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mercoledì 6 marzo 2013

Il viaggio di Vittorio: Egidia Beretta Arrigoni racconterà suo figlio a Bari


Dopo i precedenti incontri dedicati a Vittorio Arrigonivolontario e attivista per i diritti umani ucciso a Gaza il 15 aprile 2011, e alle sue pagine di «Gaza. Restiamo umani», Bari sabato 9 marzo alle ore 19,00 Auditorium Vallisa accoglierà Egidia Beretta Arrigoniche racconta del figlio attraverso il libro «Il viaggio di Vittorio» (Dalai editore).

«Non è un eroe né un martire, solo un ragazzo che credeva nei diritti umani. Eravamo lontani, ma più che mai vicini. Come ora, con la sua presenza viva che ingigantisce di ora in ora. Come un vento che da Gaza, dal suo amato mar Mediterraneo, soffiando impetuoso, ci consegni le sue speranze e il suo amore per i senza voce, per i deboli, per gli oppressi, passando il testimone. Restiamo Umani».

Moderearà Paolo Farina, le letture saranno curate da Michele Ciavarella e Nunzio Bianci. Sono previsti gli interventi musicali de Le Nuvole.

L'iniziativa è realizzata con il supporto di Kenda onlus; Rete Italiana - International Solidarity MovementVendita del libro a cura di libreria Le Storie Nuove, Conversano (www.lestorienuove.it). Si ringrazia Emergency di Bari e Casa del Popolo di Mola di Bari.

sabato 19 gennaio 2013

In ricordo di Vittorio Arrigoni due appuntamenti a Bari


In attesa dell’incontro con Egidia Beretta Arrigoni (che presenterà il suo libro a Bari il prossimo 9 marzo presso la Vallisa alle ore 19), dedichiamo una serata a Vittorio Arrigoni con la proiezione di un documentario sul suo impegno a Gaza e alcune letture dal suo libro Restiamo umani.
L’iniziativa si terrà sabato 19 gennaio presso la Ciclatera (via Corte Colagualano n.36 a Bari) a partire dalle ore 19,00 (segui anche l’evento su facebook). Interverranno Luca Pellegrino (Rete Italiana International Solidarity Movement) e un rappresentante di Kenda onlusLe letture saranno a cura di Michele Ciavarella e Nunzio Bianchi (che ha organizzato la serata). 
«Io che non credo alla guerra  disse in più occasioni Vittorio Arrigoni , non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera. Dovessi un giorno morire, fra cent’anni, vorrei che sulla mia lapide fosse scritto quello che diceva Nelson Mandela: 'un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare'».




In ricordo di Vittorio Arrigoni, perché chi lo conosceva non lo dimentichi e chi non lo conosceva sappia che esistono eroi diversi da quelli che ci impone il circo mediatico. Che fra nostri ragazzi ci sono anche persone che non indossano divise e non imbracciano armi, che per i pescatori fanno da scudo umano e che quando tornano in Patria cadaveri, ad accoglierli, non trovano ministri, consoli, ambasciatori, sottosegretari né messi della Santa Sede, ma solo migliaia di persone “comuni” che  pensano che fra chi spara e chi si presta a parare il colpo al posto di qualcun altro, l’eroe, sia quello dalla parte del proiettile, non quello dalla parte del fucile.