mercoledì 11 gennaio 2012

Puglia: bollette acqua, aumento illegittimo

COMUNICATO STAMPA
Con preghiera di pubblicazione

 PUGLIA: BOLLETTE ACQUA, AUMENTO ILLEGITTIMO

Anche quest’anno le bollette dell’acqua potabile in Puglia aumenteranno nonostante la volontà popolare abbia abrogato con il referendum del 12 e 13 giugno 2011 la “Remunerazione del Capitale” in tariffa che avrebbe dovuto comportare un immediato abbassamento delle tariffe.  Tuttavia, i cittadini pugliesi hanno continuato a pagare in maniera invariata – e ingiusta - per tutto il 2011 e rischiano di dover fare lo stesso anche per il 2012!

Secondo i dati forniti dal Piano d’Ambito 2010-2018 e la successiva delibera dell’esecutivo dell’Ato (7/02/2011) di rimodulazione della tariffa 2011 in base ai consumi di acqua prevista, la remunerazione del capitale dovrebbe costare alle tasche dei pugliesi circa 24 milioni di euro.
Con il nuovo anno non solo la remunerazione del capitale risulta ancora in tariffa ma è anche aumentata e, sempre sulla base dei dati, sembra essere l’unica voce in tariffa destinata ad aumentare vertiginosamente arrivando, nel 2018, ad oltre il 225% rispetto al 2010, che tradotto in cifre è pari a una somma di oltre 56 milioni di euro, una cifra maggiore rispetto agli investimenti previsti per lo stesso anno!
Tale condizione, peraltro, è determinata da un’inspiegabile corsa all’indebitamento che raddoppierà nel corso di soli quattro anni a oltre 400 milioni di euro nel 2014!

La “Remunerazione del Capitale” deve esser scorporata dalla tariffa in quanto la volontà popolare ne ha sancito l’abrogazione ed è quindi illegittimo pretenderla, a maggior ragione in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando in questo momento storico.

Per questo a breve partirà anche in Puglia la campagna di “obbedienza civile” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua affinché l’esito referendario sia rispettato e le tariffe ridotte! Per saperne di più PARTECIPA e INVITA A PARTECIPARE al
Convegno del 20 gennaio 2012Referendum. A(C)QUAle punto siamo?”, dove interverranno:
Riccardo Petrella, Presidente IERPE (Institut Européen de Recherche pour la Politique de l’Eau)
Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto Pubblico, Università Federico II Napoli
Rosario Lembo, Presidente Contratto Mondiale sull’Acqua-Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
Consiglia Salvio, Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'acqua
p. Alex Zanotelli, Missionario Comboniano.

Il convegno del 20 gennaio è un appuntamento molto importante anche per fare chiarezza e per capire COSA FARE per ripubblicizzare per davvero l’acquedotto pugliese.

COMITATO PUGLIESE “ACQUA BENE COMUNE”                                          FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L’ACQUA
FB. L’acqua non si vende

Kami, la missione dell'energia

Martedì 10 Gennaio 2012
Mostra a Milano
Kami, la missione dell'energia
24 scatti del giovane fotografo Daniele Tamagni (tra i finalisti del World Press Photo 2011), racconta la piccola realtà di Kami, villaggio arrampicato a quattromila metri di altitudine sulle Ande boliviane

http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13885%3Akami-la-missione-dellenergia&catid=963%3Aarteambiente&Itemid=78&lang=it

Sommersi dal debito


Domenica 08 Gennaio 2012
Sommersi dal debito
Alessandro Volpi, Edizioni AltraEconomia
Pagine 120 - Costo € 13,00


Vito Stano



l'articolo completo è fruibile a questo link:
http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13877%3Asommersi-dal-debito&catid=46%3Aecolibri&Itemid=60&lang=it

Acqua - Ma i referendum a che servono?

Una questione di democrazia
Acqua - Ma i referendum a che servono?
Il «Coordinamento nazionale per la gestione dell'acqua pubblica» continua con forza il percorso per la ripubblicizzazione dei servizi idrici e per la difesa e il rispetto della democrazia, organizzando un convegno regionale che si terrà il 20 gennaio prossimo a Bari

11/01/2012 - Vito Stano


l'articolo integrale è fruibile a questo link: 
http://www.vglobale.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13882%3Aacqua-ma-i-referendum-a-che-servono&catid=5%3Aultime&Itemid=121&lang=it

Questione rifiuti: Santorsola e Arganese spiegano i loro no in consiglio comunale


La gestione dei rifiuti solidi urbani e il nuovo piano di gestione che si deve appaltare è stato il punto cruciale dell'ultimo consiglio comunale del 2011. La seduta ha registrato forti nervosismi, specie tra i banchi delle minoranze, soprattutto sul caso del debito fuori bilancio a cui l'assessore al Bilancio Franco Antelmi ha fatto nuovamente ricorso.

A margine del consiglio abbiamo raccolto le dichiarazioni dei due capigruppo di minoranza: Teodoro Santorsola per NuovaIdeaDomani e Quirico Arganese per ViviCassano.

In allegato la prima parte dell'intervista fatta al capogruppo Teodoro Santorsola. 
Ne seguiranno in successivi post le altre due parti e l'intervista completa al capogruppo Quirico Arganese.

http://www.facebook.com/l.phpu=http%3A%2F%2Fwww.ilresto.tv%2Fvideo%2FVQJB93K8%23.TwzSSIqlwzM.facebook&h=XAQHR4g6VAQFqNTf2l_XrfXLg5oz4v4Oe9uj1oVEzgdEVBg

A questo indirizzo è inoltre possibile visionare il servizio sul consiglio comunale pubblicato sulla web tv de "iL RESTO",  www.ilresto.tv

11/01/2012 
Vito Stano 

venerdì 30 dicembre 2011

Acqua pubblica, ma con il trucco

Alla vicenda pugliese si aggiunge quella siciliana. Ieri sul "Manifesto" il giornalista Andrea Palladino ha raccontato quello che si sta verificando nella regione Sicilia. Ancora una volta qualcuno prova a cambiare tutto per non cambiare nulla, a ripubblicizzare lasciando in piedi le Spa.



Dal Manifesto di ieri,  29 dicembre 2011
BENI COMUNI / Tre le proposte per le risorse idriche in Sicilia. Ma c'è chi prova a mantenere le società per azioni


Acqua pubblica, ma con il trucco
Una proposta con refuso, un progetto del Pd ambiguo. Il groviglio nell'isola dei Gattopardi

di Andrea Palladino
C'è una terra che per prima in Italia ha visto nascere le guerre dell'acqua. Aranceti e fontanieri sono le due icone della Sicilia che affonda le radici dei conflitti attuali in un ottocento non così lontano. Acqua come simbolo del territorio, segno di un potere retto dai Gattopardi e dai Pupari, rappresentanti di quella borghesia che ha reso possibile almeno due secoli di reggenza mafiosa dell'economia dell'isola.
E così il movimento per restituire ai cittadini la gestione delle risorse idriche - sottraendola nel contempo ai giochi dei principi e dei bravi - in terra di Sicilia ha la valenza di una rivoluzione copernicana. Un sommovimento in grado di rompere le gerarchie mafiose - nel senso più ampio e storico della parola - andando a colpire quei nodi dove il potere vero si annida e si riproduce. Ma la terra di Sciascia è dove è nata l'espressione «cambiare tutto per non cambiare nulla». La storia dell'acqua pubblica va raccontata nei dettagli, nido dove normalmente si nasconde il diavolo.
Conviene partire da un'immagine, la fotografia di un palco allestito a Siracusa il 19 novembre scorso. Sindaci, esponenti della sinistra siciliana, qualche rappresentante dei movimenti per l'acqua pubblica, cittadini arrivati da tanti comuni della provincia. La punta avanzata di un movimento emerso nel 2009, che si pone l'obiettivo di togliere la gestione dell'acqua dalle mani dei privati (soprattutto la francese Veolia, che ha in mano la maggioranza delle quote del gestore regionale Sicilacqua). Dopo i primi interventi prende la parola il sindaco di un paesino poco conosciuto, Bivona, che però si è guadagnato sul campo il ruolo di apripista, di simbolo di un movimento nato dalle democrazie locali. Si chiama Giovanni Panepinto, è del Partito democratico. Non perde occasione per parlare delle sue  battaglie per la difesa dell'acqua in Sicilia e sul suo sito mostra una barra di status, sotto il titolo «stiamo lottando per l'acqua pubblica». Attività arrivata al 75%. Quasi alla meta.
Le Spa del Pd
La proposta di Giovanni Panepinto è il disegno di legge preso come base nella commissione ambiente nell'Assemblea siciliana, come si legge sui resoconti stenografici. E' dunque il testo di partenza, l'articolato di riferimento. Nel dossier ripubblicizzazione dell'acqua in discussione in Sicilia ci sono poi altre due proposte, una presentata da 130 comuni - che hanno votato prima localmente il testo - ed una terza presentata dal Forum siciliano dei movimenti acqua pubblica. Un groviglio di articoli, commi, norme, richiami, dove è facile perdere la bussola e dove è più facile che mai cadere nel «cambiare tutto per non cambiare nulla».
Il disegno di legge del sindaco del Pd Panepinto - che ricopre anche la carica di consigliere regionale - è facilmente consultabile sul suo sito. C'è un punto che la contraddistingue, rendendola differente dalle altre due: non vengono eliminate le società per azioni. Dunque i gestori "pubblici" dell'acqua - secondo quanto riportato con chiarezza all'articolo 8 - potranno continuare ad utilizzare forme societarie private, andando contro la proposta che il movimento per l'acqua da sempre promuove: nessuna Spa, solo enti di diritto pubblico. Dietro i consigli di amministrazione si celano quelle zone grigie di contatto tra le grandi società multiutility e le segreterie di partito, che mai vorrebbero lasciare l'affare del secolo ai cittadini. Una spa ha poi il vantaggio di poter essere rapidamente e facilmente ceduta ai privati, con una semplice transazione sulle azioni. E' questo uno dei nodi centrali dello scontro in atto tra i movimenti per l'acqua pubblica e parte della sinistra, soprattutto dopo i due referendum. Una differenza che si ripropone tout-court in Sicilia.
Una manina maliziosa aveva in realtà inserito questa stessa norma anche nella proposta votata dai sindaci. «Un mero refuso», si disse nel 2010, quando il mantenimento della forma delle società per azioni all'interno del disegno di legge sulla ripubblicizzazione dell'acqua era stato pubblicamente denunciato dal movimento siciliano. Intanto, però, molti consigli comunali avevano votato il progetto sbagliato. Confusione che si infilava in un contesto opaco.
L'ombra sul sindaco
E' un primo cittadino ingombrante Giovanni Panepinto. Lo scorso febbraio i giornali siciliani pubblicarono un'informativa dei carabinieri di Cammarata del 23 ottobre 2007. «Panepinto Giovanni ha ed ha avuto legami con esponenti di cosa nostra - scrivevano gli investigatori - ai vertici della consorteria mafiosa operante nella bassa Quisquina (zona della provincia di Agrigento, che comprende Bivona e Santo Stefano, ndr). E' coniugato con Giovanna Raffa, figlia di Raffa Pietro, elemento di spicco della famiglia mafiosa di Alessandria della Rocca. Quest'ultimo era legato a personaggi di spicco di cosa nostra agrigentina », riporta sul suo blog il giornalista siciliano Benny Calasanzio Borsellino. Legami che il sindaco di Bivona, autore della legge sulla "ripubblicizzazione" dell'acqua ha smentito, dopo la pubblicazione del testo dell'informativa. Da allora tutto tace, nessuna conferma su eventuali indagini è arrivata dalla Dda, mentre Panepinto lega la pubblicazione della notizia sui suoi presunti collegamenti con Cosa Nostra ad un attacco alla sua «politica sull'acqua pubblica». Una versione che il palco organizzato il 19 novembre scorso da una parte del movimento siciliano - più legato alla sinistra tradizionale - ha sostanzialmente accolto.
Acqua pubblica, senza Spa
Il Forum siciliano dei movimenti per l'acqua pubblica sa che la battaglia per restituire ai cittadini l'acqua oggi gestita dai privati è lunga e difficile. Buona parte di quei sindaci che due anni fa animarono il movimento siciliano solo un mese fa hanno votato per l'affidamento delle gestioni a società per azioni in house. A capitale pubblico, ma soggetti di fatto privati, senza nessuno spazio per la partecipazione dei cittadini. Una strada contraria e opposta a quella segnata dai referendum del 12 e 13 giugno, basata sostanzialmente su una mediazione che tende a non cambiare nulla. Come ben sanno i Gattopardi. «Appare allora chiaro come sia proprio lo strumento societario a creare maggiori problemi», hanno spiegato i militanti per l'acqua pubblica in un'audizione, chiedendo all'assemblea regionale di eliminare quella norma che salva le Spa. Dettagli, particolari. Armi che bene conoscono i Gattopardi in terra di Sicilia.

Innovazione nel mercato delle pizze: base pizza lancia "u-tub""

Comunicato stampa


Innovazione nel mercato delLE PIZZE:
BASE PIZZA Srl Di Gravina
lancia ‘U-TUB’, La pizza a … ‘passeggio’

Gravina in Puglia, dicembre 2011. Arriva ‘U-Tub’, un modo nuovo e semplice di gustare la pizza. In formato piccolo (Ø 18 cm per 90 gr), ideale per uno spuntino o per un pranzo veloce, e pratico per l’asporto o il consumo per strada, ‘U-Tub’ e’ stato concepito da Base Pizza Srl, società di Gravina in Puglia specializzata nella produzione artigianale di prodotti da forno di alta qualità, tra cui pizze, focacce, pucce e panfocacce confezionate in ATM.

L’idea, concepita da Angelo Lazazzera, è semplice e consiste nell’arrotolare la pizzetta dopo la cottura e servirla in un apposito contenitore di carta per il consumo. L’innovativo prodotto risulterà adatto non solo come alternativa a pranzo o cena, ma anche come merenda (salata o dolce se farcito con nutella), aperitivo (se servito a rondelle come finger food) o come opzione ai tradizionale menù da pub che accompagnano la birra.

‘U-Tub’ e’ pratico nella preparazione (due minuti ed è pronto), genuino nell’impasto (100% farina di semola di grano duro rimacinata), gustoso (si può farcire con gli ingredienti più sfiziosi), fresco (viene preparato al momento davanti agli occhi del consumatore) e facile nel consumo (in piedi nel bar, per strada o anche a casa).
L’innovativo prodotto della famiglia dei panificati sarà commercializzato su tutto il  territorio nazionale, in appositi point ‘U-Tub’, allestiti direttamente da Base Pizza Srl. Alternativamente è stato implementato un corner molto compatto (2x2 mt) che non necessita di canna fumaria e può essere affittato o acquistato da Base Pizza Srl.
Per maggiori informazioni: www.basepizzasrl.it e www.u-tub.it

Base Pizza Srl, con sede produttiva a Gravina in Puglia (BA) e sede operativa a Brugherio (MB) e’ nata nel 2005 dalla fusione delle esperienze ultratrentennali nel settore della ristorazione e panificazione di Angelo Lazazzera e dei fratelli Vito e Gianni Aliano. Specializzata nella produzione di basi per pizza, pucce e focacce, l'azienda pugliese conserva sempre la propria vocazione artigianale (molte attività, come la stesa, vengono svolte manualmente. Obiettivo di Base Pizza e’ produrre panificati di alta qualità nel rispetto dell’ambiente, utilizzando materie prime a KM 0, come la semola di grano duro rimacinato e l’olio extra vergine di olive.

Ufficio stampa
Giusy Loglisci
Cell: 334.2588877

martedì 27 dicembre 2011

La spiaggetta che non c'è!


L'autunno porta con sé le piogge che introducono il piu' freddo inverno. Ma le piogge e il vento laddove incontrano acqua (del mare) e sabbia hanno il potenziale per trasformare il paesaggio. Nei video allegati (girati il 2 ottobre) vi proponiamo il caso di una spiaggetta a sud di Monopoli, conosciuta come uno dei "tre buchi", che ha subito un'estesa e profonda erosione a fine estate, poi parzialmente rientrata. 
La situazione è degenerata a causa delle forti precipitazioni abbattutesi sulla cittadina costiera durante gli ultimi giorni di settembre. Ad oggi nella caletta la sabbia è stata riportata dalle mareggiate, ma gli abitué della bella stagione se la vedessero oggi stenterebbero a riconoscere il "buco preferito".

E' doveroso segnalare che questa caletta, situata al centro di una scogliera alle cui piu' prossime estremità ci sono le altre due calette che insieme sono conosciute come "i tre buchi", non viene evidentemente monitorata dall'amministrazione della città di Monopoli, che dunque non provvede alla pulizia dei rifiuti né alla sistemazione di una scaletta per scendere in sicurezza in riva al mare. Ad oggi chi vuol approdare al "buco centrale" deve inerpicarsi abilmente tra sassi e flora selvatica, facendo leva sulle migliori doti di avventuriero albergate nel profondo.

Sarebbe utile che il Sindaco della città di Monopoli, che accoglie migliaia di turisti all'anno, ordini una ricognizione della costa e ove necessario prenda decisioni importanti, per evitare che gente di ogni dove porti a casa brutti ricordi di spiaggette insozzate dai rifiuti e mangiate dalla furia della Natura.

27/12/2011
Vito Stano

Riprendono gli incontri al Museo della Fotografia a Bari

Il primo incontro del 2012 sarà martedì 10 gennaio 


sempre nell'aula multimediale del 


Politecnico di Bari in via Amendola, 126 (primo piano 


interrato). 


Si riprenderà con Carlo Garzia. 


27/12/2011

Passeggiata in carrozzeria


"Non ce l'aspettavamo". Così hanno sentenziato gli escursionisti che durante la splendida mattinata di sabato 24 dicembre percorrevano i sentieri inesplorati sulle Murge cassanesi.

Lo sconcerto in effetti è stato grande, come ci hanno in seguito riferito, quando dinanzi agli occhi di costoro si è parata una carcassa d'auto nel bel mezzo della boscaglia in contrada Mazz'Cavadd. Il pensiero certamente è presto andato nell'unica direzione plausibile: furto e abbandono dei resti inutili. Invece la sorpresa è stata ancor piu' grande allorquando una seconda carcassa si è parata davanti agli sguardi sconcertati dei turisti, che invano cercavano spiegazioni. "Quando tutto ormai sembrava essere ritornato alla normalità una terza carcassa ha fatto capolino da dietro un cespuglio - ha dichiarato incredulo uno di loro - e a quel punto abbiamo perso le flebili speranze che ci erano rimaste".

I turisti hanno, soltanto a questo punto, hanno allertato le forze di polizia e la stampa, che all'arrivo sul posto non hanno avuto reazioni scomposte, poiché da subito hanno riconosciuto il marchio di fabbrica dell'artista che impazza sulle alture murgiane. Dunque fatti i primi rilievi è stato accertato senza alcun dubbio che non si trattava, come sembrava, di auto rubate ma di installazioni artistiche. Per l'ennesima volta il misterioso artista sconosciuto e volatile ha lasciato il suo messaggio. Come al solito non una traccia per ricondurre al responsabile di quello che a prima vista sarebbe l'ennesimo sfregio alla Natura e invece può essere qualificato come un grido di dolore lanciato da una mente lucida e creativa.

Questo racconto è in parte frutto della fantasia. Qualsiasi riferimento a nomi o cose è puramente casuale. Non c'è dubbio che lo spunto che ha ispirato l'idea è evidentemente reale.

27/12/2011
di Giacomo Lalucertola