lunedì 21 febbraio 2011

Censimento dei cinghiali nel Parco

Il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, in collaborazione con il Coordinamento territoriale per l'Ambiente del Corpo Forestale dello Stato, darà il via sabato 19 febbraio ad una campagna di censimento del cinghiale tramite conte in battuta in tutto il territorio dell'area protetta.

Le attività di censimento e conteggio, organizzate e coordinate dal personale scientifico afferente al Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Bari e dal personale tecnico dell’Ente Parco, saranno svolte come da calendario nelle seguenti sessioni: prima sessione: 19-20/02; seconda sessione: 05-06/03; terza sessione: 19-20/03; quarta sessione: 02-03/04.

La campagna vedrà impegnati gli operatori del Corpo Forestale dello Stato, gli operatori delle squadre di lavoro degli Ambiti Territoriali di Caccia (ATC) e delle associazioni presenti sul territorio e volontari.

di Vito STANO

(fonte parcoaltamurgia.it)

mercoledì 2 febbraio 2011

Idrogeno da fonti rinnovabili: accordo Politecnico di Bari e “Università H2u”


Il futuro passa dalla Puglia. Martedì 1 febbraio 2011 è stato firmato il protocollo d'intesa tra il Politecnico di Bari e l’Università dell’Idrogeno "H2u". Il progetto prevede l’uso di motori a combustione interna, alimentati da idrometano. Il fisico pugliese Conenna di H2u: “Obiettivo è incrementare il progetto di sviluppo”


Martedì 1 febbraio 2011 la fondazione «H2u-hydrogen university» di Monopoli e il politecnico di Bari hanno siglato un protocollo di intesa della durata di tre anni per incrementare la ricerca sull’idrogeno. All’incontro hanno partecipato, il rettore del Politecnico, Nicola Costantino, il presidente della fondazione H2u, Nicola Conenna, e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Il protocollo di intesa prevede l’avvio di una sperimentazione (già in fase avanzata di progettazione) relativa all’uso di motori a combustione interna, alimentati con una miscela di metano ed idrogeno (il cosiddetto idrometano). Questa miscela consentirebbe di alimentare le auto a metano prodotte negli ultimi due anni e già in circolazione, cioè circa cinquecentomila veicoli.

L’idrogeno viene prodotto per scissione della molecola dell’acqua mediante energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili. L’obiettivo è quello di usare l’idrogeno come vettore energetico per recuperare l’energia che viene prodotta ma non utilizzata. L'idrometano oltre ad alimentare le auto è un ottimo combustibile per le caldaie.

Le prove sperimentali coinvolgeranno alcune aziende pugliesi interessate ad investire su queste tematiche e presso le quali si svolgeranno le prove sui motori alimentati ad idrometano. L’impegno coinvolgerà anche gli studenti del Politecnico a cominciare con lo svolgimento di tesi di laurea. Il tema è di particolare attualità. Nei prossimi giorni, infatti, è prevista l’entrata in vigore del Regolamento Europeo sull’immatricolazione di veicoli alimentati ad idrogeno e miscele metano-idrogeno.

Per il rettore Costantino «questa regione, dove c’è grande produzione di energie rinnovabili, è un ottimo banco di prova per l’idrogeno. Sono sicuro che abbiamo prospettive enormi di impatto sulla nostra economia». Conenna ha ricordato che «l’obiettivo è quello, con l’aiuto del presidente Vendola, di coinvolgere tutte le università del Mediterraneo in questo progetto di sviluppo dell’idrogeno». Fino adesso oltre al Politecnico, hanno sottoscritto l’accordo con la fondazione di Monopoli, la Regione Puglia, l’Università degli Studi di Bari, il CIASU (Centro Internazionale Alti Studi Universitari), la Scuola Edile e l’Università del Salento.

Per Nichi Vendola: «L’Italia è un Paese che perde il 15% dell’energia che produce, e allora l’idrogeno ci consente di fare un ragionamento su questo enorme potenziale non utilizzato. Io penso che il futuro è l’idrogeno, e chi prima riesce a percepire questa sfida, chi prima mette piede nel futuro, potrà apprezzare le convenienze»

(fonte www.ecodallecittà.it)
di Giuseppe Miccoli
01/02/2011

martedì 25 gennaio 2011

Sostenibilità - La Puglia ha voltato pagina

Incontro all'Università di Bari

Dall'incrementare l'utilizzo dell'acqua potabile alla bonifica di zone inquinate. Dalla promozione di un parco cittadino alle buone pratiche in agricoltura. Focus sulla qualità dei cibi e la vocazione turistica del territorio.

Sostenibilità è il termine maggiormente speso in occasione di un incontro tenutosi ieri presso l'Aula Magna «E. Orabona» del Politecnico di Bari. L'incontro organizzato da «Sentire Sostenibile», in collaborazione con TecFor, Anca, Hy-Change Lab, Ato Bari5, Confartigianato Bari, fa parte di un progetto finanziato dalla Provincia di Bari e dal Fondo sociale europeo. Il referente del progetto prof. Michele Dassisti del Politecnico di Bari ha coordinato i lavori.

I temi trattati durante l'intera mattinata sono stati numerosi ma tutti incastrati tra di loro: dalla sostenibilità al turismo, dalla degradazione del suolo alla cultura dell'ambiente, dai cambiamenti climatici ai problemi legati all'acqua.

La crescita e l'arricchimento della cultura ambientale e i mutamenti del linguaggio sono stati i temi di cui hanno parlato l'assessore regionale alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, la consigliera al Comune di Bari Maria Maugeri e il presidente dell'Istituto Agronomico Mediterraneo Cosimo Lacirignola. Temi, questi, che hanno fatto la differenza, il cui sviluppo concreto ha contribuito a scardinare le cattive pratiche e a radicarne di nuove. Ultimo caso concreto di «buona prassi», raccontato dalla Maugeri, è stata la donazione del Comune di Bari agli studenti di alcune scuole elementari di Bari di bottiglie di vetro per invogliare i ragazzi, e soprattutto i genitori, a consumare l'acqua dal rubinetto, riducendo così il consumo di plastica da smaltire e, contestualmente, far passare il messaggio che l'acqua pubblica è buona da bere.

Ma la narrazione non si esaurisce alle pratiche legate all'acqua, il suolo dell'ex Fibronit restituito alla città di Bari è un'altra buona prassi, così come lo è, forse in misura ancora maggiore, l'istituzione sofferta del Parco di Lama Balice, primo parco cittadino grande circa 200 ettari. Dunque stiamo assistendo ad un'inversione di tendenza che è partita dalla terminologia ed è passata dall'adozione di pratiche innovative, che hanno stravolto e continueranno a stravolgere il territorio, questa volta però la tinta usata per ridisegnarlo non è il grigio ma il verde, della natura e della speranza di un domani sostenibile.

L'incontro è entrato nel vivo con gli interventi del dott. Luca Marmo della Direzione generale Ambiente - Unità B.1 dell'Unione europea, che ha parlato in collegamento telefonico da Bruxelles di «governance per la sostenibilità ambientale e della difesa del suolo», dando contezza del lavoro che viene svolto per la tutela del suolo ritenuto «una risorsa di vita».

In effetti i dati forniti parlano di 38 miliardi di euro all'anno spesi per combattere il processo di degradazione del suolo, dovuto a impermeabilizzazione, erosione, compattazione, smottamenti, perdita di materia organica, salinizzazione e contaminazione. Nel territorio dell'Unione europea infatti il 12% della superficie totale è soggetta a erosione idrica, mentre il 45% ha uno scarso contenuto di materia organica.

Per quanto riguarda l'impermeabilizzazione, essa ha colpito ad oggi il 2,3% della superficie europea, mentre la salinizzazione ha già «bruciato» 3 milioni di ettari di suolo europeo. Questi dati sono utili per comprendere la gravità della situazione e, dunque, l'urgenza delle azioni da intraprendere, dapprima in sede europea e poi nei singoli Stati. «Purtroppo dal 2007 - lamenta Marmo - la proposta di direttiva quadro sul suolo è bloccata al Consiglio d'Europa per il veto imposto da alcuni Stati membri». L'intervento del prof. Teodoro Miano ha fatto breccia invece in una memoria più vicina ai pugliesi, nella sua relazione ha citato i casi dello spietramento della Murgia e i conseguenti danni provocati al territorio, che non ha «saputo» reagire a causa dell'impermeabilizzazione, del disboscamento e dello spietramento. La gestione «allegra» e forse incosciente del territorio ce la ricordano le cronache delle alluvioni degli anni recenti.

Con il racconto dell'esperienza di «valorizzazione del turismo rurale integrato con il territorio» portata dal dott. Fausto Faggioli, fondatore dell'European Academy for Rural Tourism Hospitality (Earth Academy), si è conclusa la mattinata. Faggioli alla fine del suo appassionato intervento ha lasciato la platea con una considerazione di carattere economico e con un quesito apparentemente semplice: «è il turismo, con l'agroindustria e l'energia, il settore di sviluppo del prossimo ventennio. Voi pugliesi avete l'ospitalità nel dna, avete il buon cibo e una terra stupenda, cosa vi manca?».

di Vito STANO
pubblicato su vglobale.it il 25/01/2011

domenica 23 gennaio 2011

L'ambiente nell'informazione on line - Tavola rotonda a Bari

Presso la sede dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia a Bari si è tenuta una tavola rotonda sul tema “Territorio e ambiente nell’informazione on line” organizzata dal portale di informazione Ambiente&Ambienti.
Dopo i saluti della presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia Paola Laforgia è toccato a Raffaele Lorusso dare un stimolo alla dibattito sul tema "informazione on line e ambiente", affermando che purtroppo oggi c'è un'inflazione di input che non possiamo certo chiamare informazione, perchè come precisa Lorusso «se facebook è il luogo nel quale vengono espressi gli stati d’animo di ognuno, l’informazione è ben altra cosa», in effetti «il giornalista –continua- è colui che sceglie, che interpreta».

Il dibattito si arricchisce con gli interventi dell’assessore regionale alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, la quale precisa che alla ribalta dei media «arrivano più denunce che comunicazioni di buone pratiche». Alla Barbanente fa eco il giornalista della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe Armenise, che ha voluto sottolineare un aspetto molto importante del mondo dell’informazione ovvero la «domanda» a cui le notizie rispondono, dunque considerando le notizie come qualsiasi altro prodotto, e per questo soggetto alla legge della domanda e dell’offerta. Questo è punto cruciale della discussione sul tema, poichè ciò che fa notizia è uno scandalo o una tragedia e non una buona pratica.

Con Pino Bruno, giornalista scientifico, l’attenzione si sposta sulla sostanza e dunque sulla qualità del giornalismo, sostenendo che «la distinzione non è tra vecchio e nuovo, ma come da sempre tra buono e cattivo giornalismo, pertanto -continua Bruno- credibilità e attendibilità sono e saranno i criteri del giornalismo anche sul web».

Alla tavola rotonda sono stati diversi gli intervenuti, tra questi Fabio Modesti, direttore del Parco Nazionale dell’Alta Murgia, che nel suo intervento ha affermato la necessità di informare al fine di far veicolare l’offerta del Parco.

Il prof. Amendola invece dà un contributo scientifico-filosofico alla discussione portandola sul terreno della città come «luogo di narrazione», il professore insiste sulla necessità di ridare la parola a quelle città, che non sono altro che «libri di pietra». «Questo è possibile -continua- se ci si avvale di una buona divulgazione, che si fonda a sua volta su due punti cruciali: la comunicazione e i contenuti».

Modesti riprende le fila del discorso e conclude invitando a visionare su youtube il video “lupi nel parco” e ricordando, nioltre, che «quello del web è un processo molto importante per il Parco, difatti il web ha la capacità di arrivare dappertutto ma non sostituirà mai la carta stampata».
Modesti chiude il suo intervento ricordando «che nel territorio del Parco non è omogenea la distribuzione della linea telefonica e dunque di internet, pertanto od oggi il web non basta».

L'augurio che il direttore del Parco fa è «che le notizie sull'ambiente non siano soltanto trattate come scandali, ma come argomenti seri, scientificamente trattati e adeguatamente documenti».

23/01/2011
di Vito STANO

Approposito di informazione, ambiente e territorio vedete questo video tratto dalla pagina facebook del sindaco di Bari Michele Emiliano.

http://www.facebook.com/micheleemiliano?ref=ts&v=wall

sabato 15 gennaio 2011

Alta Murgia - Il Parco avvia il suo Piano

Il Piano ha carattere sovracomunale e sostituisce i piani urbanistici e territoriali di qualsiasi livello, di fatto il Piano crea una disciplina omogenea tra gli strumenti di pianificazione dei vari comuni

Se di una svolta si tratta lo vedremo tra un po' di tempo, certo è che la redazione del Piano del Parco e del Regolamento del Parco costituisce un passo importante per la vita del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, che cinque anni fa esisteva solamente nell'immaginazione di alcuni.

Questo passaggio coincide con il termine del primo quinquennio di vita del Parco e in attesa che il nome del nuovo presidente metta tutti d'accordo è stata inaugurata la sede dell'Officina del Piano del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, intitolata a Don Cassol (ucciso da un bracconiere sulla Murgia ad Altamura), in un ala di un palazzo storico di Ruvo di Puglia, in provincia di Bari.

Per l'occasione è stato organizzato un incontro che ha visto la presenza di alcuni sindaci dei comuni interessati, del commissario straordinario dell'ente Parco, di un rappresentante del mondo agricolo, di un rappresentante dell'universo ambientalista, di un rappresentante tecnico del ministero dell'Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare e del titolare dell'Assessorato alla Qualità del Territorio della Regione Puglia. Il fulcro dell'incontro è stata la relazione esplicativa del Piano del Parco tenuta dall'architetto dell'ente Parco.

I temi trattati durante la lunga maratona di interventi sono stati tanti e svariati, dopo i saluti iniziali del già presidente dell'ente Parco e attuale commissario straordinario Girolamo Pugliese e dopo il benvenuto del sindaco di Ruvo di Puglia Michele Stragapede, l'architetto dell'ente Parco Mariagiovanna Dell'Aglio ha esposto le principali caratteristiche del Piano del Parco, soffermandosi in particolare sull'importanza di questo «strumento che introduce regole», che disciplineranno le attività che si svolgono all'interno del territorio del Parco.

In sintesi il Piano del Parco definisce la suddivisione in zone a diverso grado di tutela, le norme tecniche di attuazione stabiliscono le trasformazioni consentite e non consentite e il regolamento disciplina le attività che si svolgono sul territorio e precisa le modalità in cui possono essere svolte.

Il Piano ha carattere sovracomunale e sostituisce i piani urbanistici e territoriali di qualsiasi livello, di fatto il Piano crea una disciplina omogenea tra gli strumenti di pianificazione dei vari comuni.

Inoltre il Piano individua una serie di progetti prioritari per garantire un futuro al territorio del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.

Una peculiarità del Parco citata in più interventi, ma ben riassunta dal direttore Politiche Ambientali del Wwf Italia Gaetano Benedetto, è data dalle «diverse chiavi di lettura» con le quali si può leggere il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, «un mix di agricoltura, paesaggio, geologia, storia, cultura e tradizioni che crea un unicum, la cui offerta turistica, secondo Benedetto, dovrebbe innanzi tutto indirizzarsi ai pugliesi e in particolare agli abitanti del territorio murgiano, al fine di recuperare la storia dimenticata e recuperare gli spazi abbandonati per ricostituire quell'identità perduta, perché il Parco è soprattutto identità». In tanti elogi per il lavoro svolto Benedetto individua una nota stonata nell'approccio eccessivamente urbanistico, che metterebbe a rischio la valenza stessa del Parco, «che non è soltanto un ente di promozione turistica».

Benedetto conclude con l'augurio, che in realtà in molti hanno fatto, cioè che le distanze tra i cittadini e l'ente Parco si riducano sempre più.

Un dato molto importante da ricordare è il fatto che il Piano e il Regolamento del Parco sono giunti entro il primo quinquennio di vita del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, a differenza delle altre realtà italiane dove le regole propedeutiche alla progettazione sono arrivate dopo molti anni di vita del Parco stesso.

L'architetto Anna Maria Maggiore componente della Segreteria tecnica del ministro Prestigiacomo nel suo intervento ha prospettato l'attuale necessità di «operare sinergicamente per raggiungere gli obiettivi preposti dal Piano del Parco e dal Piano di sviluppo socio-economico», ribadendo «l'importanza del lavoro che la comunità del Parco dovrà fare nell'immediato futuro per contribuire allo sviluppo di questo territorio».

L'incontro si è concluso con un breve ma incisivo intervento dell'assessore alla Qualità del Territorio della Regione Puglia Angela Barbanente (nella foto, N.d.R.), la quale ha dato una lettura fortemente politica della svolta che il territorio dell'Alta Murgia si è dato.

«La rottura con il passato è fondamentale, occorre riconvertire un territorio cresciuto in modo non sostenibile e possiamo farlo, insiste la Barbanente, sperimentando nuovi modelli di sviluppo in quei laboratori naturali che sono le aree protette».

Dunque le aree protette intese come laboratori di convivenza tra uomo e natura, dopo anni di conflitti tra il primo e la natura.

«Per fare tutto ciò - ha concluso - è necessario un rinnovamento culturale importante, che passa anche da luoghi come questo».

di Vito STANO
pubblicato su vglobale.it il 15/01/2011

giovedì 13 gennaio 2011

Il CDM conferma lo stop ai sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011


Prestigiacomo: «Una grande innovazione, adesso necessario coinvolgimento pieno dei cittadini»
Il Consiglio dei Ministri ha confermato lo stop all’utilizzo dei sacchetti di plastica dal 1 gennaio 2011, senza proroghe. “E’ una grande innovazione, quella introdotta dal governo - ha commentato il ministro Stefania Prestigiacomo, che si è opposta all’introduzione dell’ennesima proroga – che segna un passo in avanti di fondamentale importanza nella lotta all’inquinamento, rendendoci tutti più responsabili in tema di riuso e di riciclo. Perché il provvedimento possa però produrre risultati concreti, è necessario il coinvolgimento pieno degli operatori commerciali, della piccola e della grande distribuzione, perché sperimentino su larga scala sistemi di trasporto alternativi ai sacchetti di plastica, e dei cittadini”.


fonte www.minambiente.it

mercoledì 12 gennaio 2011

Disinformazione e nucleare

In queste settimane abbiamo visto uno spot che, nelle intenzioni dichiarate, voleva invitare gli italiani a informarsi sulle centrali nucleari, sulla pericolosità delle stesse, sui costi e sull'opportunità attuale di costruirne di nuove.

Lo spot in questione però difficilmente può fare realmente informazione, poichè è stato finanziato interamente dalla lobby del nucleare. Con 7 milioni di euro lo spot è passato in televisione e chi ha analizzato le battute dei due protagonisti, in realtà si vedono due persone come fossero allo specchio (ha rappresentare il dubbio che attanaglia ognuno di noi), ha scorto la volontà di far passare per disinformato e attaccato ai luoghi comuni l'antinuclearista, al contrario del nuclearista, che si dimostra ben informato.
Pare che anche la scelta di dare gli scacchi bianchi al nuclearista non sia stato un caso... i simboli a volte non passano inosservati.

Ma non è tutto. Il presidente del Forum nucleare italiano Chicco Testa, lo stesso che negli '80 capeggiava il movimento antinuclearista, risponde a chi lo incalza sull'argomento "mi diano sui loro siti lo stesso spazio che noi diamo sul nostro Forum" (Il Fatto Quotidiano, Lo spot atomico finto-neutrale, del 5 gennaio 2011, di Giorgio Meletti), riferendosi alla possibilità di confronto con gli ambientalisti.

Quello che emerge ancora una volta da questo caso, giustamente sollevato, è la constatazione che l'ignoranza sull'argomento è molto diffusa e non sarà di certo uno spot, pagato dalle lobby del nucleare, a dare una svolta a questa situazione.

Occorre tempo e, soprattutto, volontà per colmare almeno il minimo delle conoscenze necessarie per esprimere un'opinione che non sia la semplicistica chiacchiera da bar.

12/01/2011
di Vito STANO