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venerdì 11 ottobre 2013

India: i colori dell'anima. Il nuovo libro fotografico di Roberto Cazzolla Gatti

«È come se in India ognuno ritrovasse la propria parte spirituale nascosta. Dispersa in qualche meandro dell'anima e soffocata dalle faccende di una quotidianità ipertecnologica che sta annichilendo l'Occidente». Così si esprime Roberto Cazzolla Gatti nel presentare il suo secondo libro fotografico sull'India («India. I colori dell'anima») dopo quello sull'Indonesia.
Il volume di 119 pagine con 111 foto, è in formato ebook (costo 5 euro) ed è edito da Villaggio Globale (www.vglobale.it/e-inoltre/e-book.html). Ma questo non è un libro iconografico ma uno spaccato della quotidianità del pianeta India, con le sue contraddizioni, i colori, la natura e le difficoltà.

Nello stile di Roberto Cazzolla Gatti, Biologo ambientale ed evolutivo con un Dottorato di ricerca in Ecologia Forestale, il suo obiettivo coglie quella marginalità che i grandi reportage non colgono per offrire un'immagine preconfezionata e dimostrare una tesi già avanzata. Lui parte dal basso, dalla vita di ogni giorno, dal paesaggio familiare per gli abitanti, per far rivivere le difficoltà e la bellezza di un modo di esistere lontano da noi ormai molti anni.

(fonte www.vglobale.it)

martedì 27 agosto 2013

Africa: popoli e natura - Il racconto per immagini di Roberto Cazzolla Gatti

Al ritorno da un viaggio in Kenya, quasi per effetto calamita, le occasioni per raccontare l'Africa si moltiplicano. Dopo la recensione di 'Ebano', fortunato libro del reporter polacco Ryszard Kapuściński edito da Feltrinelli, a cura di Sara Fiorente, segnaliamo una mostra fotografica dal titolo 'Africa: popoli e natura' di Roberto Cazzolla Gatti, biologo ambientale ed evolutivo

La mostra è aperta già da qualche giorno, dal 22 agosto per la precisione, e resterà aperta fino al 5 settembre presso la biblioteca comunale di Gioia del Colle, in provincia di Bari, città natia di Cazzolla Gatti.

La mostra, come si legge nella locandina, è liberamente ispirata al suo romanzo-saggio 'Il paradosso della civiltà', di cui Sara Fiorente ha proposto una recensione qualche settimana fa. 

Questa mostra, inoltre, segue la pubblicazione di un ebook fotografico edito da Villaggio Globale, inerente l'Indonesia, presso cui Cazzolla Gatti ha condotto recentemente le sue ricerche. ‘Indonesia. Il regno della bellezza’, questo il titolo, è un reportage nel cuore selvaggio dell'Indonesia, dove le attività umane si intrecciano e, spesso, confliggono con la Natura tropicale. Le isole di Java, Bali, Sumatra e Borneo con i loro vulcani fumanti e le colline vestite da risaie contrastano con le fabbriche, le spiagge ricoperte di plastica, le piantagioni di palma da olio che distruggono le rigogliose foreste (pagg. 72, 63 foto).

27.08.2013
Vito Stano

lunedì 8 luglio 2013

I paradossi della civiltà tra i "selvaggi" - Recensione di Sara Fiorente

«Noi siamo presi da mille assurde faccende quotidiane e non guardiamo oltre. Ci disperiamo se perde la nostra squadra del cuore. Se l’ultima borsa firmata è stata venduta a saldi a qualcuno prima di noi. Se il nostro partito preferito fallisce alle elezioni perché immerso anch’esso nello squallore della politica. Ci disperiamo se macchiamo le scarpe di marca appena acquistate o reclamiamo, umiliando il cameriere, se al ristorante ci servono filetto in pepe nero, invece che verde, come scritto sul menù. Ci preoccupiamo della nostra pulizia domestica, ma insozziamo bagni pubblici che altri puliranno».

Spero mi perdonerà l’autore Roberto Cazzolla Gatti, per aver riportato quasi un intero paragrafo del suo libro ‘Il paradosso della civiltà’ (Adda Editore 2013).

Quasi sicuramente sarà capitato a ciascuno di noi di essersi trovato in una delle situazioni descritte, e se ci si ferma a riflettere sulle reazioni che ne scaturiscono, ecco che si può parlare dei paradossi della civiltà e di come siamo diventati vittime di una sorta di assuefazione che ci fa perdere di vista la reale importanza di ogni cosa.

Il libro di Roberto Cazzolla Gatti è un viaggio che il lettore fa nelle esistenze di un pigmeo che vive nella foresta tropicale del Congo, e di un uomo “civile” che vive in Italia. I capitoli, in modo alternato affrontano le fasi della vita dalla prima infanzia sino alla morte, dell’uno e dell’altro. Due vite che inizialmente vengono narrate separatamente, poi si incontrano e scontrano, e dalla narrazione romanzata emergono una vasta molteplicità di temi, tipici di un saggio; tant’è vero che si parla in questo caso di un romanzo-saggio che narra in estrema sintesi la storia dell’umanità.

Sarà attraverso le vicende di Mathaar e Tommaso, i due protagonisti, che si avrà occasione di riflettere su una complessità di questioni: dalla società dei consumi all’autenticità delle emozioni, dall’inquinamento dilagante alle donazioni salva-coscienza, dal potere del denaro al profumo del sole, dalla vulnerabilità dell’uomo al potere della Natura, dal cancro alla violenza.

Civiltà e Natura sono i due mondi che l’autore (biologo ambientale ed evolutivo) racconta con un linguaggio snello alternato da riflessioni incisive.

Nonostante la dura e giusta critica nei confronti del mondo civile, proprio per le ripercussioni che esso provoca nel continente africano, l’autore non smette di sperare in un risveglio della sensibilità e della coscienza umana e scrive: «l’uomo può arrestare in tempo i suoi cechi passi».

Nel libro si narra di come i pigmei non abbiano bisogno di scuole, perché dalla foresta imparano già tutto, anche noi civili, ritrovando semplicemente la giusta messa a fuoco sulla vera ricchezza della vita, potremo non aver più l’illusione di Essere solo perché possediamo.   

08.07.2013                                        

Sara Fiorente

venerdì 25 gennaio 2013

Il paradosso della civiltà: il romanzo-saggio di Roberto Cazzolla Gatti


Il paradosso della civiltà di Roberto Cazzolla Gatti è il titolo del romanzo-saggio pubblicato da Adda Editore, in libreria da lunedì 28 gennaio.

Alla Grande Madreaffinché possa continuare a risplendere nella sua bellezza.

«No, caro uomo civilizzato, noi non diventeremo mai come voi. Potete anche chiamarci selvaggi. Violentarci, imprigionarci, picchiarci. Potete sentirvi superiori perché vi definite civili. Ma noi non tradiremo mai la nostra Natura, non feriremo mai la nostra Madre e non soggiogheremo mai un nostro Fratello. Per noi l’unica vera ricchezza è la vita. La vita è l’unica cosa che conta. Solo in lei è la bellezza. Solo in lei la speranza».

«Io ormai sono vecchia e deperita da questi anni trascorsi lontani da casa. La polvere ha riempito i miei polmoni ed il sole ha bruciato la mia pelle. Non mi resta molto da vivere. Ma io continuo ad essere parte di tutti voi, Mathaar. Sento ancora nelle mie vene scorrere la linfa degli alberi della foresta, nonostante le siamo lontani da tempo. Sento nel cuore i vostri respiri, nelle orecchie il canto degli uccelli e tra le mani il calore delle pellicce. La mia anima non se n’è mai andata da quella foresta».

«Ho un cancro, Tommaso. Ormai mi ha divorato i polmoni. Mi han detto che saranno stati i fumi che ho respirato per tutti quegli anni in fabbrica e le sigarette. Sai, dicono che è il male del secolo. Secondo me è il male della civiltà».

«Vedi caro figlio il ricatto del lavoro del mondo moderno ci ha resi schiavi. Saremmo disposti a tutto pur di guadagnare. Anche ad intossicarci giorno dopo giorno. E dopo una vita di sacrifici, senza neanche avere un istante libero per godere il frutto di quel lavoro, cosa ci rimane? Gli ultimi anni di sofferenza nella malattia. Questo ci resta».

«Così si crea la povertà. La povertà non è reale. Così come la ricchezza, non esiste. È una creazione della civiltà. Se non segui un certo standard di vita preconfezionato, sei povero. Sino a quando esisterà il denaro ci sarà sempre qualcuno ricco e qualcun altro povero, perché in fondo quando ci sono i soldi di mezzo c’è sempre chi vende qualcosa a qualcuno. Ma chi più sottrae all’ambiente naturale, sfruttandolo allo stremo, più è in grado di vendere… e, quindi, di arricchirsi. Ed alla fine della giostra chi ci ha perso davvero qualcosa? La Natura, e l’uomo in essa. Così nascono, anche, le emergenze umanitarie».

«Papà, l’ho capito molto tardi e questo mi distrugge. Ma non c’è niente che abbia più valore della vita e difenderla, ad ogni costo, è ciò che più nobilita l’animo di ogni uomo. [...] Non nelle ricchezze materiali splende la vita. Non nel potere, nel controllo o nel dominio. Ma nella semplicità. Un'esistenza semplice, fatta di cose che davvero contano. L’affetto di poche, ma vere persone. Il piacere di stare con gli altri. Di leggere, di scrivere. Di sentire buona musica o ammirare un bel quadro. Di vivere immersi nella Natura, dove ogni respiro alimenta e non distrugge il tuo corpo. Di essere coerenti, sino alla fine, per vivere come le cose che dici. E, su tutto, di scoprire l’amore che è insito in ogni elemento. Qui nel Mondo, papà, non nella Terra promessa. È un amore che spesso non ricerchiamo durante il nostro breve passaggio nella Grande Madre, ma lo affidiamo alla vita ultraterrena, a quella che verrà».

245 pagine, I edizione: gennaio 2013, stampato su carta riciclata 100%.

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