come già in alcune zone del paese è possibile vedere e odorare.
20.03.2012
Vito Stano

Corso per auditor e consulenti ambientali Emas

COMUNICATO

SCUOLA EMAS ED ECOLABEL PUGLIA:
CORSO PER AUDITOR E CONSULENTI AMBIENTALI EMAS
INCONTRI DI ORIENTAMENTO


Si comunica che la Direzione Scientifica della Scuola Emas ed Ecolabel della Regione Puglia sta organizzando un ciclo di incontri di orientamento informativo.

Gli incontri sono destinati a quanti, interessati alle attività della Scuola Emas ed Ecolabel della Regione Puglia, vogliono acquisire maggiori informazioni in merito al bando emanato per il 2012.

Gli incontri si terranno, in tutte le province pugliesi, dal 2 al 14 aprile. 

La partecipazione è gratuita.

Per ragioni logistiche è indispensabile comunicare la partecipazione o preavviso di presenza a mezzo e-mail, utilizzando la scheda in allegato. Si farà seguito con la trasmissione di indicazioni organizzative di dettaglio (data, orario, sede).

Si ricorda che il bando per l’ammissione al Corso per Auditor e Consulenti Emas, AF 2012, scade il 20 Aprile 2012.

PER INFO E PRENOTAZIONI
REGIONE PUGLIA – Assessorato All’ecologia
Scuola EMAS ed ECOLABEL Puglia
Via delle Magnolie 6/8 – 70026 Modugno (Ba)
Tel. 080/5857937 - 5308952  fax 080/5308953
Scuolaemaspuglia@regione.puglia.it  www.regione.puglia.it 

domenica 18 marzo 2012

Mercadante brucia


La foresta Mercadante a Cassano delle Murge è in sostanza il polmone verde dell'area murgiana barese, ma per molta gente incauta è soltanto campagna, zona di nessuno... E se qualcuno ha freddo, nessuno problema: si accende un fuocherello per riscaldarsi!

Cava grande - Tra promesse e incuria

Scatolette di tonno in trappola invadono Bari e l'Italia

Questa mattina, le scatolette di tonno di Greenpeace hanno fatto tappa in ventisei città italiane tra cui Milano, Roma, Palermo e Bari. A due giorni dal lancio della terza edizione della classifica “Rompiscatole” [1], i volontari baresi si sono travestiti da lattine di “Tonno in trappola” per denunciare i metodi di pesca distruttivi con cui troppo spesso viene pescato il tonno che finisce in scatola. Nel centro di Bari i volontari hanno distribuito i volantini con la nuova classifica “Rompiscatole” e hanno informato i consumatori sulla sostenibilità delle scatolette che mettono nel carrello della spesa. Rio Mare, il tonno più venduto in Italia, non si è ancora impegnato a utilizzare solo metodi di pesca sostenibili. Per spingerlo a cambiare, le scatolette di Greenpeace hanno chiesto agli italiani di firmare la petizione su www.tonnointrappola.it Sono già 21.000 le persone che hanno chiesto al leader del mercato italiano un sforzo concreto verso la sostenibilità. Al momento, Rio Mare non offre alcun prodotto sostenibile e si impegna solo a metà. Se vuole essere davvero il primo, deve eliminare dall’intera produzione metodi di pesca distruttivi, come le reti a circuizione con sistemi di aggregazione per pesci (FAD), responsabili della cattura di esemplari giovani di tonno, e di numerose specie marine, tra cui squali, mante e tartarughe. Grazie alla campagna “Tonno in trappola” abbiamo dimostrato che i consumatori possono davvero fare la differenza. Se saremo in tanti a chiedere tonno sostenibile al 100 per cento, le aziende dovranno per forza cambiare. Tra i risultati più significativi registrati da Greenpeace l’impegno di molte aziende verso una maggiore trasparenza. Entro la fine del 2012, infatti, al posto della semplice scritta “Ingredienti: tonno”, ben dieci aziende delle quattordici in classifica riporteranno in etichetta nome della specie e area di pesca, e di queste, tre inseriranno anche il metodo di pesca. 
 Bene Asdomar, che rimane in cima alla classifica migliorando gli impegni e mettendoli in pratica. Offre in una parte dei propri prodotti il più sostenibile tonnetto striato pescato con canna e fornisce tutte le informazioni in etichetta. Lo segue Mareblu, per la decisione annunciata una settimana fa di utilizzare solo metodi di pesca sostenibili per il 100 per cento dei propri prodotti entro il 2016. Per entrare in fascia verde, però, servono fatti concreti applicati all’intera produzione.Callipo scende in classifica perché, nonostante dica di vedere nel 75 per cento dei propri prodotti tonno pescato senza FAD, non fornisce la sufficiente certificazione per garantirlo. Mentre agli ultimi posti troviamo Nostromo, MareAperto STAR, Conad e Maruzzella che non hanno adottato alcun criterio per garantire ai consumatori che il proprio tonno non arrivi da una pesca distruttiva.  



fonte: Greenpeace Bari

sabato 17 marzo 2012

Rio Mare e i metodi di pesca distruttivi

Rio Mare è la scatoletta più consumata dagli italiani, ma pochi sanno che, per pescare il suo tonno, vengono utilizzati metodi di pesca distruttivi. 

La pesca con i FAD, ovvero quegli oggetti galleggianti utilizzati per concentrare i pesci, causa non solo la cattura di esemplari giovani di tonno, ma di numerosi altri animali marini, tra cui specie in pericolo,come squali e tartarughe. Si stima che per ogni 9 chilogrammi di tonni catturati si pesca 1 chilogrammo di altri animali "indesiderati". 

Rio Mare si è impegnato a usare tonno pescato con metodi sostenibili (quali canna o reti senza FAD) solo nel 45% dei suoi prodotti. Ma una "qualità responsabile" a metà non esiste. Scrivi all'amministratore delegato di Bolton Alimentari, l'azienda che produce le scatolette Rio Mare, e chiedigli di adottare gli stessi standard per il 100% dei suoi prodotti. 

La terza edizione della nostra classifica "Rompiscatole" dimostra che quando sono i consumatori a chiederlo, le aziende sanno muoversi verso la sostenibilità. Aiutaci a fare pressione sul più grande marchio italiano. Con la tua e-mail puoi convincerlo a cambiare in un click. 

Altre aziende l'hanno già fatto. Che cosa aspetta Rio Mare?


fonte Green Peace

venerdì 16 marzo 2012

“8 ½” di Federico Fellini all'Armenise


“8 ½” di Federico Fellini

Martedì 20 marzo 2012 – ore 18:30 -21:00

Un titolo provvisorio per “l’ottavo film e mezzo” di Federico Fellini (contando quello che aveva girato in coppia con Lattuada) uscito nel 1963 e considerato un inno alla provvisorietà dell’arte e più in generale della condizione umana.
Il capolavoro del geniale cineasta riminese vede il suo alter ego Marcello Mastroianni al centro di un’avventura dello spirito e della psiche in cui sogno, memorie e realtà si intrecciano e si sovrappongono in una complessa autoanalisi del profondo. 8 ½ è un discorso ironico e al tempo stesso disperato sulla crisi dell’artista e sull’Italia del boom, che riesce ad assumere la suggestiva spettacolarità di un racconto fantastico. “La storia del film che non ho fatto”, come lo stesso Fellini lo definì, ha raccolto premi in tutto il mondo (tra cui l’Oscar per i miglior film straniero) ed entra di diritto nella short list dei “film che hanno fatto la storia”.

Oscar Iarussi



L'Italia nel Cassetto - Giuseppe Fioriello al Museo della Fotografia

IL LABORATORIO del MUSEO DELLA FOTOGRAFIA DEL POLITECNICO DI BARI
PROPONE UN INCONTRO CON GIUSEPPE FIORIELLO

                                             "L'Italia nel Cassetto"

Paolo Monti - dal gioco al professionismo -

Martedì 20 Marzo 2012 dalle ore 17 e 30 alle 19,00
Sala Conferenze (Aula Multimediale) del Palazzo Politecnico, via Amendola 126/B                                             

Parcheggio libero del Politecnico alle ex Officine Scianatico Via Amendola 136  

Giuseppe Fioriello, laureatosi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bari con la discussione della tesi finale su Michelangelo Antonioni e il suo cinema, è Fotografo di poetica ispirazione, ma sempre attento alla corretta rappresentazione del segno. Molto attivo sul nostro Territorio, ha conseguito già numerosi riconoscimenti.
Attualmente, oltre a dedicarsi alle attività grafiche e fotografiche, insegna nella Scuola Media Superiore Storia dell'Arte, Comunicazione Visiva e Disegno Geometrico e Architettonico.

Terrà una lezione su Paolo Monti, fotografo nato nel 1908 a Novara e morto a Milano nel 1982.

P.M. Laureatosi in economia all’Università L. Bocconi, diventa dirigente industriale per dedicarsi, compiuti i quarant’anni, alla fotografia, cogliendo appieno i cambiamenti del dopoguerra. Cerca nuovi linguaggi e nuove frontiere, per cui lo si potrebbe paragonare, in fotografia, ai componenti della corrente che in letteratura passa sotto il nome di“sperimentalismo”.

Di Paolo MontiRoberta Valtorta scrive: ”... occupa una posizione centrale negli sviluppi della Fotografia italiana del Novecento. Egli fu artista, docente universitario, stimato professionista, fidato collaboratore e consigliere di storici e critici d’arte, architetti, urbanisti, intellettuale rigoroso impegnato nell’elevare lo stato culturale della fotografia italiana e nel renderla disciplina importante e necessaria a un intervento civile sui temi dell’arte, del paesaggio del museo e della storia…”

Comunicato di Pio Meledandri per il Museo della Fotografia.

Tav in Val di Susa - La posizioni della politica

La tempistica mediatica l'ha relegato al margine, i politici (non tutti evidentemente) non aspettavano altro. La Tav in Val di Susa è un nodo cruciale che se e quando sarà sciolto forse permetterà di guardare alle cose con maggiore lucidità.
Di seguito alleghiamo le opinioni di Ferrero, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, e Fassino, sindaco di Torino e dirigente del Partito Democratico. Il primo nettamente contrario alla realizzazione dell'opera e il secondo favorevole.



Inoltre suggeriamo di vedere la puntata di sabato 3 marzo 2012 del programma della TGR  Ambiente Italia, in cui si è parlato "di scontri in Valle di Susa" e della situazione sui cantieri. "A che punto è la costruzione dell’opera? Quali sono i pro e i contro? Che prospettive per la valle?". 
Interrogativi ai quali Ambiente Italia, il settimanale della Tgr curato da Carlo Cerrato e Beppe Rovera, ha dedicato una puntata in diretta sabato 3 marzo alle 12.55 su Rai3. Tra gli ospiti, per confrontarsi sulle ragioni del sì e del no, il presidente della Comunità Montana della Valle di Susa, Sandro Plano, e Paolo Foietta, membro dell’Osservatorio Tecnico Valle Susa . Sono intervenuti, inoltre, i sindaci dei comuni più direttamente coinvolti dai lavori per l’alta velocità. Nei servizi in sommario, un viaggio nella Valle per vedere come sta cambiando e quale potrà essere il suo futuro.

16.03.2012
Vito Stano

lunedì 12 marzo 2012

Il risorgimento possibile di Taranto

San Cataldo, patrono di Taranto
Acciaio e carbone, ruggine e diossina. La città di Taranto è tristemente conosciuta per l'inquinamento, per l'altissimo tasso di malattie, per la presenza della marina militare.
Il giornalista Carlo Vulpio nel suo libro La città delle nuvole, edito da Verdenero, racconta l'attualità del capoluogo jonico e di  questa ne tratteggia il profilo anomalo tutto italiano, nel quale l'industria siderurgica ha "occupato" la città tarantina tendendola sotto scacco, a causa del continuo ricatto del lavoro. Vulpio racconta di una città in cui tanti muoiono senza guardare più le nuvole "tutte uguali" del cielo di Taranto.

Basterebbero questi luoghi poco comuni per non farsi mai balenare l'idea di andare a Taranto, se non per necessità. E invece la scoperta è nascosta nelle pieghe di città-scrigno, che racchiude in sé una storia sconosciuta a molti, che parte da molto lontano.  
Taranto I

Taranto II
La Taranto magnogreca del tempio di Poseidon, i cui resti sono visibili nei pressi della residenza comunale, la Taranto aragonese del Castello di S. Angelo, ricostruito su una precedente fortificazione normanna-svevo-angioina, che a sua volta poggiava su strutture murarie antiche risalenti ai periodi greco e bizantino. La Taranto del centro storico, con le sue chiese, in particolare quella in onore del patrono S. Cataldo e quella di S. Domenico. E poi la Taranto dei mari Piccolo e Grande, la tradizione della coltivazione dei mitili e il ponte girevole, simbolo della modernità.

Camminare per Taranto pertanto significa oltrepassare la Storia di una città, che è stata avversa alla Roma antica e da questa distrutta e ricostruita. E come in un parallelo metastorico sempre da Roma moderna convertita all'industria pesante e distrutta nel suo profondo. 
La prima tappa della Taranto da scoprire è la Torre dell'orologio, sita in piazza Fontana: l'edificio settecentesco, residuo della "Cittadella", è il monumento del borgo antico da sempre simbolo della municipalità; oggi ospita un'esposizione permanente dedicata alla mitilicoltura, allestita dal Centro Ittico Tarantino in collaborazione con il Cnr - Istituto per l'Ambiente Marino Costiero e il comune di Taranto.     
Torre dell'orologio, piazza Fontana 

Ecosistema marino tarantino, riproduzione
L'edificio è stato "costruito nella seconda metà del settecento nella forma originaria, cioè senza il corpo poligonale avanzato e la cuspide campanaria aggiunti più tardi. E' situato sul lato orientale della piazza Fontana (già piazza Grande) teatro degli scambi commerciali della città".
Oggi, come detto, l'edificio è stato riaperto e riqualificato quale spazio dedicato "a una delle attività che da sempre ha contraddistinto e segnato l'economia tarantina: la mitilicoltura".

Il Centro Ittico Tarantino ha promosso e sostenuto questo progetto, che attraverso una mostra di specie marine si propone di divulgare la memoria storica e stimolare la ricerca di un'attività caratterizzante la città jonica.
"L'esposizione è arricchita da reperti di elevato pregio scientifico raccolti in due storiche vetrine facenti parte della collezione dello studioso Pietro Parenzan (Pola 1902-Taranto 1992) del Museo Oceanografico.
Inoltre un allestimento fotografico corredato d'importanti foto d'epoca provenienti da archivi privati e dagli scatti del fotografo Sergio Malfatti, al fine di ricostruire la storia di alcune attività marinare (tessitura del Bisso, l'arte dei maestri d'ascia e le imbarcazioni, mitilicoltura e ostricoltura tradizionali) tipiche dei mari di Taranto".   

Facciata chiesa di San Domenico  
Rosone romanico chiesa di San Domenico
Il giro per il centro storico di Taranto continua con la visita alle chiese di S. Domenico, esempio di romanico, e S. Cataldo; quest'ultima dedicata al patrono della città, la  quale è semplicemente uno scrigno; le sorprese all'interno sono molteplici: dal soffitto a cassettoni completamente decorato ai tanti dipinti raffiguranti scene del culto cattolico, dalla cripta adornata da affreschi antichi al cappellone dove sono custodite le spoglie del Santo. Questo è il luogo più suggestivo dell'intero complesso religioso: dall'alto la statua in argento di S. Cataldo osserva benevola i fedeli e li ammiratori del bello. Il cappellone è una gioia per gli occhi, tutto lo spazio è completamente ricoperto di marmi intarsiati e decorati, uno spettacolo indimenticabile.
Il centro storico di Taranto, così come l'affaccio a mare, però soffrono di una tendenza all'abbandono e al degrado; ne sono esempio alcune immagine volutamente inserite per evitare di alterare lo stato reale dell'architettura cittadina e produrre un'immagine della città infarcita di retorica. Pertanto per onore del vero e non per volontà di danneggiare, queste foto contribuiscono certamente a comprendere la complessità che vive oggi la capitale della siderurgia europea, tra necessità di produrre e volontà di riscatto. 
Particolare affresco chiesa di San Domenico
Crocifisso chiesa di San Domenico

Statua votiva Madonna Addolorata chiesa S. Domenico
Certamente il problema del degrado urbano è uno dei nodi cruciali di questa città. Negli anni del dopoguerra la scelta di fare di Taranto la capitale della siderurgia italiana ha pesato come un'ipoteca sullo sviluppo urbanistico e di conseguenza sociale della comunità. In effetti gli skyline che si possono mirare da diversi punti offrono numerosi e diversissimi scenari: dalle ciminiere industriali al porticciolo, dalla visione dei palazzi del nuovo centro interrotta dall'ingegneria idraulica del ponte girevole alla lontananza fisica e sociale del quartiere Paolo VI, sorto su un lembo di terra, distante dal centro, dove vi abitano circa 25mila persone. 
Quello che preme dire è che Taranto mal conosciuta a causa della ingombrante presenza industriale può e deve risorgere sulle sue ceneri, così come la storia ha già dato prova.
Il passato può e deve essere relegato ai libri e alla memoria, affinché si possa attraverso il turismo e le numerose risorse che il territorio offre stravolgere il volto martoriato della città che si alleò con Annibale per fronteggiare gli invasori romani.

12.03.2012
foto e testo di Vito Stano


Chiostro chiesa di San Domenico 


Sarcofagi nel chiostro della chiesa di S. Domenico

Particolare di palazzo storico di una famiglia spagnola


Interno del cappellone della chiesa di San Cataldo II

Organo della chiesa di San Cataldo

Particolare di affresco cappellone di San Cataldo

Affreschi all'interno della cripta, chiesa San Cataldo II

Soffitto a cassettoni in legno decorato, chiesa S. Cataldo

Facciata chiesa San Cataldo

Facciata chiesa San Cataldo II



Lato sinistro della chiesa di San Cataldo


Particolare architettonico del cappellone di S. Cataldo 

Sculture in mare 

Industrie 

Mare

Affaccio fronte mare

Palazzi fronte mare
Centro storico (foto Sara Fiorente)

Palazzi fronte mare II



Castello Aragonese I

Castello Aragonese II


Castello Aragonese III



Castello Aragonese IV



Ponte girevole