sabato 10 novembre 2012

Rimini fiera: +11% visitatori


Boom dei saloni dedicati alle soluzioni green per l’industria italiana e internazionale 84.351 visitatori per Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente - Grande successo per gli Stati Generali della Green Economy - Nel 2013 ritornerà il Salone dei Veicoli Ecologici e debutterà Key Wind.


Rimini fiera 7-10 novembre 2012 - Foto Archivio Vito Stano
"Grande affluenza e partecipazione alla quinta edizione di Cooperambiente - dichiara il presidente di Legacoop Giuliano Poletti – che ha evidenziato l'importanza della partecipazione attiva dei consumatori associati nell'attuale fase di transizione del mercato energetico”. A questo proposito, parlando agli Stati Generali della Green Economy a nome dell'Alleanza delle Cooperative Italiane, per la prima volta presente a Cooperambiente, Poletti ha ricordato il legame storico tra le cooperative idroelettriche “nate oltre 100 anni fa per volontà dei loro soci nell'arco alpino e le cooperative del sole create oggi dagli utenti del fotovoltaico in tutta Italia”.

84.351 visitatori professionali (+11% sul 2011). Continua a superare se stessa la kermesse internazionale di Rimini Fiera dedicata alla green economy. È il pieno riconoscimento ad un polo espositivo al servizio della crescita economica del sistema industriale italiano, certificato dallo svolgimento, proprio nelle giornate riminesi, degli Stati Generali della Green Economy, fortemente voluti dal Ministero dell’Ambiente e coordinati dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile. Un appuntamento preparato per mesi da gruppi di lavoro che hanno messo insieme 39 associazioni di imprese, con l’esito di 70 propostedi sviluppo della green economy in Italia, alle quali hanno contribuito 1120 esperti.

Di straordinario significato la presenza per due giornate del Ministro Corrado Clini, che ha inaugurato la fiera, ed al quale s’è aggiunta quella del MinistroCorrado Passera nella giornata di giovedì per l’annuncio congiunto dell’avvio del ‘Conto Termico’, ossia 900 milioni di euro per l’efficienza energetica di abitazioni private ed edifici pubblici stanziati dal Governo. A testimoniare quanto l’impronta ‘green’ sia strategica per tutta l’industria nazionale in una prospettiva di ripresa economica per l’Italia, sono i toni usati nel messaggio che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato nella giornata inaugurale per dire che “L’Italia può e deve, senza ulteriori esitazioni, colmare ritardi rispetto agli standard europei e darsi più validi presidi nella difesa dell’ambiente”.

A questi contenuti, Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente hanno aggiunto la rappresentazione di un sistema industriale solido, con oltre 1200 imprese che nei 16 padiglioni hanno proposto un campionario di soluzioni tecnologiche a dimostrazione di vitalità e competitività su scala internazionale. Dal cuore espositivo storico, legato al ciclo completo del rifiuto, fino alle nuove frontiere che la cultura del riuso prospetta, il panorama offerto dall’expo è stato molto apprezzato. Il grado di soddisfazione degli espositori è molto alto, testimoniato dal business concluso in fiera e dall’adesione già formalizzata in vista del 2013.

La chimica verde driver strategico nei prossimi anni
In generale, eccezionale il grado di innovazione rilevato nei padiglioni, frutto dell’intimità fra mondo della ricerca e dell’industria, volano di un processo di crescita che proprio intorno alla green economy può trovare il suo motore più potente e quindi generare nuova e qualificata occupazione.
Fra i driver decisivi, quello relativo alla ‘chimica verde’, che Ecomondo ha pienamente integrato fra i contenuti di spicco. Il ruolo di promotori, avuto dal Ministero dello Sviluppo Economico, da SusChem Italy e Federchimica ha rilanciato l’occasione che le bioraffinerie rivestano un ruolo chiave grazie all'adozione di processi di conversione come quelli biologici e all'uso delle biomasse quali materie prime alternative ai derivati del petrolio. Per l’economia basata su queste filiere si stima un mercato europeo superiore ai duemila miliardi e 21,5 milioni di posti di lavoro. Temi sui quali è intervenuto fra gli altri Christian Patermann, (consulente del governo tedesco).

Già solide prospettive per un’altra grande edizione nel 2013

In vista della prossima edizione dei saloni di Rimini Fiera, due annunci riempiono di ulteriori contenuti l’area espositiva. A quello siglato nei mesi scorsi con ANFIA-Sezione Veicoli per Servizi Ecologici per il ritorno di SAL.VE Salone dei Veicoli Ecologici, che ricompatta a Rimini Fiera l’intero settore fino al trasporto rifiuti, s’è aggiunto l’annuncio di questi giorni per l’apertura della sezione KEY WIND, dedicata all’energia eolica. In questo caso l’accordo è stato siglato fra Rimini Fiera e ANEV (Associazione Nazionale Energia del Vento). Ulteriori riconoscimenti al ruolo di aggregatore che il polo espositivodi Rimini Fiera riveste per le tecnologie green.

Internazionalità

Sale ancora anche del profilo internazionale: +10,4% il numero dei visitatori stranieri. Ha prodotto ottimi risultati il lavoro di promozione internazionale svolto nei mesi scorsi per garantire agli espositori contatti qualificati con buyer esteri provenienti da oltre venti Paesi nei quali cresce la domanda di tecnologie ambientali. Tema, quello dell’internazionalità, che sarà la nuova grande frontiera di ulteriore sviluppo delle manifestazioni.
Oltre 250 i buyer in fiera, dove si sono svolti 3.056 (+25% sul 2011) business meeting programmati sulla piattaforma online nelle settimane precedenti.

La città sostenibile

Grande apprezzamento per la 6a edizione de La Città Sostenibile, promossa in collaborazione con il team scientifico di eAmbiente, è stata realizzata su un’area di 6000 mq per proporre la via italiana alla ‘città intelligente’. Al suo interno le soluzioni tecnologiche, disponibili oggi, proposte dai più importanti gruppi industriali per rappresentare la reale possibilità di pensare ai luoghi urbani in modo sostenibile e all’insegna dell’efficienza energetica.
La Città Sostenibile, progettata dal designer Angelo Grassi, tra i più noti paesaggisti europei, era suddivisa quattro aree, suddivise in ulteriori spazi, così da ricostruire quattro quartieri urbani, caratterizzati ciascuno da un materiale simbolo. A frequentare lo spazio, in questi giorni, decine di pubbliche amministrazioni alla ricerca di soluzioni per l’efficienza energetica e la sostenibilità ambientale.

I seminari

Sono state quattro giornate molto intense sotto il profilo dei contenuti scientifici. Agli Stati Generali della Green Economy s’è aggiunto un calendario di 150 eventi con oltre 1000 relatori il cui filo rosso è stato rappresentato dall’evidenza di prodotti, processi e servizi utili ad uscire dalla attuale crisi economica, ma anche dalla volontà di indirizzare i consumatori a porre la sostenibilità ambientale e i prodotti della Green Economy al centro delle proprie scelte. Il lavoroorganizzativo, promosso da un board scientifico composto da una quarantina di esperti in rappresentanza dei soggetti più autorevoli in campo ambientale e presieduto dal Prof. Luciano Morselli, ha visto anche decine di Call for Papers ai quali sono intervenuti oltre 100 enti di ricerca universitari, pubblici e privati.

Ecomondo protagonista sui media e sui social network, con record di visite sul sito web

Da mesi, fin dall’annuncio che ad Ecomondo si sarebbero svolti gli Stati Generali della Green Economy, sulle giornate di Rimini Fiera s’è accesa l’attenzione dei media, che ha raggiunto l’apice alla vigilia e durante le giornate.
Tutti i grandi quotidiani d’informazione, la stampa di settore e quella regionale hanno raccontato i fatti avvenuti in fiera. Numerosi i servizi pubblicati dai quotidiani e periodici nazionali (Corriere della Sera, Repubblica, QN, Sole 24 Ore, La Stampa, Sette Green, Espresso, ecc.), dai network televisivi nazionali (Tg1, Tg1 Economia, Tg2, Tg3, Sky TG24) e radiofonici (Radio 24, Radio Rai, RDS, RMC, ecc.) oltre che di produzioni come Ambiente Italia (in onda oggi) eProdotto Italia di RAI 3.

I contatti media ad oggi, con numerose uscite previste nelle prossime settimane sulla stampa specializzata e in tv, sono oltre 160 milioni
Dopo l’avvio di un progetto specifico lo scorso anno, definitiva consacrazione di Ecomondo sui social network. Facebook (sulla pagina dedicata) e soprattutto Twitter (hashtag #ecomondo) hanno raccontato la fiera grazie al contributo dei visitatori che l’hanno fatta vivere minuto per minuto. La manifestazione è stata presente anche su Linkedin e Google+.
A tutto ciò ha contribuito un ‘Social Media Green Team’, che ha aggiornato in tempo reale sugli appuntamenti in agenda.
Una edizione davvero multimediale, grazie anche al lavoro svolto quotidianamente dai service televisivi Rimini Fiera Web Tv, Green TG e da Tekneco, con uno studio televisivo ad hoc allestito allo spazio La Città Sostenibile.
L’attenzione agli strumenti online di Ecomondo è anche rilevabile dai dati di traffico sul sito www.ecomondo.com, con migliaia di contatti quotidiani e il record stabilito nella giornata di apertura con 27.000 visite.

Rimini fiera quartiere green 
Nella cornice ideale, Rimini Fiera ha inaugurato il suo terzo impianto fotovoltaico, realizzato sulle coperture dei sedici padiglioni per coniugare nel migliore dei modi tecnologia e architettura. Realizzato in partnership con Green Utility e distribuito su 100.000 mq, è composto da 33.296 pannelli fotovoltaici in silicio amorfo. E’ il più grande impianto d’Italia architettonicamente integrato con caratteristiche innovative, già riconosciuto dal GSE, ha una potenza complessiva di 4.332 kWp per produrre 5.000.000 kWh all’anno di energia elettrica, tanta quanta ne consumano mediamente, in un anno, 1.730 famiglie. L’impianto evita l’emissione di 3.640 tonnellate/anno di CO2, equivalente a 364 ettari di bosco. Ora quello di Rimini Fiera è il primo quartiere autosufficiente per quanto riguarda il fabbisogno di energia elettrica.

Dichiarazioni
“Il bilancio 2012 delle nostre fiere dedicate all’ambiente è molto positivo – commenta Lorenzo Cagnoni, presidente di Rimini Fiera – Ai numeri aggiungo il riconoscimento che ci inorgoglisce, ossia quello di veder consacrato il ruolo di manifestazioni di riferimento a livello internazionale. La presenza di ospitieccezionali, la scelta del Governo di annunciare qui a Rimini provvedimenti importantissimi, ripagano con gli interessi il grande impegno che la struttura ha profuso per organizzare un contenitore all’altezza delle attese. E’ un successo che condivido con il territorio, poiché anche i contenuti proposti dai soggetti locali sono stati del tutto allineati alle innovazioni già presenti in fiera”.
“Questa edizione – dice Simone Castelli, direttore business unit Rimini Fiera – ci ha proiettati verso un ulteriore salto di qualità. La fiera non è più solo il riferimento delle imprese che operano nel mondo delle tecnologie ambientali, ma è l’occasione di business e di crescita per tutto il sistema industriale, chiamato ad una impronta ‘green’ per programmare la sua crescita e che qui trova soluzioni adatte a questo processo virtuoso. A testimonianza di questo il successo di adesioni già formalizzate in vista del 2013”.
"Le imprese che hanno preparato gli Stati Generali e quelle presenti qui ad Ecomondo - ha detto il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini nel corso delle due giornate di permanenza a Rimini Fiera - sono imprese che fanno, che hanno risultati e che dimostrano che la green economy in Italia è la chiave per uscire dalla crisi. Vedere riunite in sala più di 1000 persone è importante. In genere le riunioni sono destinate a discutere di problemi. Io e il ministro Passera qui incontriamo le parti sociali più dinamiche dell'economia italiana ossia le imprese della green economy".
“Ciò che si vede in questa meravigliosa Fiera - ha commentato il Ministro per lo Sviluppo Economico Corrado Passera, a Rimini Fiera nella giornata di giovedì 8 novembre – è la dimostrazione che la green economy rappresenta un propulsore potente per la crescita del nostro Paese. Il Governo ha qui annunciato ulteriori iniziative, come l’atteso ‘Conto Termico’, per liberare ulteriormente le potenzialità di un settore innovativo e capace di produrre occupazione”.
“Gli oltre 150 convegni - commenta il Prof. Luciano Morselli, coordinatore scientifico di ECOMONDO 2012 – hanno  seguito lo schema collaudato, con sezioni tematiche che hanno contribuito all’aggiornamento della ricerca industriale e all’innovazione, grazie alla presentazione di casi studio e di modelli digestione ambientale, esaltando la nuova cultura ambientale che si sta affermando. Il rifiuto è ormai considerato una risorsa e s’è affermata una grande capacità di estrarre da essi materia prima. Pensiamo innanzitutto alla ricchezza contenuta nei rifiuti elettronici. Bisogna cercare di moltiplicare i modelli virtuosi, ma è un processo ormai inarrestabile”.
"La green economy italiana – ha detto il Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile Edo Ronchi -  ha trovato la sua tribuna ideale nell’appuntamento di Ecomondo e Key Energy che quest’anno ha portato a Rimini ben 1200 aziende green a dimostrazione  che il  settore gode di  buona salute ed ha  buoni potenziali di sviluppo. Numerose imprese stanno facendo infatti dell’ecoinnovazione una chiave di ripresa e anche di sviluppo sui mercati esteri. Gli Stati Generali della Green economy, poi - evento di apertura della Fiera - con  l’interesse che hanno creato e con la vastissima partecipazione di pubblico e di interlocutori istituzionali e del mondo economico e politico, ci hanno dimostrato che la green economy è un processo inarrestabile e che  è destinato a costituire il fondamentale tassello di una strategia  di rilancio economico in chiave di sviluppo sostenibile".
L’appuntamento annuale di Ecomondo è l’occasione, ormai consolidata, per presentare i risultati, verificare i progressi raggiunti dalla filiera del riciclo dei materiali di imballaggio e tracciare le linee guida per il raggiungimento degli obiettivi di medio-lungo termine – dichiara  Roberto De Santis, Presidente CONAI - Alla luce dei nuovi obiettivi di riciclo dei materiali al 2020 previsti dalla Direttiva europea e recepita nel nostro Paese, Ecomondo quest’anno è stata una occasione per discutere le strategie che nei prossimi anni vedranno impegnate le istituzioni, le imprese  ed i cittadini, e dunque il sistema Paese, proprio  nel raggiungimento di questi nuovi obiettivi”.

Il prossimo appuntamento con Ecomondo è a Rimini Fiera dal 6 al 9 novembre 2013.

(fonte ecomondo.com)

Vini in vetrina - In Puglia eventi enogastronomici per esorcizzare la crisi


La visibilità di prodotti dell’enogastronomia pugliese e in particolar modo quella del vino è in continua crescita, ma per l’Oiv (Organization International della Vigne et du Vin) l’Italia registra un calo del 3% sulla già debole produzione del 2011 (40,5 milioni di ettolitri sui 42,3 del 2011). Tendenza al ribasso anche per il consumo: ci si dovrebbe fermare nel 2012 a 243 milioni di ettolitri, in calo quindi sul 2011. 

Un calo significativo si è registrato anche in Francia, con una produzione 2012 inferiore del 19% sul 2011 (-9,3 milioni di ettolitri). Tra i Paesi Ue solo le previsioni della produzione del Portogallo e della Grecia sono in progressione. I Paesi che mostrano delle evoluzioni positive sono principalmente nell’emisfero Sud: il Cile raggiungerebbe un livello record con 10,6 milioni di ettolitri (+15,5% sul 2010), ed il Sudafrica, con una crescita del 4%, tocca i 10 milioni di ettolitri. Segno più (+7,1%) anche per gli Stati Uniti, con una produzione di vino nel 2012 in netta progressione, ma sul modesto 2011, di 20,5 milioni di ettolitri.

Quindi la Puglia nonostante il vortice della crisi mondiale non s'arresta non sta a guardare dalla finestra e per continuare a sperare in una ripresa economica s'ingegna, inventando incontri culturali e manifestazioni a tema dove si possono assaggiare i prodotti tipici pugliesi tra cui anche i vini.

La prossima data da salvare sul taccuino è domenica 11 novembre a Monopoli: in questa scommessa ha creduto il Comune di Monopoli che ha patrocinato la manifestazione Vini in vetrina con la collaborazione di ConfCommercio. Per celebrare il santo protettore del vino, san Martino, dalle 17,30 sino alle 22,00 in giro per la città 47 attività commerciali, aderenti all'iniziativa, resteranno aperte e ospiteranno un sommelier dell’Associazione italiana sommelier e una cantina, per offrire ai passanti un happy hour insolito benedetto dal santo.

10.11.2012
Giulio Stano

Presidenza del comitato scientifico di Ecomondo il prof. Luciano Morselli cede il testimone al prof. Fabio Fava dall’edizione 2013

Da sinistra il prof. Morselli e il prof. Fava - Foto Ecomondo

Cambio della guardia al vertice del comitato scientifico di Ecomondo. Dal 2013 al professor Luciano Morselli, da 16 anni al timone del programma degli appuntamenti convegnistici dell’appuntamento fieristico leader in Italia, subentra il professor Fabio Fava. L’ideale passaggio delle consegne si è tenuto a Rimini Fiera, alla presenza del presidente di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni che ha consegnato una targa ricordo al professor Morselli (che per il prossimo anno rimarrà nel board scientifico della manifestazione come past president) e presentato il nuovo presidente del comitato scientifico.

Il professor Fabio Fava è Ordinario di biotecnologie industriali e ambientali alla facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna. Originario di Senigallia, dal 2003 fa parte del comitato scientifico di Ecomondo, chiamato proprio dal professor  Morselli, per occuparsi dei contenuti relativi alla bonifica dei siti contaminati (sezione Reclaim Expo).
“Sono fortunato – commenta – salgo su un treno che corre veloce. Ecomondo è un progetto importante, che funziona molto bene anche dal punto di vista della proposta dei contenuti scientifici. Per certi versi qui è stata anticipata una intimità altrimenti non comune fra mondo accademico e industria, che oggi l’Unione Europea e il nostro Paese favoriscono con progetti specifici. È un contatto indispensabile per l’accademia e strategico per l’industria. Ringrazio per la fiducia riposta: insieme a tutti gli altri esperti lavoreremo per nuovi successi della manifestazione”.

“Sono stati 16 anni eccezionali – ricorda Morselli – e significativi. Dall’allora Ricicla all’attuale Ecomondo abbiamo compiuto un cammino straordinario di crescita. La fiera è arrivata a numeri imponenti ed il suo comitato scientifico, che raggruppa oltre 40 esperti in rappresentanza dei soggetti più autorevoli in tema di ambiente, ha contribuito alla sua crescita. L’altro dato che reputo fondamentale è la connessione che s’è creata col territorio. Da 12 anni è attivo il corso di laurea per creare professionisti nella gestione dei rifiuti e tante iniziative si sono generate con imprese ed istituzioni. Dico anche grazie al presidente Cagnoni e a tutta Rimini Fiera, che hanno sempre accolto favorevolmente anche i progetti più innovativi”.

Il professor Morselli, oltre ad un contributo scientifico, ha offerto in questi anni anche un contributo artistico, in omaggio alla sua grande passione per la pittura. Dal 2006 propone infatti una specie animale in via di estinzione che diventa poi la mascotte di Ecomondo, realizzata da Tetra Pak in materia riciclata per diventare un gadget donato ai visitatori di Ecomondo. La mascotte 2012 è il Tordo Americano.

(fonte ecomondo.com)

Key wind dal 2013 un nuovo evento si affianca a Key energy ed Ecomondo


Siglato accordo tra Anev e Rimini fiera: alla manifestazione interverranno i principali operatori del settore eolico.

Rimini fiera e Anev (associazione nazionale energia del vento) hanno siglato un accordo che dal 2013 prevede l’apertura di Key wind, sezione che si affiancherà a Key energy – Ecomondo. l’area raccoglierà i principali operatori del settore eolico e diventerà l’appuntamento fieristico di riferimento per tutto il comparto, andando a completare l’offerta espositiva delle due manifestazioni rivolte al recupero di materia, alle energie alternative e alla mobilità sostenibile che si tengono proprio in questi giorni nel quartiere fieristico riminese.

“Abbiamo scelto Rimini fiera – spiega il presidente di Anev, Simone Togni – perché riteniamo che a Key energy - Ecomondo i nostri associati possano trovare terreno fertile per il loro business. key wind sarà quindi un importante momento sia convegnistico, sia espositivo per tutto il mercato dell’eolico, al quale prenderanno parte i maggiori operatori  del settore”.

“Siamo molto contenti di questo accordo – spiega il presidente di Rimini fiera Lorenzo Cagnoni – è la prova concreta che le nostre due manifestazioni oggi rappresentano il punto di riferimento per il mondo della green economy. Key wind evidenzierà le eccellenze di una tra le filiere più interessanti delle nuove energie, differenziando ed ampliando le occasioni d’affari e di conoscenza per i visitatori delle nostre manifestazioni legate all’ambiente e alla sostenibilità”.

(fonte ecomondo.com)

venerdì 9 novembre 2012

Rifiuti: risorse da gestire - Se n'è parlato a Ecomondo


Ma va recuperata una buona informazione e sconfitta la burocrazia, macchina infernale che non consente al sistema Italia di recuperare il gap che lo separa dagli altri Grandi. In questo quadro frammentato e in continuo mutamento si insinua la spending review criticata da tutti: ricercatori, imprenditori e amministratori locali.

«L'Italia è oggetto di 27 procedure d'infrazione relative a discariche, due delle quali si sa andranno a condanna. Questa situazione è frutto di una mancata attività di programmazione preventiva e al deficit di impianti per gestire la risorsa che i rifiuti differenziati rappresentano», con queste parole la dott.ssa Rosanna Laraia dell'Ispra, relatrice alla tavola rotonda «La gestione dei rifiuti come risorsa», ha descritto la situazione di debacle in cui versa attualmente il sistema Paese.

All'edizione 2012 di Ecomondo, in svolgimento presso la fiera di Rimini fino al 10 novembre, l'attenzione al termine degli Stati generali della Green economy è stata catturata da una tematica importante anzi, strategica: la gestione sostenibile dei rifiuti, gestione che la Commissione europea ha teorizzato e racchiuso in indirizzi comunitari. La dottoressa Rosanna Laraia ha presentato un rapporto che ha fotografato lo stato dell'arte della normativa comunitaria in materia e alcuni dati, da cui si evince una situazione italiana impietosa: una speciale classifica frutto dell'incrocio di valutazioni sullo stato della prevenzione, dell'impiantistica e dell'utilizzo delle discariche che relega l'Italia nella terza fascia, ovvero l'ultima, in compagnia di Romania, Cipro, Grecia, Malta, Bulgaria. Mentre i Paesi co-fondatori della Comunità economica europea, neanche a dirlo, sono appaiati nelle prime posizioni.

L'arretratezza dell'attuale situazione italiana è la conseguenza di una gestione politica che sconta ritardi atavici; su questo punto Corrado Carruba, Commissario straordinario Arpa Lazio ha affermato che «il ministero dell'Ambiente, nato nel 1986, così com'è non serve più a niente, in quanto le esigenze e soprattutto le categorie mentali e culturali sono mutate e rispondono ad altre logiche»: fino a pochissimi anni fa, almeno in Italia, il rifiuto era considerato scarto da eliminare, oggi, ma già da qualche anno in altri Paesi, il rifiuto entrato nella filiera della differenziazione è considerato una risorsa utile, al pari delle materie prime, a entrare nel ciclo produttivo, con il vantaggio di rispondere ad un concetto quasi sconosciuto di «produttività del rifiuto» (dott. Morini - Confindustria). Così come il lavoro è soggetto alla legge della produttività, il rifiuto dovrà sempre più rispondere a logiche di «sfruttamento», ovvero di riutilizzo in diversi e numerosi modi di quella parte di prodotto non più ritenuta «buona», ma che può, a discapito del consumismo imperante, rendere ancora molto in altri contesti produttivi. «Per rendere fattibili tali potenzialità - ha affermato il dott. Morini - sono necessari degli accordi per far largo a questo mercato, che altrimenti non decollerà».

Oltre la concezione culturale c'è poi da considerare il livello strutturale in cui versa il Paese, cioè il numero sottodimensionato di impianti di gestione dei rifiuti: quasi tutte le regioni italiane presentano deficit impiantistici. Questa assenza causa l'interruzione del ciclo della raccolta differenziata, sempre ammesso che venga effettuata nella misura congrua all'utilizzo degli impianti. La raccolta differenziata è lo strumento con il quale la società contemporanea dovrebbe gestire i rifiuti, ma senza la chiusura del cerchio, cioè la immissione dei materiali negli impianti, il circolo virtuoso non partirà mai e lo sforzo economico e culturale impiegato risulterà vano. Ma alla regola c'è sempre un'eccezione, la Lombardia difatti a livello d'impianti è sovradimensionata: questa situazione paradossale frutto di una politica eccessivamente localistica dovrà essere ricondotta alla normalità attraverso lo spegnimento degli impianti sottoutilizzati. Al danno si aggiunge la beffa. Intanto il futuro della impiantistica nelle regioni carenti sarà per gli enti locali un problema di non poco conto, in quanto la capacità di investimento pubblico, sempre più bloccata dalla razionalizzazione della spesa a tutti livelli, comporterà necessariamente l'introduzione nel settore di soggetti privati.

Ma alla tavola rotonda c'è stato anche spazio per una polemica, che sicuramente produrrà strascichi: il presidente dell'Ispra De Bernardis ha criticato la scelta di escludere l'Istituto da lui rappresentato dai lavori degli Stati generali appena conclusi (dove era presente il Cnr), rilevando inoltre una discrasia tra responsabilità degli enti ricerca e produzione di monitoraggi e controlli che rispettano il principio dell'indipendenza. Occorre inoltre «recuperare il principio del recupero dalla nostra storia passata» ha affermato con passione De Bernardis restituendo al dibattito lo smalto iniziale.

Rifiuti quindi come risorse gestibili e capaci di restituire reddito in una filiera che in molti casi, a detta di qualche imprenditore, è bloccata dalla cattiva informazione, che confonde e disinforma i cittadini, e dalla burocrazia, macchina infernale che non consente al sistema Italia di recuperare il gap che lo separa dagli altri Grandi. In questo quadro frammentato e in continuo mutamento si insinua la spending review criticata da tutti: ricercatori, imprenditori e amministratori locali. Per uscire dalla crisi c'è bisogno di buoni investimenti green anzi, per dirla con molti relatori avvicendatisi in questi giorni «green deve smettere di essere un aggettivo, con il rischio che sia percepito come una moda, per diventare sostanza, cioè sviluppo sostenibile».

http://vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=14864%3Arifiuti-una-risorsa-gestibile&catid=5%3Aultime&Itemid=121&lang=it

09.11.2012
Vito Stano

Le potenzialità degli impianti eolici off shore in Italia


Sottolineata l’importanza di proseguire sulla strada di usare il vento per produrre energia. A confronto amministratori, esperti e istituzioni.

Si è svolto a Key Energy (in corso a Rimini Fiera fino a sabato) il convegno sui progetti di eolico off shore in Italia organizzato dalla Provincia di Rimini nell’ambito del progetto europeo 4Power del programma Interreg IV C.

All’incontro hanno preso parte diversi interlocutori pubblici e privati. L’ufficio Energia della Provincia ha presentato le diverse attività avviate, e soprattutto ha dichiarato l’intenzione di proseguire con la sperimentazione dell’eolico on shore oppure off shore, continuando nella campagna di misurazione del vento oggi in corso con il Lidar Zefir istallato sulla Piattaforma Azalea B dell’Eni.

Il dott. Paolo Soprano del Ministero dell’Ambiente ha spiegato come sia importante che ci siano progetti che intercettando finanziamenti europei tentano di far fare un ulteriore passo in avanti nell’utilizzo delle rinnovabili in Italia, proprio mentre il nostro Paese sta raggiungendo gli obiettivi fissati dall’Europa in termini di produzione di energia rinnovabile, almeno il 20% del totale dell’energia prodotta.

Tuttavia, è chiaro che ancora molto si deve fare in termini di semplificazione amministrativa e di migliore definizione delle modalità di incentivazione, magari agendo di più sulla leva fiscale rispetto agli incentivi oggi concessi, che gravano sulla bolletta elettrica.

Da parte loro le Regioni, Emilia Romagna e Puglia, hanno fatto il punto rispetto a quello che accade sul proprio territorio.
Per l’Emilia Romagna l’eolico è solo una parte del mix della produzione delle rinnovabili, ma sulla costa può essere un’occasione tra Rimini e Ravenna da non sottovalutare. Anche in relazione alla presenza delle piattaforme in mare dell’Eni, che possono costituire un fattore da utilizzare per assistenza logistica e servizi.

La Regione Puglia ha fatto presente di avere approvato una legge che consente l’eolico off shore, mentre esistono molti più vincoli di carattere territoriale e paesaggistico per quanto concerne impianti lungo le coste, in acque territoriali.
Un impianto proposto ha ottenuto nel 2010 il parere positivo per quanto concerne la valutazione di Impatto Ambientale, nell’area di Tricarico. Ed ora è in fase di richiesta di autorizzazione e concessione.

I rappresentanti delle imprese, Rainer Karan per la Vestas, un colosso nel settore dell’eolico, e Gian Luca Torri per Energia Wind 2020 hanno ribadito di essere interessate ad impianti sia di mini eolico, sia di eolico di maggiore potenza, ma vedono nelle difficoltà autorizzative e nelle procedure non poche difficoltà. Tuttavia, qualcosa di positivo pare stia avvenendo anche in Italia.

Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, ha sottolineato come in tutti questi ragionamenti occorra tener presente che le rinnovabili offrono anche un occasione importante per ripensare il nostro attuale modello economico, cercando di coniugare, questioni ambientali, economiche e climatiche.

Senza dubbio - questa è anche la visione della Provincia di Rimini, che ha fatto della sostenibilità un punto dal quale non si può prescindere per guardare al futuro - tale idea è stata ripresa da molti interventi emersi durante il dibattito, moderato dal giornalista di Radio 24, Maurizio Melis, ed il concetto è stato ribadito anche dal sindaco di Misano Adriatico (Rn) che vede nelle piattaforme e nelle turbine eolico un punto da cui far ripartire un’idea ancora più forte di sviluppo turistico della costa adriatica.

(fonte ecomondo.com)

giovedì 8 novembre 2012

Fratoianni presenta risultati partecipazione a terzo bando Principi Attivi



L'assessore alle Politiche giovanili, Nicola Fratoianni, ha illustrato oggi alla stampa i risultati della partecipazione al bando per la terza edizione di Principi attivi , l'iniziativa nell'ambito del programma "Bollenti Spiriti" che finanzia le idee dei giovani pugliesi con contributi a fondo perduto fino a 25mila euro. Insieme a Fratoianni, Annibale D'Elia, dello staff "Bollenti Spiriti". Complessivamente sono stati 2.384 i gruppi di giovani candidati che hanno presentato domanda per i 160 progetti finanziabili per questa edizione.

"C'è stata un po' più di partecipazione in più - ha spiegato D'Elia - a fronte di un po' meno risorse rispetto all'anno scorso". D'Elia ha poi posto l'accento sull'attività di assistenza alla presentazione delle domande: dal 25 giugno al 23 ottobre, data di chiusura del bando, sono arrivate e sono state evase oltre 1.000 e-mail per informazioni ed è stato dato seguito ad oltre 3.200 messaggi sul forum on line pubblico, "con risposte date anche di notte, di sabato o di domenica, grazie anche alla piattaforma informatica messa a punto con Innovapuglia". In questo momento gli uffici sono alle prese con la verifica dell'accoglibilità delle domande: stanno insomma verificando che le "carte siano a posto".

Presto sarà nominata invece la commissione di 12 esperti che valuteranno nel merito le domande accoglibili: "in tre mesi, entro il 15 febbraio - ha spiegato D'Elia - il lavoro di valutazione sarà ultimato ed uscirà la graduatoria. Il bando è stato così aperto 4 mesi e in 3 mesi finirà il lavoro di valutazione".

L'assessore Fratoianni ha rimarcato il "particolare meccanismo di promozione e comunicazione del progetto, unico perché a costo quasi zero: in 17 settimane sono stati organizzati 67 incontri in tutta la Puglia, tenuti da me o dallo staff e costruiti dal basso, dopo le richieste venute dal territorio, da comuni, associazioni, anche partiti. Questi 67 incontri hanno permesso di incontrare migliaia di giovani. I risultati si sono visti: l'87% dei comuni pugliesi hanno visto presentare almeno una candidatura di giovani, con l'eccezionalità del Brindisino e della Bat dove in tutti i comuni c'è almeno un gruppo candidato o nel leccese dove c'è nel 92% dei comuni: dati straordinari che testimoniano come Principi Attivi sia uno strumento percepito come utile dalle comunità locali". 

Fratoianni ha anche affermato che "nel 2008, quando presentammo per la prima volta Principi Attivi, eravamo gli unici nel panorama nazionale a finanziare le idee dei giovani. Oggi, nel 2012, non si sente che parlare di altro che di finanziamento alle idee giovanili da parte di istituzioni, banche, università pubbliche e private di tutta Italia: è un successo dell'amministrazione pugliese che è all'avanguardia e che è riuscita a fare senso comune con un'idea che poteva sembrare eccentrica".

Principi Attivi è infine l'unica esperienza, insieme ad una torinese, che parteciperà a Cipro all'incontro europeo delle Piccole e medie imprese.

(fonte sistema.puglia.it)

Green economy... avanti piano - Si concludono gli Stati generali


La riduzione degli incentivi è finalizzata alla redistribuzione delle risorse, in pratica a incentivare altre fonti di energia rinnovabile, poi la semplificazione burocratica e tanto... ottimismo "basato sui pilastri della società italiana: famiglia e impresa".


Da sinistra Corrado Clini, ministro dell'Ambiente, e Corrado Passera,
ministro dello Sviluppo economico - Foto Archivio Vito Stano
Ottimismo cauto, ma pur sempre ottimismo ha espresso il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera in conclusione della seconda giornata della prima edizione degli Stati generali della Green economy a Rimini nell'ambito di Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente. Riduzione degli incentivi al fotovoltaico entro la media europea (in realtà restano comunque poco più generosi della media Ue) e semplificazione burocratica sono stati al centro dell'attenzione governativa.

La riduzione degli incentivi è finalizzata alla redistribuzione delle risorse, in pratica a incentivare altre fonti di energia rinnovabile (biogas e biomasse in particolare) i cui impianti sono frutto della ricerca e della produzione italiana. La semplificazione burocratica invece è finalizzata a snellire le procedure di autorizzazione, nelle quali, come fosse la tela di un ragno, incappano molte imprese italiane e straniere. A questi temi fondamentali spiegati dal ministro Passera va aggiunta una buona dose di ottimismo "basato sui pilastri della società italiana: famiglia e impresa".

La seconda sessione degli Stati generali ha puntato l'attenzione sulle connessioni che la green economy può sviluppare, ovvero la crescita di investimenti nel settore che ha portato all'aumento degli occupati: si parla del 40% in più di occupati nel 2011. E come già nella prima giornata è stato detto, "oltre alla creazione di nuova occupazione occorre convertire il lavoro già esistente in green". Un filo conduttore che ha unito, oltre le consuete divisioni, le sigle sindacali, le associazioni di categoria e le rappresentanze degli imprenditori è stata la richiesta di stabilità normativa, la certezza cioè di sapere che le regole non cambieranno in corso d'opera. Quindi lavori green per trainare il Paese fuori dalla crisi; a questo proposito la Cgil ha annunciato che sta realizzando un "Piano del lavoro, che può diventare uno strumento di rilancio politico e sociale che possa guardare a uno sviluppo sostenibile".

Le possibilità per le famiglie e per le imprese che saranno introdotte dal Conto termico invece sono state illustrate in conferenza stampa a metà mattinata alla presenza dei ministri dell'Ambiente Corrado Clini e dello Sviluppo economico Corrado Passera. Solare termico e impianti a biomasse sono esempi di quelle tecnologie che il governo Monti intende "spingere", con la previsione di incentivare, attraverso un contributo statale del 40% a fondo perduto, le famiglie e le imprese a cambiare tecnologie per il riscaldamento con cifre che si aggirano "sui 900 milioni l'anno". L'ordine al quale è stata riportata la situazione caotica degli incentivi al fotovoltaico è stato dunque funzionale alla redistribuzione delle risorse, ma anche e soprattutto finalizzato ad incentivare quelle fette di mercato green con marchio italiano. La Strategia energetica nazionale poi ha permesso di armonizzare i comparti gas ed elettrico, con la prospettiva di promuovere l'Italia come "hub dell'intero Mediterraneo". Inoltre il ministro Passera ha insistito sull'importanza degli incentivi, "che - ha affermato - contribuiscono a far emergere sacche di lavoro nero". Un altro tassello sul quale i due "ministri della sostenibilità" hanno insistito è l'efficienza energetica, che sarà valutata e certificata con i "certificati bianchi".

Dunque le richieste avanzate dalle associazioni di categoria del comparto agricolo e delle imprese grandi e piccole, seppur nelle specificità del caso, possono essere accomunate sotto l'ombrello ideale della certezza normativa (concetto ribadito da tutti i relatori) e della necessità di continuare a stanziare incentivi che sono, in questo periodo di crisi, indubbiamente uno stimolo importante alla crescita del settore green. Inoltre dalle rappresentanze del mondo del lavoro è giunta la critica per le politiche governative, sempre troppo emergenziali. Ciò che serve al settore per diventare il propulsore dell'economia "sia old sia green" è un mutamento politico nella visione del futuro, è necessario che la politica risponda alle domande di oggi con visioni prospettiche nuove e di lungo respiro, come già da tempo in altri grandi Paesi non solo europei si fa. Gli Stati generali della Green economy hanno rappresentato un unicum nella breve storia del settore e della sua gestione; dopo questa prima edizione in cui imprese, esperti e istituzioni hanno dialogato e assieme hanno individuato gli otto pilastri l'universo economico italiano dovrà colorarsi sempre più di verde. Per realizzare questi progetti "dobbiamo affrettarci - ha affermato Tommaso Campanile di Rete Impresa Italia - a convertire le nostre categorie mentali".
Come sempre non basta investire denaro pubblico o privato, risulta davvero fondamentale spiegare la bontà del progetto e la sostenibilità della stessa, sia economica sia ambientale.


08.11.2012
Vito Stano

Clini inaugura gli Stati generali dell'Ambiente - Video

di Vito Stano

mercoledì 7 novembre 2012

I numeri della prima edizione degli Stati generali dell'Ambiente


I numeri di Ecomondo, Key Energy e Cooperambiente 2012 non possono passare sotto silenzio: sedici padiglioni, mille e duecento imprese, il 20% dei visitatori transitati attraverso la stazione interna alla Fiera di Rimini e poi i pannelli fotovoltaici che ricoprono interamente tre padiglioni e rendono la struttura fieristica autosufficiente dal punto di vista energetico.

Taglio del nastro - Foto Archivio Vito Stano
Ma a dare i numeri più entusiasmanti ci hanno pensato i relatori intervenuti durante la prima sessione degli Stati generali: i temi di cui si è dibattuto sono stati numerosi e diversi, dalla necessità del sistema Italia di importare energia dall’estero, che in vent’anni dal 1990 al 2011 è aumentata di circa il 20% pesando non poco sul conto delle imprese, agli investimenti in impianti di produzione di energia rinnovabile, passati da 39 a 257 miliardi di dollari in sette anni dal 2004 al 2011. In questa speciale classifica l’Italia si piazza al quarto posto per crescita di investimenti in rinnovabili con un più 43% dietro a Cina, Stati Uniti e Germania. Quello che è una felice conferma è che tutto ciò che è “verde” da risultati lusinghieri dal punto della crescita, difatti anche dal punto di vista occupazionale il settore ha registrato un incremento che ha regalato all’Italia un piazzamento europeo di tutto rispetto, un quinto posto che fa pensare a una conversione del lavoro per farlo diventare più verde. È stato toccato anche il ruolo dell’informazione: fondamentale è la diffusione di queste idee, che contribuirebbe a rendere di pubblico dominio ciò che ancora sembra essere un sapere di nicchia.

Ma i numeri dell’edizione 2012 devono essere necessariamente sommati a quelli dei primi Stati generali della Green economy, organizzati dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e con l’Enea. Dal mese di aprile, alla vigilia della Conferenza di Rio +20, si è messo in moto un meccanismo che ha portato per la prima volta imprese, associazioni e enti governativi a confrontarsi sui temi della green economy, non più trattati a comparti stagni, ma in modo complessivo. Le settanta proposte che dal confronto sono emerse sono state pubblicate in un rapporto dal titolo “Per uscire dalla crisi”, che costituisce il compendio di un lavoro in costante sviluppo, che sarà aggiornato al termine dell’edizione in corso. Nel rapporto sono raccontate le strategie del futuro e tra queste le otto che daranno la spinta per lo sviluppo della green economy in Italia: Ecoinnovazione, Servizi ambientali, Mobilità sostenibile, Materiali e riciclo, Efficienza energetica, Filiere agricole di qualità ecologica, Energie rinnovabili e Finanza e fisco. Queste strategie saranno approntate per eliminare gli ostacoli allo sviluppo green, che sono soprattutto rappresentati dall’inerzia dei settori strategici, dalla mancanza di una visione adeguata, da un fisco sfavorevole, da una normativa spesso carente; questi ostacoli andranno, nell’ottica dei lavori di Rimini, affrontati soprattutto con un’accresciuta competenza professionale, una corretta e puntuale informazione e un quadro normativo stabile e coerente.

Insomma si può dire finalmente che parlare di green economy non significa più discutere nel privato di una stanza, ma dibattere in maniera partecipata alla luce del sole per affrontare le sfide del futuro del Pianeta con i piedi per terra e lo sguardo al cielo. 


http://www.vglobale.it/index.phpoption=com_content&view=article&catid=1008%3Aweb&id=14851%3Ai-numeri-di-ecomondo&lang=it

07.11.2012
Vito Stano