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Murgiambiente riprende la sua quotidiana escursione tra i fatti del quotidiano e lo fa con questa notizia "addormentata" nella casella postale da qualche giorno. La notizia è curiosa: un gruppo di speleologi durante una discesa si sono imbattuti in una bomba a mano, che successivamente gli artificieri hanno fatto brillare in sicurezza. Di seguito il pezzo così come pubblicato sul blog della Federazione Speleologica Pugliese.
25.08.2013
Vito Stano
Quando se la sono ritrovata davanti
hanno pensato bene che l’unica cosa da fare sarebbe stata quella di chiedere
l’intervento delle forze dell’ordine. Ed infatti, quando i carabinieri della
stazione di Ruffano hanno appurato che quella altro non era che un bomba a
mano, hanno allertato il comando provinciale di Lecce e sul posto, è giunto un
carabiniere artificiere.
Tutto è accaduto ieri pomeriggio (il 30 luglio, ndr) a Supersano, in località
Mendole, dove il gruppo di speleologi Ndronico di Lecce, durante una discesa,
ha trovato, all’interno di una grotta, alla profondità di circa trenta metri,
l’ordigno incastrato fra due massi.
L’artificiere ha ispezionato il dispositivo, giungendo a
conclusione che si trattava di una bomba a mano mk2, nota come ananas, un
ordigno bellico ancora integro ed attivo. Fatto comunque brillare
dall’artificiere dopo essere stato autorizzato dell’autorità giudiziaria.
Bomba inerte invece, questa volta, trovata nell’impianto
di smaltimento di Campi Salentina. A individuare l’ordigno, un 49enne
rappresentante della Sud Gas, la società che si occupa della raccolta e delle
selezione dei rifiuti. Il manufatto, simile ad un ordigno esplosivo, si trovava
nell’impianto di smaltimento dei rifiuti. Sul posto, anche in questa occasione,
il carabiniere artificiere antisabotaggio del comando provinciale di Lecce, il
quale ha identificato l’ordigno per una bomba da mortaio, inerte.
(fonte Federazione Speleologica Pugliese)

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